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Storie e Culture

Addio a Bogaletch “Boge” Zebre, simbolo della lotta femminista in Etiopia

Nel 2010, The Indipendent ha definito Bogaletch Gebre come “la donna che iniziò la ribellione delle donne etiopi“.

Aveva 66 anni Bogaletch “Boge”, o almeno questa era la sua età dichiarata, perché nei remoti villaggi di Zata, nel distretto di Kembatta, a circa 250 miglia a sud-ovest da Addis Abeba, non esisteva un’anagrafe.

La sua organizzazione fondata nel 1997, KMG Etiopia (da “Kembatti Mentti Gezzimma“, ovvero “Le donne di Kembatta combattono insieme“), per la quale aveva dedicato tutta la sua vita e i suoi sforzi per i diritti delle bambine e delle donne etiopi, qualche giorno fa ha comunicato la sua morte, avvenuta il 2 novembre.

Boge, grazie alla KMG, si è dedicata alla sensibilizzazione su argomenti delicati e radicati nelle culture, ancora primitive, delle tribù etiopi: la mutilazione femminile e l’educazione delle donne (soprattutto il fenomeno delle spose bambine). In dieci anni, grazie al suo intervento, la percentuale di bambine infibulate nelle aree dove KMG ha operato si è quasi annullato, calando dal 100% al 3%.

Un impegno assunto con coraggio e determinazione, perché lei stessa aveva vissuto l’orrore della mutilazione dei suoi genitali, a soli 12 anni, come a tante, troppe bambine era accaduto prima e dopo. La chiamano la pratica rimozione della sporcizia.” diceva Boge. Ti dicono che manterrà la donna pulita. Ma il suo significato reale è rendere una giovane donna docile e obbediente, e controllare la sua sessualità. Quando è toccato a me, sono quasi morta a causa dell’emorragia”.

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Bogaletch Gebre

La storia di Boge

Ribelle, femminista, tenace. Boge Comincia a frequentare la scuola di nascosto da suo padre, la mattina, col pretesto di andare a prendere l’acqua per la sua famiglia. Impara a leggere in fretta, porta a termine gli studi e vince una borsa di studio per andare a scuola in un collegio di Addis Abeba. Da lì, sempre grazie ai suoi meriti, guadagna un’altra borsa di studio per studiare microbiologia in Israele, e da lì volò nel Massachusetts per un master. Segue la California, con un dottorato di ricerca a Los Angeles.

È proprio la vita confortevole degli Stati Uniti a spingerla a combattere per qualcosa di più grande: sente che la sua gente aveva bisogno di lei:
Sì, avrei potuto avere una casa migliore e andare a fare jogging sulla spiaggia o andare in una spa ogni fine settimana. Ma è questa la vita?” racconta Gebre al The Independent nel 2010. “Potevo restare in America sapendo che le mie sorelle venivano tagliate, rapite e trasformate in domestiche? Einstein ha detto che inizi a vivere quando ti dai fuori. Sento che sto vivendo adesso.

Il ritorno in Etiopia e la nascita di KMG

Nel 1997 Boge torna in Etiopia con una grande ambizione, quella di trasformare, migliorare la vita di donne e ragazze dove è cresciuta. Insieme a sua sorella Fikirte Gebre fonda KMG Etiopia, un’organizzazione no profit dedicata alla giustizia e alla parità per donne e ragazze. Oggi conta oltre 50 dipendenti.

Ma KMG Etiopia non ha agito solo sul piano sociale, ha anche costruito strade, ponti e infrastrutture, cercando di rendere la vita quotidiana delle persone più semplice, riducendo il tempo impiegato per andare al mercato o alla fonte d’acqua potabile. Non è mancata l’attenzione verso l’ambiente: Con KMG Etiopia, grazie a Boge, sono stati avviati progetti di riabilitazione ambientale, il cui obiettivo era di aiutare le donne a procurarsi la legna da ardere più vicino a casa.

E poi ancora assistenza sanitaria, scuole e tanta informazione su argomenti tabù come l’HIV e AIDS.

Recentemente, Boge aveva ricevuto il premio “Women of the Decade in Community Leadership” al Women Economic Forum di Nuova Delhi per il suo “potere di leadership e contributi fondamentali”.

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Bogaletch Gebre
(Photo by BENOIT DOPPAGNE / BELGA / AFP)

Grazie alla visione, all’impegno e alla tenacia di Boge, milioni di donne etiopi camminano a testa alta, chiedono e ricevono giustizia, difendono i loro diritti e quelli delle loro figlie, vengono nominate ed elette in posizioni pubbliche.

A tal proposito, fortemente significativo è stato il ricordo della presidente etiope Sahle-Work Zewde, che conosceva bene Boge e l’aveva incontrata solo quattro settimane prima della sua scomparsa. “Era una donna molto coraggiosa, dalla eccezionale dedizione.” ha detto dopo aver saputo della notizia. “Non è stato facile per lei trattare argomenti tabù per l’epoca“. Si erano promesse di rivedersi, nonostante Boge, dice la Zewde, le fosse parsa “molto stanca“.

Negli ultimi tre o quattro mesi era diventata sempre più debole“. ha dichiarato l’attuale direttore del programma di KMG, Menbere Zenebe. Anche lui l’aveva vista di recente prima che lei tornasse sull’aereo per seguire, secondo lui, le cure negli Stati Uniti. “KMG era suo marito, i suoi figli, i suoi amici. È stata tutta la sua vita”.

Bogaletch Gebre sarà sepolta questa settimana negli uffici dell’organizzazione a Durame, vicino al villaggio dove è nata.

Fonte: CNN, Elle, Le Monde

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Amo il mare azzurro, i violini nei film di François Truffaut e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo di diritti umani, cultura e spettacolo.

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