L’articolo che segue è stato curato dal dott. Gianvittorio Pasotti, medico veterinario esperto in comportamento animale e istruttore cinofilo.

Come ogni anno, dal 2007 ad oggi, il 10 dicembre si celebra la giornata mondiale dei diritti degli animali.

L’espressione “diritti degli animali” nasce dal riconoscimento dello status di esseri senzienti agli animali, e perciò dalla necessità di estendere al mondo animale taluni diritti fondamentali dell’uomo.

Il diritto di vivere libero dalla fame, dalle sofferenze, fisiche e psichiche, di esprimersi e vivere secondo le proprie inclinazioni etologiche. Il termine viene ad assumere così una valenza tanto in senso morale che giuridico.

Le argomentazioni dei sostenitori dei “diritti animali” trovano fondamento in studi e ricerche scientifiche dalle quali scaturisce l’idea di un essere animale in tutto e per tutto dotato di “soggettività”: le strategie comportamentali che gli animali adottano nel loro quotidiano, siano essi domestici o selvatici, nascono da un mondo interiore individuale fatto di emozioni, motivazioni ed aspettative sul mondo, declinate secondo l’identità di specie e/o di razza di ciascuno.

Nasce quindi il concetto di “essere senziente” : l’animale da “res” diventa soggetto. Fondamentali per il determinarsi di questa nuova concezione della soggettività animale sono stati gli studi di etologia cognitiva iniziati dalla metà degli anni ’70 dello scorso secolo fino ad oggi.

Studiosi quali D. Griffin, M. Bekoff, le primatologhe J. Goodall e D. Fossey, con il loro lavoro svolto su campo, hanno ridefinito la grammatica dell’emotività e del “sentire” nel mondo animale. A ciò si aggiunga l’epocale balzo in avanti fatto dalle neuroscienze, sia in campo umano che animale, negli ultimi decenni: differenze anatomiche a parte, i sistemi neurotrasmettitoriali e la chimica delle emozioni rivelano la grande analogia tra mondo umano ed animale.

Le posizioni dei sostenitori del diritto animale sono quindi più specifiche e fondanti di quelle dei movimenti animalisti che, nelle loro correnti più moderate esprimono attenzione solo nei confronti del benessere animale, senza per altro attribuire necessariamente agli animali diritti veri e propri.

Animal rights word cloud concept

Diversa la posizione più oltranzista delle frange estreme del movimento animalista che fanno dell’antispecismo l’elemento fondante di un “movimento per i diritti e la liberazione animale”. È soprattutto nella metà del ‘900 che si sviluppa un dibattito filosofico sul diritto animale, ad opera di autori quali Peter Singer e Tom Regan.

Nelle loro posizioni il concetto di antispecismo è fondante: nessun tipo di sfruttamento del mondo animale, come fonte di cibo o come “cavie” da esperimento in qualsiasi altro contesto, dev’essere messo in atto.

Secondo Singer, inoltre, i diritti degli animali non sono veri diritti equiparabili a quelli delle persone “fisiche” o “giuridiche”, in quanto non sono ascrivibili a nessuna delle categorie dei diritti soggettivi (assoluti e relativi), ma pur avendo molte delle caratteristiche dei diritti fondamentali dell’uomo possono essere fatti valere solo nei confronti delle azioni dell’umano stesso (quindi non sono assoluti!) e non di quelle di altri animali. In pratica, secondo questo approccio filosofico, l’uomo non può uccidere un animale, ma un animale può essere ucciso da un altro animale e
quindi viene meno il diritto assoluto a non essere ucciso.

Il dibattito e le prese di posizione sui diritti degli animali nel corso dei decenni si sono avvicendati, da un punto di vista giuridico-normativo e di filosofia del diritto si è arrivati a definire quali sono i doveri sostanziali dell’uomo nei confronti del mondo animale.

È del 1978 la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE, proclamata da diverse associazioni animaliste e recepita dall’Unesco. Rappresenta una dichiarazione d’intenti e di assunzione di responsabilità da parte dell’uomo nei confronti degli animali; pur non avendo alcun valore giuridico è stato recepita ed in qualche forma inserita nella legislazioni di diverse nazioni al mondo.

Dott. Gianvittorio Pasotti

L’autore dell’articolo e la sua Gilda.
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