La neve, i primi alberi di Natale, l’odore di zabaione e… una nuova avventura di BL Tales!

Sapete qual è la cosa più bella di questa rubrica? È che permette (a me prima di tutto) di conoscere un po’ più a fondo (non così tanto… non pensate male!) personaggi, miti ed eroi di tutti i tempi! Alle volte si scoprono cose davvero interessanti, piccoli dettagli che non immaginavi esistessero, delineando un po’ meglio l’idea superficiale che alle volte ci facciamo.

Questo mese ho deciso di approfondire la conoscenza su un mito musicale di non poco tempo fa!
Il suo tratto distintivo? Una voce da paura, giacchetta gialla, microfono a mezz’asta e baffi … Sì esatto è proprio lui! Il mitico Freddie Mercury (recentemente interpretato sul grande schermo da Rami Malek come raccontato qui da BL Cinema).

Queen

Le origini cosmopolite

Sapevate che il cantante più britannico di tutti in realtà ha origini asiatiche? Per me è stata una vera scoperta! Nasce a Zanzibar, figlio di un funzionario pubblico indiano e di una donna di origini persiane. Sono proprio le sue origini cosmopolite, il suo animo da “immigrato” e la formazione internazionale a conferire quel pepe in più alle sue interpretazioni.

La sua formazione fu da subito artistica e non tanto musicale, tanto che si laureo all’Istituto d’arte a Londra. Solo in seguito, grazie alla conoscenza di Brian May e Roger Taylor, si avvicino alla musica, creando quel famigerato mito che oggi conosciamo sotto il nome di “Queen“.

Altra chicca! Si pensa che il nome del gruppo derivi dalla sua “freddida” immaginazione e ad un mondo magico, Rhye, inventato da bambino e di cui era, ovviamente, la regina.

Sul palco, come nella vita dopotutto, Mercury si dimostra una vera regina di scena! Le sue interpretazioni, drammatiche e piene di significato, hanno fatto storia e sfido io a trovare qualcuno che non abbia mai visto un video o ascoltato una traccia.

Brian May, Freddy Mercury

Il carisma e la musica

Un personaggio a tutto tondo, costruito ad hoc e capace di far convergere su di se l’attenzione di tutti.

Ma non è il carisma a far tutto, il loro successo è dovuto soprattutto, come è giusto che sia, alla loro musica e ai loro testi. Anche se, e qui l’altra scoperta, all’epoca era considerata una composizione “complicata” per l’ascoltatore medio.

Ogni canzone è piena di riferimenti e allusioni che solo un’orecchio attento sarebbe capace di cogliere.

Emblematica “Bohemian Rhapsody”. Composta nel 1975, è una canzone apparentemente senza senso, ma che riflette al suo interno l’accumulo delle suggestioni più diverse. Interessante l’introduzione, in cui un uomo confessa alla sua mamma di essere colpevole di omicidio e di esser pronto ad assumersi tutte le conseguenze di questo gesto.

In molti hanno “letto” in queste strofe un coming out, un presa di coscienza di Freddie riguardo alla sua omosessualità. Non a caso la canzone è stata scritta in uno dei suoi periodi più controversi, ossia quando stava terminando la relazione con la compagna di una vita, Mary Austin.

Non sapevo, a dire il vero, che Mercury non si fosse mai dichiarato apertamente gay. Erano anni difficili e sicuramente il contesto sociale non aiutava, ma di certo aveva compreso che sarebbe stato più giusto vivere la sua sessualità come preferiva.

La malattia e l’impegno per i diritti

Purtroppo il suo genio non durò a lungo! Come è noto Mercury si ammalò nel 1986 di Aids dopo aver contratto il virus dell’HIV. Una fine precoce per una voce che avrebbe, evidentemente, avuto ancora tanto da “cantare”.

Erroneamente a quanto pensassi, Freddy decise di vivere la sua malattia in silenzio.

Fece notizia, ovviamente, perché fu uno dei primi personaggi famosi, gay, ad ammalarsi e a morire per mano di questo flagello. Molti infatti “rimproverano“, passatemi il termine, il suo silenzio, sostenendo che la sua voce avrebbe potuto, in quegli anni, dare un contributo importante alla lotta contro l’ignoranza e il pregiudizio dell’epoca.

Ma si sa, giudicare è facile, fare qualcosa in merito un po’ meno. Come biasimare un essere umano di aver desiderato di sottrarsi ad una lotta che avrebbe fatto sicuramente scalpore e che avrebbe colpito ancora di più la sua sfera personale?

Sicuramente non si può affermare che fosse insensibile al tema dei diritti, come attesta la sua attiva partecipazione ai Live AID del 1985! Il super mega concertone organizzato da Bob Geldof e Midge Ure, al quale avrebbero aderito i rocker più famosi del pianeta per raccogliere fondi per la lotta contro la carestia in Etiopia.

La sua storia, però, deve farci riflettere! Ed è proprio questo l’intento di queste poche righe. La disattenzione o, ancora peggio, l’ignoranza può far diventare un momento piacevole e godereccio (e non mi riferisco di certo ad una partita di scacchi!) in una situazione particolarmente spiacevole.

Questo è il mese della prevenzione e il mio invito (oltre a leggervi la storia su Freddie che si è rivelato davvero interessante come personaggio) è quello di informarvi sulle buone pratiche da seguire a letto.

Quindi se prevedete un fine settimana bagnato … non dimenticate di portare con voi il cappello!