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Storie e Culture

Bacha-Bazi, le vite spezzate dei ragazzini abusati in Afghanistan

In Afghanistan è una triste consuetudine che alcuni ragazzi di età compresa tra 10 e 18 anni siano costretti a vendere i loro corpi, la loro compagnia e le abilità di ballo per soddisfare le esigenze finanziarie delle loro famiglie.


Vivono un mondo sommerso, al di sotto della legalità, dove sfruttamento e indigenza sono le due facce della stessa medaglia, e sono altre vittime illustri di una società patriarcale che non concede loro via di scampo dalla prostituzione. Si chiamano “Bacha Bareesh“, “ragazzi senza barba”, e in Afghanistan sono al centro di questa pratica che segnerà per sempre le loro vite, chiamata Bacha Bazi (gioco da ragazzi).

Ecco come funziona: potenti uomini delle gerarchie sunnite comprano (letteralmente) dalle loro famiglie ragazzi giovani, efebici, imberbi. Belli come il sole, dalla pelle lucente e morbida, la voce sottile, il corpo innocente che non mostra ancora i segni della maturità. Più giovani sono, in alcuni casi, meglio è. Alcuni li prediligono ancora bambini. Li fanno vestire con abiti femminili, li truccano e li costringono a ballare, anche tutta la notte. E poi a prostituirsi sessualmente.

Alcuni di loro provengono dalla provincia, dai piccoli villaggi, prelevati dalle loro case in promessa di un lavoro, un’istruzione o semplicemente vita migliore. Nient’altro che un inganno: le loro famiglie non saranno mai consapevoli che i figli saranno sfruttati come schiavi del sesso.


Durante le feste private le vittime del bacha-bazi vengono offerte, scelte e scambiate tra uomini potenti, per la loro gratificazione sessuale. Il Bacha Bazi esiste come un “gioco di ruolo sessuale” tra uomini adulti e i propri coscritti (giovani ragazzi). L’ovvio squilibrio di potere tra le parti pone questi giovani ragazzi in una posizione molto vulnerabile.

Al compimento del diciannovesimo anno di età, o al comparire dei primi peli della barba, non serviranno più. Verranno lasciati liberi perché continuino con le loro vite. Tuttavia, il danno psicologico causato da anni di abusi sessuali e isolamento renderà loro estremamente difficile il reinserimento nella società.

Chi sono le vittime?

Si tratta di un vero e proprio rapimento ai danni di questi giovani ragazzi: la maggior parte di loro proviene da famiglie povere, e spesso sono gli unici uomini in casa, costretti a occuparsi di tutto il nucleo familiare.

I “padroni” si impossessano dei ragazzi dalle loro famiglie in cambio di denaro o reddito, e non è raro che molti di loro vedano in quest’occasione un’opportunità per portare a casa soldi facili. Questi giovani, rapiti e privati di affetto e amore, vengono quindi addestrati a comportarsi come delle donne, e imparano a cantare e ballare per intrattenere i propri aguzzini pedofili.

La violenza domestica, l’analfabetismo e la mancanza di mezzi di sostentamento aumentano la vulnerabilità dei pi giovani agli abusi e allo sfruttamento. Si stima che ci siano 65.000 bambini che vivono in condizioni di povertà a Kabul, potenzialmente esposti a questo tipo di violenza.

Un esempio di bacha bareesh, ragazzo travestito. In molti casi i danzatori sono decisamente più giovani

Chi sono i carnefici?

In particolare, molti ex comandanti mujaheddin sono coinvolti in questa pratica, nell’era post-talebana. Oggi molti di questi Mujaddin / signori della guerra ricoprono ruoli importanti come governatori, ministri, capi di polizia e comandanti militari, ma anche semplici funzionari o dirigenti.

Possedere un Bacha Bareesh, o averne più di uno, è considerata una dimostrazione di potere e ricchezza tra alcuni signori della guerra afghana. C’è chi sostiene che possano tenere fino a 10 ragazzi. Gli autori delle violenze sono ovviamente protetti dalla polizia e dalla legge, perché questi ex mujaeddin godono ancora di tanta influenza nelle alte sfere militari e politiche del paese, e anche perché perfino membri della polizia partecipano a questo tipi di riunioni.

Reati che nessuno vede

La pratica del Bacha Bazi, che persiste soprattutto nei villaggi e nelle città a nord del paese, è illegale e fortemente contrastata dall’art. 426 del codice penale dell’Afghanistan, che prescrive “lunghe pene detentive contro adulterio e pederastia, quest’ultimo interpretato anche nel senso di sodomia, anche se le persone coinvolte sono adulti consenzienti“. Il reato è considerato più grave, e prevede un inasprimento della pena massima “se la vittima è sotto i 18 anni di età, se l’abusante si trova in una posizione di autorità nei confronti della vittima, se il reato è stato compiuto più volte a ripetizione o infine se la violenza ha ottenuto come risultato la diffusione di qualche malattia a trasmissione sessuale“.


Si tratta in ogni caso di una consuetudine socialmente riconosciuta, appartenente alla tradizione culturale afghana, tanto da essere citata addirittura nelle canzoni locali. Un vero e proprio elefante nella stanza, che però suscita più timore che indignazione, o più vergogna che condanne. La società incolpa le vittime, piuttosto che l’autore.

La beffa più grande di questo disgustoso sfruttamento sessuale è che la maggior parte dei tenutari dei Bacha Bazi siano ferventi sostenitori dell’Islam, nonostante l’omosessualità sia severamente vietata dalle leggi di Allah.

Perché si pratica il Bacha Bazi?

La società afghana è caratterizzata da stretta segregazione di genere: secondo alcuni è proprio la mancanza di contatto con le donne ad aver contribuito alla diffusione di Bacha Bazi, insieme al dominio della cultura maschile e patriarcale.

In Afghanistan alle donne non è permesso ballare in pubblico, e per questo molto spesso vengono sostituite con i ragazzi. Come accennato in precedenza, l’omosessualità è vietata nell’Islam (anche se secoli addietro si è spesso considerata tollerante), ma coloro che sono coinvolti in Bacha Bazi giustificano le loro azioni dicendo di non essere innamorati di questi ragazzi, e pertanto di non praticare l’omosessualità in senso stretto.

Questi crimini (che non si esauriscono nella pratica omosessuale bensì nello sfruttamento e nella violenza di matrice pedofila) restano perlopiù impuniti a causa di fattori come la mancata attuazione legislativa, uno Stato di diritto inadeguato, un sistema giudiziario debole e corrotto, analfabetismo, povertà.

Secondo gli esperti militari in Afghanistan, l’illegalità che ha seguito la deposizione dei talebani nelle zone rurali di Pashtun e nel nord dell’Afghanistan ha dato origine a espressioni violente di questa pratica. La cultura rurale di Pashtun è misogina e prevalentemente dominata dagli uomini: la disuguaglianza di genere, lo sfollamento, i servizi inadeguati e le pratiche discriminatorie hanno alimentato la sottostima della violenza sessuale legata al conflitto in tutto l’Afghanistan e ha contribuito al crimine legato ai Bacha Bazi.

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Qual è l’impatto sui ragazzi sfruttati dal Bacha Bazi?

Questi ragazzi spesso non sono in grado di ribellarsi a causa della paura della violenza e della morte. Una volta raggiunta la tarda adolescenza, il trauma psicologico rende molto difficile per loro reintegrarsi nella società. Molte delle vittime adolescenti di oggi, un domani diventeranno probabilmente potenti guerriglieri o a loro volta Bacha Baz (amanti dei ragazzi), perpetuando il ciclo degli abusi.

Per alcuni di loro, invece, anni di sottomissione e violenze renderanno difficile ristabilire un’identità maschile, e subirano lo stigma sociale per la loro effeminatezza. Ciò comporterà enormi difficoltà nella ricerca del lavoro, e alcuni di loro troveranno rifugio in dipendenze come droga o alcool, o nella prosecuzione dell’attività di prostituzione clandestina, questa volta correndo seriamente il rischio di finire in prigione.

Molte delle vittime del bacha-bazi sono oggi adulti profondamente stressati, che esprimono mancanza di fiducia e di autostima, pessimismo e sentimenti di vendetta, il che rende difficile il loro reinserimento all’interno della società.

Secondo Christian Stephen di medium.com, le vittime del bacha bazi non solo affrontano un trauma psicologico, ma arrivano a soffrire di gravi problemi fisici e di salute, giungendo, in alcuni casi, persino a togliersi la vita.

L’effetto del Bacha Bazi sulle donne

Il Bacha Bazi ha un impatto negativo anche sulle donne in Afghanistan. La società vuole infatti che tutti gli uomini si sposino e abbiano dei figli. Nel caso di reduci da sfruttamenti, questi si sposano per adempiere alle aspettative dalla società, per non subire emarginazione e interrogatori da parte delle famiglie, che vedono con sospetto il celibato prolungato.

In circostanze come questa, i matrimoni sono privi di amore e affetto, e le mogli vengono perlopiù trattate macchine per partorire bambini, delineando un regime familiare di grande disagio e sofferenza da parte di tutti.

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Come si può prevenire il Bacha Bazi?

Bacha Bazi, oltre che dalle leggi afghane, è illegale secondo i protocolli internazionali sulla tutela dei bambini, come ad esempio dalla Convenzione universale sui diritti dell’infanzia e da altre convenzioni sui diritti umani, che l’Afghanistan ha ratificato.

L’articolo 34 della Convenzione universale sui diritti del fanciullo evidenzia l’obbligo, degli Stati parti, di agire contro lo sfruttamento e abuso sessuale dei minori.

Il governo afghano ha fatto alcune mosse specifiche per sradicare questa consuetudine legata alla pedofilia. Il nuovo codice penale del paese, entrato in vigore nel febbraio 2018, non solo ha criminalizzato il reclutamento e l’uso di bambini in unità militari, ma ha anche bandito il Bacha Bazi.

Questo capitolo del codice penale dell’Afghanistan, composto da 15 articoli che criminalizzano la pratica di Bacha Bazi, è stato fortemente discusso nel parlamento afghano, e molti membri conservatori si sono opposti alla sua approvazione in quanto ritenuto contrario ai valori islamici.

La vergogna dietro il Bacha-Bazi

In Afghanistan l’orgoglio di una famiglia, l’onore e la buona reputazione, insieme allo status sociale, sono più importanti di ogni altra cosa. Ecco perché molte vittime e le loro famiglie scelgono di tacere, e interessa di più ascoltare la voci degli autori, piuttosto che quella delle vittime.

Il 13 novembre 2019 il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato un rapporto sul coinvolgimento di una rete di pedofili responsabile dell’abuso di almeno 546 ragazzi di sei scuole nella provincia di Logar, a sud di Kabul.

Sono stati trovati circa 100 video relativi a molestie sessuali, caricati sui social media prima di essere successivamente cancellati. Secondo il rapporto pubblicato da The Guardian, cinque famiglie hanno ucciso i loro figli dopo aver visionato i filmati.

L’autore del post Mohammed Mussa, assistente sociale e attivista per i diritti dei bambini, dopo aver ricevuto numerose minacce è stato arrestato dai servizi di intelligence del paese. Il suo rilascio è stato sottoposto alla condizione di negare pubblicamente le accuse diffuse insieme ai vodeo. Dopo aver ritrattato, Mussa ha lasciato l’Afghanistan per motivi di sicurezza con la sua famiglia.

Il caso Bacha-Bazi, tuttavia, è ben lungi dall’essere risolto o combattuto in Afghanistan, perché protetto da un sistema che si autoalimenta in potere e corruzione. Sono centinaia, o forse migliaia di casi reali. Nessuno ne conosce il numero o l’entità, a causa del timore che le denunce possano portare a sopportare una vergogna maggiore dello sfruttamento e dell’abuso: lo stigma sociale.

Non è più la legge a mancare, ma un serio e profondo cambiamento culturale: in Afghanistan la fonte della verità ha origine dalla legge di Dio, e ciò si sostanzia in ciò che la gente crede generalmente che debba essere seguito. Solo ripristinando una ferrea legalità e operando una concreta sensibilizzazione sul tema concentrandosi più sulle vittime e meno sul potere dei carnefici, centinaia di bambini potranno essere salvati.

fonte: The Guardian, Eurasia Review, Medium.com

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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