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Foto presa da https://www.acli.it/acli-palermo-aldo-moro-e-peppino-impastato-simboli-della-lotta-al-terrorismo-e-alla-mafia/

Legalità

9 maggio 1978: la notte buia dello Stato italiano

Sono passati 44 anni da quando sono stati ritrovati morti ammazzati Aldo Moro e Peppino Impastato.


Era la notte buia dello Stato italiano, quella del nove maggio settantotto.. la notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno stato”

A distanza di 55 giorni, il tempo fra la vita e la morte dell’Onorevole Moro, venne ritrovato il suo corpo, all’interno del bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata contromano in via Caetani. Zona emblema del periodo storico che stava vivendo l’Italia in quel periodo: a tre minuti da Piazza del Gesù, dove era presente la sede nazionale della Democrazia Cristiana, e a due da via delle Botteghe Oscure, casa del Partito Comunista Italiano.

Moro venne rapito il 16 marzo 1978 in via Fani mentre si recava in Parlamento, il giorno della presentazione del nuovo Governo sostenuto da un’alleanza innovativa; per usare le parole dell’Onorevole di “solidarietà nazionale”, che includeva anche il PCI nella maggioranza ma senza una presenza di ministri comunisti nel governo.

Accadde oggi: il 9 maggio 1978 la scoperta del cavadere di Aldo Moro in via  Caetani a Roma - il Giornale di Salerno .it

Moro venne ritrovato il 9 maggio con lo stesso abito blu che aveva deciso di indossare per recarsi a Montecitorio. Avvolto in una coperta di lana, trucidato da dodici colpi d’arma da fuoco. Quella mattina vinsero i terroristi che volevano abbattere lo Stato e non furono i soli.

Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare.. Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato.”

A 591 chilometri di distanza, un altro copro senza vita veniva ritrovato, quello di Peppino Impastato, giovane siciliano che si stava facendo notare nella sua terra. Nato in un contesto mafioso, crescendo si era reso conto dei meccanismi presenti intorno a lui, nella sua famiglia e nella sua città. Si era reso conto di essere nato e cresciuto in una famiglia legata all’ambiente mafioso.

Peppino Impastato - Peppino Impastato - RaiPlay
ONDA PAZZA/3 - Vigilia elettorale - WordNews.it - News Magazine

Peppino si avvicinò così alla politica e mise in atto una rivoluzione culturale attraverso Radio Aut, dove denunciava tutto quello che accadeva a Cinisi, non avendo paura di fare nomi e cognomi e di scrivere e dire pubblicamente in diretta che “la mafia è una montagna di merda”. Fino a decidere, nella primavera del 1978, di denunciare la collusione politico-mafiosa presente nella sua città, e più in generale in tutto il territorio soggetto al controllo dei Badalamenti, e di candidarsi alle elezioni comunali.

Impastato venne eletto il 14 maggio, cinque giorni dopo la sua morte, non per suicidio come per molto tempo cercarono di attribuire, ma per conto di Gaetano Badalamenti, condannato definitivamente solamente nel 2022.

Era la notte buia dello Stato italiano, quella del nove maggio settantotto, quando sembrava che terrorismo e mafia avessero vinto ma così non è stato. La sete di giustizia e cambiamento di Moro e Impastato ci insegnano ancora oggi, a distanza di più quarant’anni, che una rivoluzione è possibile, sia dall’interno delle istituzioni, come inizò a fare il primo, sia dal basso come nel caso di Peppino.


Immagini: https://www.ilcompagno.it/

Scritto da

Marchigiana a Torino. Compro più libri di quanti ne possa leggere.

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