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Spettacolo

Non è Natale senza FANTAGHIRO’… che torna in tv!

Quest’oggi, approfittando del periodo natalizio, vi propongo la retrospettiva di una delle miniserie televisive più famose di tutti i tempi, che noi tutti ricordiamo come “immortale” a giudicare dal numero di stagioni realizzate e dal mito che poi ne è seguito: Fantaghirò, di Lamberto Bava, in onda da lunedì 23 alle 7.20 su Mediaset Extra (e il giorno di Natale anche alle 17, sempre sul canale 34)


Alessandra Martines
Alessandra Martines nei panni di Fantaghirò

Ispirato alla fiaba di Italo CalvinoFanta-Ghirò Persona bella”, la minserie Fantaghirò nasce come fiaba di natale dei primissimi anni 90 di Canale5: narra la storia di una giovane principessa ribelle, appunto, Fantaghirò, interpretata da Alessandra Martines, impegnata, nelle varie stagioni, dapprima a difendere il suo regno dagli eserciti nemici e successivamente a combattere le forze del male.

Romualdo
Kim Rossi Stuart nei panni di Romualdo

Fantaghirò, durante la prima stagione, nel tentativo di resistere agli attacchi del reame vicino, si innamorerà perdutamente di Romualdo (un giovane, fresco, vivace e bellissimo Kim Rossi Stuart), che nelle varie stagioni che seguiranno resterà vittima di numerosi incantesimi, dai quali verrà salvato solo grazie a Fantaghirò, ormai diventato sua sposa. Insomma, dopo una gloriosa prima serie, Romualdo verrà lentamente declassato a sfigato della storia, che con grande disappunto dei suoi fans, nella quarta serie apparirà solo come un ologramma in una piccola scena finale. Fino a sparire per sempre nell’orribile quinta stagione, talmente brutta che ne siglò l’inesorabile epilogo per tutti.

Fantaghirò è tutto questo e anche oltre.

Mentre nello stesso periodo “Ghost” vinceva l’oscar come migliori effetti speciali, Fantaghirò utilizzava tecniche di animazione grafica piuttosto rudimentali, da vera fiaba italiana vintage.

la strega bianca
Fantaghirò e la strega bianca

Al di là dell’animazione, la produzione fu davvero imponente. Paesaggi da fiaba miracolosamente credibili, ambientati nei boschi dell’ex Cecoslovacchia, elfi del bosco che in confronto a quelli del Signore degli Anelli sembrano nani di Twin Peaks, pietre parlanti con la faccia di Tina Pica, orride oche parlanti dal ghigno assassino, alberi animati con le bocche nelle cortecce, altro che La Storia Infinita!
Uno splendore, che per noi bambini di allora era fiaba, incanto. Chi non ha mai sognato di cavalcare Chiomadoro? E chi non desidererebbe essere addestrato da un effeminatissimo cavaliere con le sembianze di Renato Balestra?

Fantaghirò era decisamente all’avanguardia nella sceneggiatura, che ne decretò il successo come autentico fenomeno di costume. Nella prima stagione, ad esempio, era molto vivo il tema della parità di diritti tra uomo e donna. Ma si andò decisamente oltre. Chi ricorda la scena nella quale Romualdo, sempre nella prima stagione si invaghisce del Conte di Valdoca (non altro che Fantaghirò in armatura e aspetto mascolino), che lui credeva un uomo, riconoscendo la suggestione dello sguardo di Fantaghirò? Teoria Gender, non ti temo.

Per non parlare della Strega Bianca, interpretata dall’elegante Angela Molina, con in capo un elmo da combattimento da splendida Minerva, e addosso un pomposo abito dalle spalline ipertrofiche, verosimilmente ispirato ai matrimoni delle zie negli anni 80.

Non paghi della prima stagione, che non certo si contraddistingueva per le capacità recitative dei suoi interpreti (Alessandra Martines, pur adattissima, disponeva di un campionario di espressioni piuttosto limitato), canale5, l’anno successivo, mandò in onda la seconda serie, che vedeva l’ingresso di una bislacca e comicissima STREGA NERA, interpretata da Brigitte Nielsen: seducente, dark, baraccona, collerica ed eccessiva. A posteriori, credo sia stata la mia prima ed eletta icona gay.

Strega nera
Brigitte Nielsen nei panni della strega nera

Impossibile anche non ricordare Nicholas Rogers, il bellissimo stregone TARABAS, che incantò la parte femminile e omosessuale della platea televisiva col suo sguardo penetrante e sostituì, di fatto, la presenza di Romualdo – Kim Rossi Stuart che dalla terza stagione, come detto, cominciò a latitare.

Nicholas Rogers
Nicholas Rogers nei panni dello stregone Tarabas.

Non essendoci un tema di apertura ufficiale, vi lasciamo alla sigla di chiusura, scritta da Amedeo Minghi, Mio nemico (il riferimento è ovviamente all’iniziale rapporto di inimicizia tra il bellissimo Romualdo e Fantaghirò, rivali in guerra per i rispettivi regni).

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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