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Non di solo calcio vive l’uomo. Il più delle volte finiamo per accorgercene ogni quattro anni, quando la delegazione olimpica italiana fa incetta di medaglie nelle specialità sportive più curiose e insolite, ma è possibile notarlo anche in occasione di competizioni internazionali o intercontinentali, dalle quali l’Italia del calcio sembra sempre più allontanarsi mentre molti altri sport, meno considerati a livello mediatico ma altrettanto rispettabili a livello agonistico, vantano trionfi in azzurro di rilievo.

È il caso della ginnastica ritmica, sulla quale pochi giorni fa è calato il sipario dei 36° Campionati del Mondo a Sofia, in Bulgaria, dove la nostra delegazione ha collezionato ben tre medaglie.

Due podi sono stati conquistati dalle nostre ragazze della ginnastica ritmica: un oro nella finale mista con palle e funi, che è valso loro il titolo di Campionesse del mondo nel misto, e un bronzo nella finale di specialità dei cinque cerchi.

Le chiamano “Le farfalle” perché volteggiano con la leggerezza e la grazia dei lepidotteri in volo. Con la differenza che non hanno ali ma nastri, cerchi, palle e clavette.

A raccontarci le emozioni di una vittoria storica ed emozionante per il nostro paese è Anna Basta, classe 2001, bolognese. Una delle cinque giovanissime “farfalle” che lo scorso 16 settembre hanno eseguito un esercizio pressoché perfetto sulle note di “Eye of the tiger“, battendo le favorite russe di ben 350 punti (22.550 contro 22.200 delle sovietiche).

Anna Basta sfoggia le sue medaglie conquistate a Sofia.

Quali sono le sensazioni che si provano con una medaglia così “pesante” al collo?

Le emozioni provate sono molto varie, partono dalla gioia e arrivano fino al senso di riscatto che desideravamo da un anno. E il tutto è stato coronato da una meravigliosa medaglia d’oro, che ci ha permesso di cantare a squarcia gola il nostro inno, portando con sé brividi di felicità.

A cosa ti riferisci quando parli di “senso di riscatto”?

Senso di riscatto da dopo il mondiale dello scorso anno, dove le classifiche purtroppo non hanno soddisfatto a pieno le nostre aspettative.

Quando hai cominciato questo sport ti aspettavi di arrivare a questi livelli? Hai capito subito di poter essere davvero competitiva?

Ho iniziato questo sport per pura casualità, a quattro anni e mezzo e sinceramente non sapevo neanche da che parte girarmi. Crescendo sono passata al gruppo agonistico e da li sono crescita come ginnasta sia dal punto di vista tecnico che mentale e ho iniziato ad essere più consapevole anche delle mie capacità.

Qual è il tuo attrezzo preferito nella ginnastica ritmica?

Il mio attrezzo preferito è la palla, perché si può adattare a qualsiasi tipo di movimento si desidera, da un accento forte e deciso ad un movimento lento ed elegante.

Quali sentimenti accompagnano un’atleta durante il percorso di allenamento ad un evento così importante? È corretto parlare di sacrifici viste le ore necessarie per la preparazione atletica?

Ad ogni allenamento ci si avvicina sempre di più al traguardo principale e i pensieri sono quelli di voler arrivare il più pronte possibile, senza paura e indecisione. Lavoriamo sulla perfezione e sulla sicurezza. Possiamo parlare di sacrifici certo, ma fatti sempre con uno scopo, perciò non ci pesano più di tanto.

Che rapporto c’è con le tue compagne di squadra?

Con le mie compagne di squadra c’è un rapporto di piena fiducia. C’è perfetta sintonia e coesione tra noi. Abbiamo la capacità di guardarci negli occhi e capire subito cosa l’altra sta pensando

Come si sente un’atleta come te rispetto al diverso trattamento degli sport in Italia? Pensi che nella percezione collettiva ci siano sport di serie a e di serie b?

Purtroppo questo è considerato uno sport minore, anche se in realtà viviamo una vita intensa, di dedizione ed abnegazione completa verso questa disciplina. Sarebbe bello sentire parlare un po’ di più di questo sport.

Quali sono le tue speranze per questo sport?

Le mie speranze sono quelle che la ginnastica ritmica continui sempre di più a crescere e a farsi spazio tra il mondo. Stiamo ottenendo tanti risultati e spero che si possa migliorare ancora.

Prossimi obiettivi?

I prossimi obiettivi sono i giochi europei a Minsk e i mondiali a Baku, entrambi nel 2019. E in un futuro prossimo punto ad arrivare alle olimpiadi di Tokyo e poter dare il meglio di me.

Non faccio l’Avvocato ma lo sono.
Calabra di nascita e “fiorentina” per adozione.

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