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Culture

NO alla Schiavitù e NO alla Tortura – BL Libri (10 Days of Human Rights)

10 Days of Human Rights, giorno 4

Oggi parleremo di due diritti sanciti dalla Dichiarazione Internazionale dei Diritti Universali dell’Uomo e della Donna: il diritto di non vivere in uno stato di schiavitù e quello di non subire torture.

Se vi sembrano diritti dal sapore antico, sappiate che esistono ancora nazioni che applicano ancora sia schiavitù che tortura per espiazione alle pene, anche negli stati occidentali o occidentalizzati. Basta pensare agli operai nepalesi che stanno costruendo gli stadi in Qatar per i futuri Mondiali di Calcio, oppure alle pratiche di detenzione dei prigionieri degli Stati Uniti d’America a Guantanamo.

Non stiamo qui ad elencare caso per caso, ma vogliamo proporvi opportuna riflessione bibliografica per trarre i propri spunti e per favorire una maggiore consapevolezza.

Spulciando dalla mia biblioteca, vi consiglio due libri imprescindibili di facilissima fruizione.

Entrambe le opere sono ristampare ciclicamente: sono due classici.

“La capanna dello Zio Tom” di Harriet Beecher Stowe e “Storia della Colonna Infame” di Alessandro Manzoni.

La capanna dello zio Tom

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, art. 4

Il romanzo scritto da Harriet Beecher Stowe è ambientato nel XVIII secolo, in Kentucky: lo stato americano con la più blanda regolamentazione sulla tratta degli schiavi, ma non per questo meno terribile di altri.

Il romanzo, infatti, è di una tristezza sconfinata, e, sicuramente, leggerlo creerà un’ empatia grandiosa con i personaggi che si susseguono tra le pagine.

Mister Shelby, ricco latifondista sull’orlo di una crisi economica, si ritrova a vendere un “intelligente bene mobile”. Tom era lo schiavo più diligente e stacanovista della piantagione: un cristiano per bene oltre che un omone altissimo.

“Ho combinato di vendere Tom”.

“Tom! Il nostro Tom? Così buono, così fedele! Che ti serve da quand’eri bambino! Oh Arthur, e tu gli avevi perfino promesso la libertà, gliene abbiamo parlato entrambi tante e tante volte!”.

Insieme a zio Tom, anche il piccolo Harry era stato venduto ad un losco e mellifluo mercante di schiavi di nome Haley. Tom era il nume tutelare di tutta la comunità nera: una colonna portante, quasi il braccio destro del latifondista Shelby.

Haley voleva trascinare Tom e il piccolo Harry con sé per condurli al Sud.

Voi del Kentucky li viziate, i vostri negri. Avete buone intenzioni, ma non gli fate un piacere, dopotutto”.

Il libro fatto anche di racconti simpatici elargiti da Tom, si concluderà con la triste rassegnazione dell’uomo nero che, munito di catene ai piedi, scomparirà verso l’orizzonte degli oppressi.

Sono nelle mani del Signore, niente mi può capitare che Lui non voglia. Di questo lo devo ringraziare. Sono stato venduto e mandato al Sud io, non tu o i bambini. Qui voi siete al sicuro; qualunque cosa avvenga non toccherà che a me, e il Signore mi aiuterà: si mi aiuterà!”.

Storia della colonna infame

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, art. 5

Storia della Colonna Infame è un saggio storico che nasce come capitolo del celebre “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

In due edizioni è proprio parte integrante del testo, ma poi, nelle edizioni successive, diventa, prima una appendice, e poi un saggio storico a sé.

Credo che tutti ricordino le vicende di Renzo e Lucia e delle peripezie prematrimoniali dei ragazzi cresciuti all’ombra del Resegone sul ramo del lago di Como. Storia della colonna infame è anch’esso ambientato nel ‘600 e tratta di un episodio terribile accaduto a due sfortunati milanesi: il Mora e il Piazza. Due “Sacco e Vanzettiante litteram.

I due erano stati accusati d’essere gli untori del capoluogo lombardo e sono, loro malgrado, costretti ad essere torturati in pubblica piazza, legati alla famigerata Colonna Infame eretta per l’occasione in zona Navigli, fatta abbattere poi dagli Asburgo.

In questo scritto emerge totalmente la continuità generazionale tra genero e suocero: Manzoni aveva sposato la figlia di Cesare Beccaria che scrisse “Dei delitti e delle pene“. Inoltre, si rintraccia una bella critica giuridica simile a quella di Pietro Verri che scrisse “Osservazioni sulla Tortura”. L’ottocento italiano è stato un secolo illuminato che ha permesso al Bel Paese avanzamenti di civiltà da primato rispetto a tutte le altre nazioni del mondo.

Storia della Colonna Infame” è un viaggio di una crudeltà spaventosa verso l’ingiustizia perpetrata a scapito di due innocenti.

«L’ignoranza in fisica può produrre degl’inconvenienti, ma non delle iniquità; e una cattiva istituzione non s’applica da sé»

Ad uno dei protagonisti, inoltre viene fatta abbattere addirittura la casa. Una spirale di presunta giustizia per placare gli animi del popolo.

L’opera del Manzoni appare un vessillo contro la superstizione e l’ingiustizia : imprescindibile!

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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