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Spettacolo

#3Film sul COMING OUT Che Non Sapevi Di Voler Vedere

Oggi, in occasione del COMING OUT DAY, ricorrenza che è nata negli States nel lontano 11 Ottobre del 1988, volevo proporvi alcuni titoli che trattano di questo tema.


Come sempre vi ricordo di seguire l’hashtag #3FilmCheNonSapeviDiVolerVedere per scoprire film che sono stati mal distribuiti o che sono stati relegati al home video o che non sono mai arrivati qui da noi, in Italia.

Il coming out è uno dei passaggi più importanti di un individuo che decide di rivelarsi e dichiararsi al “mondo” per la sua vera natura. Spesso questo momento – presa coscienza del proprio orientamento sessuale e sentimentale – viene rinviato per anni e c’è chi preferisce non affrontarlo mai, temendo che famiglia e amici o la società non lo accetti per quello che è.
Mi piacerebbe dire che spesso molte delle nostre paure siano infondate, ma è anche vero che ci sono realtà e ambienti dove ancora ignoranza e pregiudizi hanno radici difficili da estirpare.
Ma è anche vero che il cambiamento, perché avvenga, necessita del coraggio di tutti e quindi dei singoli.

Nel passato più recente il cinema ci ho mostrato come spesso l’omosessualità sia vista ancora come una malattia o una perversione da curare. Ne sono stati esempio due titoli usciti lo scorso anno e che invito a riscoprire (di cui propongo qui sotto le recensioni) come il toccante “BOY ERASED-Vite Cancellate” e il meraviglioso “LA DISEDUCAZIONE DI CAMERON POST“.
Ma non sono mancate, per fortuna, anche pellicole romantiche come “TUO, SIMON” che ho scelto come immagine per questo articolo.


il trailer de L’ETÀ ACERBA

Il primo film che tratta del coming out e che vi propongo è sicuramente il bellissimo “L’ETÀ ACERBA-Les Roseaux Sauvages” di André Téchiné del 1994.
All’epoca il regista francese aveva superato i 50 anni eppure è uno dei pochi cineasti realmente capaci di guardare all’universo dei giovani e di confrontarcisi con naturalezza e verità.
In questo titolo in particolare la storia è ambientata in un dato momento storico, il 1962, e segue le vicende amorose di un gruppo di adolescenti di un collegio in cui si riflette la crisi di una nazione, la Francia, dopo la lunga ed estenuante guerra franco-algerina durata più di sette anni.
Tra i vari personaggi delineati perfettamente nei loro desideri così come nelle loro embrionali ideologie politiche, il regista guarda con delicatezza al triangolo amoroso composto da Serge, François e Maïté.
François, fidanzato platonicamente con la bella Maïté, instaura una profonda amicizia con Serge e nel tempo maturerà dei sentimenti che vanno oltre il semplice affetto.
Ma egli guarda con preoccupazione al suo futuro e trova impensabile che nella società in cui vive (siamo negli anni ’60) possa esserci spazio per lui e per l’amore tra due ragazzi.
Anche il confronto con un proprietario di un negozio di scarpe che sa essere convivente con un altro uomo non gli fornirà alcun aiuto.
Solo in se stesso troverà il coraggio di dichiarare i suoi sentimenti al suo amico.
Un film corale che guarda al giardino della Vita e quei fiori coraggiosi che sbocciano nella loro meravigliosa fragilità.

La paura di accettarsi per quello che si è e di fare coming out è ben raccontato in questo titolo del 2012, L’ALTRA METÀ DELL’AMORE di Lèa Pool.

Un piccolo cult sull’omosessualità femminile è certamente “L’ALTRA METÀ DELL’ AMORE” (Lost and Delirious) di Lèa Pool.
Tratto dallo splendido romanzo di formazione di Susan Swan questo film del 2001 guarda al microcosmo di un collegio femminile in cui arriva la sensibile e timida Mary.
La ragazza condividerà la camera con la bella e solare Victoria e la selvatica e dirompente Paulie e ben presto sarà testimone e complice della relazione amorosa delle due ragazze.
Quando però la sorella minore di Victoria minaccerà di raccontare tutto alla sua famiglia, la ragazza, cresciuta in un ambiente severo dove è l’apparenza e la reputazione a far da padrone, deciderà di porre fine alla sua relazione, negando di fatto la sua natura e i suoi sentimenti.
Paulie, dal canto suo, non accetterà la cosa e farà di tutto pur di riavere la sua amata.
Il film, sebbene abbondi di retorica, trova la sua carta vincente nell’appassionata recitazione di tre splendide, giovani attrici: Misha Barton (la Marissa del serial “The O.C.“), Jessica Paré e la sorprendente Piper Perabo (una del “LE RAGAZZE DEL COYOTE UGLY“).
Toccante, tragica e poetica, questa pellicola racconta di accettazione, di coming out (splendida la dichiarazione di amore che Paulie fa recitando i versi di Shakespeare), ma anche di rapporti tra genitori e figli e sopratutto di amore, quello che chiede soltanto di essere vissuto, accettato e liberato.

Trovare il momento e le parole giuste per fare coming out non è mai semplice, ne sa qualcosa il protagonista di questa divertente commedia, COME NON DETTO di Ivan Silvestrini.

Chiudo questa breve rassegna con un titolo dai toni sicuramente più leggeri e positivi e prodotto tutto italiano.
COME NON DETTO” di Ivan Silvestrini è un film del 2012 che sono certo le nuove generazioni conoscono e amano, ma che consiglio vivamente anche a chi, ormai cresciuto, ama guardare con nostalgia a quell’età in cui tutto è possibile, ma in cui si ha paura di vivere quel tutto.
La storia è ambientata nell’arco di una giornata. Il giovane Mattia (un fresco e genuino Josafat Vagni) sta per lasciare l’Italia per trasferirsi a Madrid e convivere col suo fidanzato.
Peccato che Eduard, prima di compiere questo passo, abbia il desiderio di conoscere la famiglia di Mattia, da sempre convinto che il suo ragazzo sia dichiarato.
Così non è. Mattia avrà poche ore per capire quali parole usare per fare coming out con la propria famiglia.
Una commedia davvero ben riuscita con un cast affiatato e divertito in cui si susseguono tante piccole situazioni esagitate e momenti più intimi e toccanti. Non si cade mai nel patetico e finalmente si guarda all’omosessualità senza drammi, ma con una sensibilità e una “normalità” davvero salutari per l’umore.
Se mai decideste di dichiararvi ai vostri parenti e amici, vi invito a guardare questo titolo che infonde coraggio e positività.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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