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BEARITY POSTA: Refresh & Clean

Se volete partecipare alla nostra posta del cuore, per confessare i vostri segreti più nascosti, anche in forma anonima, o semplicemente per chiederci consigli, l’indirizzo di posta a cui fare riferimento è redazionebearslicious@gmail.com


Il nostro Michelangelo è a vostra disposizione per fare chiarezza sui vostri sentimenti, accogliere le vostre rivelazioni o semplicemente leggere i vostri punti di vista sul mondo. Scriveteci!

Ciao Michelangelo, ti scrivo per parlarti di una questione un po’ delicata. Non so proprio a con chi parlarne perché, anche se non è nulla di grave o importante, è invece molto imbarazzante. Ho 38 anni, fidanzato da 13 col mio compagno, e conviviamo da 9 anni. Nulla da dire sulla relazione in sé. Tra i nostri alti e bassi penso che abbiamo imparato a cavarcela sempre, siamo innamorati, facciamo tante cose insieme e abbiamo anche comprato casa da un paio d’anni. Ti chiederai dunque dove sia il problema di cui ti vorrei parlare. Diciamo che il mio compagno, che con me è sempre tanto attento e premuroso, si sta beh… lasciando un po’ andare.

Non è mai stato un maniaco delle pulizie domestiche ed è sempre stato un casinista ma, da quando abbiamo comprato casa più o meno, ha iniziato anche a trascurare la sua igiene personale. Sembrerebbe una sciocchezza detta così, potrei dirglielo magari con una battuta, ma non è in realtà così semplice. Questo tipo di critiche lo possono ferire molto e mi sto chiedendo qual è il modo più corretto per dirglielo. Non vorrei fare il superficiale ma il fatto è che io ancora mi curo per lui, ci tengo ad essere sempre ben vestito, pulito e profumato e vedere che tale attenzione manca da parte sua mi fa sentire in qualche modo trascurato.

Per le cose fondamentali lui è sempre presente, anzi si spende molto e io lo apprezzo davvero, quindi quando penso a questa cosa come un problema (che ultimamente influenza anche il mio desiderio), a volte mi sento molto in colpa. Non so se questo possa essere considerato un argomento adatto alla tua rubrica, ma nel frattempo ti ringrazio in ogni caso, anche se non pubblicherai la mia lettera.

 

Buongiorno a te caro! Voglio subito dirti che per me non esistono temi di serie A o B, non esistono per questa rubrica né, tanto meno, quando si tratta di rapporti tra persone possiamo parlare di “cose di poco conto”.

Tutto è importante, perché ognuno di noi ha un mondo complesso in cui quelle che per gli altri sono minuzie, possono invece rappresentare o dei punti fermi o dei grandi ostacoli..

Siamo in estate, e spesso sui social mi ritrovo a leggere dei meme divertenti in riferimento a chi, avendo poca familiarità con sapone e detergenti vari, ci fa maledire di aver dovuto prendere quel mezzo pubblico o di aver scelto di far la fila proprio quel giorno per andare a pagare le bollette in posta. Ci si ride su, si scherza, gli si dà il peso che si deve, ma alla fine la vicinanza con queste persone ha uno scarto di tollerabilità: la schermatura dei vestiti, la prossimità dei corpi.

Se il problema riguarda il nostro compagno o una qualsiasi persona con cui abbiamo un certo grado di intimità, la storia inizia a diventare poco sostenibile.

L’affetto è fatto di abbracci, di vicinanza e i rapporti sentimentali in più hanno la loro specifica intimità, e se non ci si cura della propria persona e della propria igiene, sono concorde con te , si inizia a mettere un po’ di distacco, ci si tiene un po’ alla larga da certe manifestazioni.

Comprendo benissimo il tuo dilemma, ci sono passato, e mi sono pentito di non aver quantomeno tentato di salvare un rapporto sul nascere, per non aver trovato il coraggio di dire a quella persona : “compare, fatti una doccia!”.

L’odore che emanava, la scarsa cura di sé, mi si insinuarono nelle narici e mi crearono un moto di rigetto, che non riuscii a controbilanciare con l’attrazione per il suo sorriso. Io semplicemente sparii all’improvviso, dopo un solo incontro, e gli negai un’altra occasione.

Qui è diverso, c’è affetto, c’è progettualità (tra cui una casa insieme), c’è un rapporto stabile e ben radicato.

Non si tratta più di un’eventualità come nel mio caso, ma di una reale possibilità di realizzare un percorso di vita comune!

Probabilmente nel tuo compagno deve essere sopraggiunto un certo tipo di malessere, un disagio, o in generale, un di quei momenti di difficoltà che spesso accomuniamo alla routine, ma che nascondono invece un malcontento esistenziale, legato al lavoro, alla poca capacità di recepire stimoli dal proprio ambiente.

Il trascurarsi potrebbe essere, e dico potrebbe, solo un sintomo di una “malattia“ riconducibile ad un istante in cui comunicare un proprio fastidio, che non risulta tanto agevole.


È’ quasi come imbastire una barriera tra sé e gli altri, un modo inconsapevole di creare distanza.

Il mio consiglio è di affrontare apertamente la questione, ma partendo da ciò che è meno evidente, cioè dall’aiutarlo a spogliarsi da ciò che gli grava, incentivandolo a trovare nuovi stimoli per ridefinire anche i momenti di socialità.

Se questo essere trasandato non è una cosa che gli appartiene, riconfigurando sé stesso entro gli assetti sociali e rimodellando il suo mondo attraverso i suoi desideri, potrebbe sentirsi agevolato ad uscire dall’empasse.

Siamo ben consci che non è una cosa che si risolve in un paio di giorni, c’è del lavoro e ci sei tu, con le tue necessità e con il bisogno di esternare quel che hai nel cuore.

Ti chiedo quindi di valutare anche pian piano di riportare a lui anche ciò che provi tu, ristrutturando il vostro rapporto di fiducia.

Vedi amico mio, ogni tanto bisogna dare una rinfrescata anche alle relazioni più solide, proprio per fare in modo che non si insinui quell’odore stantio di associato a ciò che è scontato rinnovandolo con il ben più fresco profumo di assodato!

Ricordiamoci che quando vogliamo aiutare chi amiamo, contrariamente a quel che si dice, dovremmo lasciare sempre spazio anche a noi stessi e al nostro sentire, per ricordare a chi ci è accanto dove siamo, segnalandogli le coordinate esatte presso cui tornare per ritrovarci, quando talvolta ci si è persi.

Un abbraccio,

Michelangelo

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Nato a Enna il 27/06/1977, ho studiato Scienze del Servizio Sociale alla facoltà di Scienze Politiche, non conseguendo la laurea. Ho lavorato come educatore presso strutture di neuropsichiatria infantile, e ad oggi  lavoro in ambito ferroviario. Amo dipingere,creare con diversi materiali, leggere i movimenti sociali. vivo nella splendida Bologna da 15 anni.

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