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Human Rights

BL Magazine presenta la finestra sul mondo dei diritti umani di Chicco Grassellini

Presentiamo oggi un nuovo collaboratore del nostro Magazine, Chicco Grassellini, che si occuperà periodicamente di diritti umani grazie anche alla sua esperienza sul campo per le nazioni unite.

Noi di BL Magazine lo abbiamo intervistato per capire di quali argomenti tratterà la nuova rubrica BL Human Rights.

Ciao, benvenuto! Presentati alla nostra comunità!


Ciao, sono Francesco Grassellini, per tutti Chicco, e fino a qualche anno ero cooperante internazionale per una NGO internazionale “under the umbrella” of UNESCO.

Da sempre, i temi che mi appassionano di più sono quello del HIV-AIDS ( dalla prevenzione all’avoiding stigma per HIV+ people) e quello diritti umani, tout court. Nella NGO dove lavoravo uno dei miei compiti era quello di spiegare concetti difficili in modo semplice. Ho inoltre cercato di introdurre nelle scuole, elementari e medie, gender equality e human rights. Una sorta di divulgatore alla “Aberto Angela” ma senza il suo charme …. ahimè!

Quando nasce, storicamente, la necessità di occuparsi di diritti umani nell’ambito internazionale?

10 Dicembre 1948: tre anni dopo la fine della II° Guerra Mondiale, una delle esperienze peggiori e più atroci per quanto riguarda la storia dell’umanità, viene firmata a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento col quale gli Stati Parte delle Nazioni Unite hanno affermato in 30 articoli che ogni essere umano, semplicemente per il fatto stesso di essere un essere umano, ha dei diritti: inalienabili, inviolabili, universali, validi cioè ovunque ci si trovi nel mondo.

Cosa recitano questi articoli?

Il primo e più famoso di questi articoli apre con: tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali (FREE and EQUAL) in dignità e diritti […]. Ho sempre pensato che in teoria una lettura ed un’interpretazione estensiva di questa primo articolo, guidata semplicemente più dal buon senso che dalla giurisprudenza, sarebbe stata sufficiente affinché le ingiustizie, non dico finissero, ma quanto meno diminuissero in maniera sensibile ovunque e per chiunque.

È andata così?

Non proprio: purtroppo ciò non è accaduto. Al buon senso si è più spesso preferito la politica e gli interessi nazionali da essa sostenuti, facendo in modo che molte minoranze o gruppi di persone, come quella LGBT, abbiano continuato a subire ingiustizie negli anni.

Le Nazioni Unite si sono mai occupate dei diritti delle persone LGBT?

Sì, ma solo dal 17 giugno 2011, ben 60 anni dopo la Dichiarazione Universale. Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per la prima volta in una Risoluzione, cioè un atto non vincolante, ha espresso una grave preoccupazione per gli atti di violenza e discriminazione basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Infatti, nonostante il progresso ed il vivere nel XXI secolo le persone LGBT subiscono tutt’oggi discriminazioni, violenze torture; troppo spesso la morte.

Ad oggi in oltre 70 Paesi le relazioni omosessuali sono punite dalla legge, violando direttamente e palesemente la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Come sappiamo, a partire dagli anni ‘90 gli Stati hanno iniziato a riconoscere e legalizzare all’interno dei loro ordinamenti le relazioni tra persone dello stesso sesso, mettendo al bando discriminazioni verso le persone LGBT.


Questo però non basta più…

Infatti alcuni Stati più avanzati, continuando a sentire l’urgenza di questo tema, hanno iniziato a chiedere alle Nazioni Unite di fare qualcosa. Sulla spinta di quest’esigenza internazionale nel Luglio del 2013 l’ONU ha lanciato la Campagna FREE & EQUAL (LIBERI ED UGUALI) con la quale si è voluto iniziare a combattere le violenze e le discriminazioni basate sull’Omofobia e la Transfobia.

La Comunità Internazionale ha finalmente iniziato ad avvertire l’esigenza di difendere e di tutelare i Diritti (Umani) delle persone LGBT a livello globale: una tutela che non passa solo attraverso l’abrogazione di leggi omofobiche o la variazione di politiche governative discriminatorie, ma una difesa che passa anche, e sopratutto, da campagne “ incisive” che lasciano un segno, un seme nei cuori e nelle menti delle persone; “seminare” l’educazione alla tolleranza ed al rispetto come principio generale, non solo per la tutela dei diritti delle persone LGBT ma di ogni singolo essere umano.

La tutela della pace, prima che dai trattati internazionali, dovrebbe passare dalla mente degli uomini, come recita l’inizio della famosa costituzione dell’UNESCO: conoscere l’altro e più in generale la diversità dovrebbe essere alla base del messaggio educativo universale: la conoscenza come strumento messaggero di pace.

Quanto ancora c’è da fare sulla “ questione omosessuale” dei diritti umani?

Realisticamente c’è ancora molto da fare, non solo per i diritti delle persone LGBT, ma per gli esseri umani in generale. Ovunque nel mondo quotidianamente si violano, in forma più o meno grave, i diritti umani per la paura che si ha della diversità, percepita come nemico dell’ordine naturale delle cose. Un ordine naturale che è perlopiù visto più come divino ed immutabile che come mero costrutto sociale, retaggio di un lontano tempo passato che oggi non c’è più.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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