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Spettacolo

A READY PLAYER ONE (2018)

Voto 8


Anno 2049.
Il mondo è cambiato. Povertà e futuro incerto hanno portato la maggior parte delle persone a rifugiarsi in Oasis, una realtà virtuale creata dal geniale James Halliday.
Egli, prima di morire, rivela la presenza di un easter egg – un livello segreto – che consente, a chi riesce a trovarlo e vincere ogni sfida, di possedere il controllo di Oasis.

E nel nuovo film di Steven Spielberg lo spettatore è chiamato a trovare e raccogliere con entusiasmo tutti gli easter egg presenti.
Il suo è un omaggio al cinema e ai videogames e alla musica degli anni ‘80.
Ma il regista confeziona un’opera di intrattenimento che è un’immersione totalizzante nella cultura della nostra generazione guardando alla malinconica bellezza di un mondo perduto.

Spielberg si conferma il poliedrico regista capace di spaziare tra film impegnati – come il recente THE POST – e titoli di evasione e di avventura come E.T. o INDIANA JONES, conservando però la stessa tensione narrativa e la stessa concentrazione e sfornando successi di pubblico e di critica.

Ci si potrebbe soffermare sul messaggio ( filosofico-esistenziale ?) che serpeggia tra le sfranate corse in auto e gli inseguimenti e le sparatorie, che richiama alla mente titoli come MATRIX dei fratelli Wachowski, ma non è questo che interessa il regista, eterno Peter Pan.
Ready Player One vuole essere un “semplice” gioco di citazioni e di rimandi ad altri infiniti universi paralleli che hanno entusiasmato milioni di nerd in tutto il mondo e non solo.

Come dicevo sono tantissimi i riferimenti e i personaggi presi dai videogiochi e dalle pellicole e i manga che tanti hanno amato e sarebbe impossibile citarli tutti (anche perché io per primo non penso di averli colti tutti! ) ma è un piacere vedere convivere nello stesso film SONIC, TOMB RAIDER, STREET FIGHTER, SPACE INVADERS, MORTAL KOMBAT, BATTLEBORN e ancora sono tante le citazioni al cinema degli anni ‘80 e ‘90 con cameo sorprendenti di Freddy Kruger e Jason e Chucky ( sì, la celebre Bambola Assassina) e richiami a titoli come ALIEN, JURASSIC PARK, KING KONG, COCKTAILS, STAR WARS, DUNE .
Non essendo un vero e proprio amante dei videogiochi non ho avuto modo di esultare alla vista di certi personaggi a me ignoti ma vi assicuro che ho visto ragazzi in sala saltare sulla poltrona tanto era l’eccitazione di rivedere i loro eroi.

E se anche la colonna sonora sforna hit di quegli anni e in una scena il protagonista è indeciso se vestire gli abiti di Michael Jackson nel videclip di THRILLER, il mio personale momento catartico l’ho avuto nella lunga sequenza dedicata a un classico del genere horror SHINING.
Ad impressionare è infatti la cura per il dettaglio. Ogni fotogramma e scena racchiude tanti di quei particolari che una seconda visione è d’obbligo per apprezzarne lo sforzo epico e il lavoro di cesellatura.

Sebbene Ready Player One – tratto dall’omonimo romanzo del 2010 scritto da Ernest Cline, qui chiamato anche a scrivere la sceneggiatura – si sofferma poco e niente sulla psicologia dei personaggi e le dinamiche tra essi (che potevano essere interessanti), è una pecca che si può perdonare a un regista che in solo poco più di due ore ci ha fatto sognare e ci ha fatto “indossare” quelle mille vite che avevamo dimenticato di aver vissuto.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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