Le sorelle bandiera

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Per il consueto angolo delle sigle della domenica, let’s go back in the days di quarant’anni.

Correva l’anno 1976 e Renzo Arbore dava esempio, con “L’altra domenica“, di come si potesse fare una tv innovativa e avanguardista con pochi mezzi e tanta ironia (fu la prima trasmissione in cui il pubblico a casa entrava in contatto con la diretta tv, tanto per dirne una).

Renzo Arbore
Un momento della trasmissione L’altra domenica

Il programma

L’altra domenica fu il primo contenitore domenicale delle reti RAI: venne inaugurato il 28 marzo 1976 (Domenica IN giunse solo nell’ottobre di quell’anno) per arricchire la programmazione sportiva del pomeriggio festivo, come “cuscinetto” tra gli interventi di carattere sportivo curati da Maurizio Barendson.

Il programma di Arbore riuscì a ritagliarsi un segmento sempre più importante all’interno della diretta sportiva, fino a guadagnare un vero e proprio appuntamento fisso della durata di due ore. Furono realizzate quattro memorabili edizioni che videro la partecipazione di comici e personaggi televisivi di grande rilievo, all’epoca esordienti: Roberto Benigni, Andy Luotto, Milly Carlucci e perfino Isabella Rossellini.

Fatti più in là
Copertina 45 giri Fatti più in là

La sigla

La sigla finale del programma, nel 1978, fu affidata alle Sorelle Bandiera, un trio di irriverenti “drag queen” (la rossa australiana Neil Hansem, la bruna Mauro Bronchi, scomparso il 29 agosto,e la bionda Tito Leduc, morto invece da tempo), che si divertivano a cantare un delizioso brano dal doppio senso facile e dal pungente sarcasmo: “Fatti più in là“.

I tre hanno decisamente fatto storia. Ad oggi, numerosi sono i tentativi di imitazione di questo magico trio che continua di fatto ad ispirare numerose drag per i loro spettacoli. Pensiamo ad esempio alle “Sorelle Marinetti”, consacrate da Arisa in “Malamoreno” a Sanremo 2010.

All’epoca, le Sorelle Bandiera suscitarono scandalo e indignazione in un’Italia ancora bigotta e democristiana ma tuttavia in pieno fervore progressista, soprattutto nel linguaggio televisivo per un canale televisivo, Rete 2 (l’attuale rai2), che in quel tempo produceva programmi decisamente estrosi per natura, contenuti e colori (un esempio? Stryx). Forse proprio per contrastare il pallore di un periodo di Austerity che rendeva tutto grigio e soffocante.

L’ironia, l’irriverenza, l’eccentricità e l’assoluta novità del costume televisivo che rappresentavano all’epoca le Sorelle Bandiera oggi rimane inarrivabile.

Ma riviviamo quei magnifici momenti: qualcuno di voi seguiva l’altra domenica?

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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