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A.S.M.R., rilassante o inquietante? Tutti i segreti dell’ultimo trend di Youtube

Quanto riusciamo a metterci in contatto con il nostro cervello?


Lui ci parla spesso e ci segue passo passo nelle nostre emozioni e ci aiuta a capire anche cosa stiamo provando realmente in quel preciso momento. Ma quanto vogliamo ascoltarlo? Scientificamente si parla di ASMR Autonomous Sensory Meridian ResponseRisposta del Meridiano Sensoriale Autonomo.

Piacevoli sensazioni e brividi legati al ricevere cure e attenzioni empatiche da parte di un’altra persona in incontri ravvicinati. Il tutto può essere indicato con un abbraccio, un contatto intimo o anche semplicemente una stretta di mano.  Le vibrazioni positive e/o negative il nostro cervello le sente subito e ce le comunica. Sta a noi poi capire, ascoltare, comprendere e dare importanza a quei segnali. Quando parliamo per ore e ore con una persona e non ci rendiamo neanche conto del tempo che scorre perché siamo “ammaliati” dai suoi gesti o magari dalla sua voce. 

Ecco in quel preciso momento il nostro cervello sta producendo dopamina e serotonina, gli ormoni del benessere. Le stesse che produce quando ascoltiamo un rumore, riceviamo dei grattini, delle coccole o guardiamo qualcosa di piacevole. Ma questo accade anche senza che noi ce ne accorgiamo. Dobbiamo allenare la nostra sensibilità. Siamo di fronte a veri e propri “orgasmi emozionali del cervello” che nascono da uno stimolo ripetuto in tempi, luoghi e circostanze diversi. Tutto questo mescolìo di emozioni e sensazione di piacere al quale ci lasciamo andare (sempre meno purtroppo al mondo d’oggi) danno vita a quelli che si chiamano trigger (innesco, induzione).

I trigger più comuni

  • Ascoltare un timbro di voce morbido e lieve;
  • Ricevere carezze sui capelli;
  • Carezze, coccole e abbracci;
  • Osservare una persona che ci sta spiegando qualcosa;
  • Ricevere attenzioni da un’altra persona;
  • Ricezione di attenzioni premurose personali come nei centri benessere, saloni di bellezza, centri per massaggi, dai guaritori e dai medici;
  • Ascoltare suoni specifici tipo fruscii, sospiri, ninne nanne, alcuni tipi di rumore e brani musicali;

Purtroppo però oltre ai rumori piacevoli, non dimentichiamo anche quelli odiosi.

Tipo per esempio il ticchettio della penna mentre parli, il biascicare la gomma da masticare o una pietanza, il sentire una persona che cammina strascicando i piedi. Insomma, quelle cose che creano nel nostro cervello solo l’istinto omicida parallelamente opposto a tutte quelle sensazioni piacevoli che dicevamo poco fa.

Quindi mi domando: come delle volte non ci accorgiamo quando il cervello ci manda pensieri positivi per una cosa non potremmo non accorgerci anche di questi? No. Quelli li sentiamo tutti. La famosa misofonia.

Dicono che sono principalmente le donne che fanno caso a queste cose. Probabile. A me per esempio il rumore delle unghie lunghe sulle tastiere dei pc mi da fastidio, lo scoppiettìo della gomma, il tappare e stappare una penna. Ci sta che io abbia dei problemi. ma non stavamo parlando di me.

Per capire meglio le sensazioni che il mio cervello prova davanti ad un rumore piacevole ho cercato un video su Youtube. Eccone un esempio.

Fioccano milioni di video di persone che scartocciano carta, scricchiolano bottiglie, strusciano le dita, bisbigliano.  Spennellano, leccano o accarezzano il microfono. Abbastanza inquietante vederli in azione.

Vendono anche cd di suoni della natura tipo pioggia, vento, animali nella foresta. Insomma qualsiasi tipo di rumore che possa in qualche modo collegarsi al nostro cervello e farlo stare bene.  Non ho mai provato, a dire il vero. Con me funzionano i film, o ancora meglio le serie tv. Metto la puntata e vedo i primi 5 minuti e mi addormento. Mi risveglio e la puntata è andata avanti allora la rimetto indietro, niente mi addormento nello stesso punto. Allora rimetto all’inizio e rivedo la stessa scena per x volte fino a quando quelle battute le so a memoria e tutto il resto della puntata andato perso.

Non so quanto faccia bene al mio cervello tutto ciò, però per addormentarmi funziona. Inoltre credo che sia molto meglio per il cervello portarlo ad ascoltare certi suoni in modo naturale, senza che qualcuno davanti ad un microfono riproduca quei suoni. Sono sensazioni nate dalla spontaneità, come si fa senza pensare a pensare di guardare un video per far stare bene il nostro cervello, è un nonsense. Intanto proviamo a capire il nostro cervello, poi sarà lui a dirci cosa gli piace e chi. Basta collegarlo. 


Carlotta Cigliana
Scritto da

Non mi descrivo mai perché non sono gentile con me stessa

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