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Human Rights

Brianza, mamma tifosa urla “ne*ro di me**a” a un bimbo durante la partita dei pulcini

BRIANZA – Gli episodi di razzismo contro le persone di pelle nera sono sempre incresciosi e vili, chiunque sia la persona offesa. La deriva “nazionalista” alimentata dai social network e avallata dalle mancate condanne di una certa ala politica, pare però non fermarsi neanche di fronte all’innocenza dei bambini.


Accade a Monza, ed è davvero una di quelle notizie che fanno rabbrividire, e che nessuno vorrebbe mai dare, ma che riteniamo sia importante portare a conoscenza di tutti per dare la giusta misura del degrado sociale nel quale stiamo sprofondando senza accorgercene, proprio ad opera di chi fa la voce grossa quando ordina “i bambini non si toccano“.

no razzismo

Sabato 2 novembre: l’episodio

È un sabato pomeriggio qualunque per i pulcini dell’Aurora Desio classe 2009, impegnati in una partita contro la Sovicese. I bambini combattono con forza e orgoglio per vincere la partita, proprio come ogni vero sportivo sa fare.

All’improvviso, dagli spalti riservati agli ospiti, una giovane madre in preda al delirio da tifoseria, probabilmente in seguito ad un’azione da lei non condivisa, apostrofa un bambino in maglia Aurora come “negro di merda“.

Accade poi che il bimbo continua a giocare ignorando l’insulto, con dignità e coraggio, scacciando quelle parole ignobili dalla sua testa e pensando solo a terminare la partita.

Le urla vili della mamma, però, non sono passate inosservate ad allenatore e altri genitori, e la società non esita a prendere posizione sui social network, con un lungo post, indirizzato anche ai vertici della Figc e al Ministro Spadafora: sabato prossimo i giocatori della categoria Juniores di tutte le squadre scenderanno in campo con il volto dipinto di nero e la scritta #SquadraAntiBulli sul petto, in solidarietà al bimbo offeso dall’ignoranza di un adulto senza pudore.

Per conoscere l’identità della mamma, sarà avviata un’indagine interna che si concluderà, verosimilmente, con una richiesta di Daspo. In caso contrario, l’Aurora Desio si impegnerà a non incontrare più la Sovicese.

assessore allo sport
Martina Cambiaghi, assessore allo sport della Regione Lombardia

“Rieducazione per i genitori”

Non si è fatta attendere la risposta dell’Assessore regionale allo sport Martina Cambiaghi, che non ha esitato a puntare il dito contro i genitori “quelli che dovrebbero essere da esempio da monito e invece nella realtà si trasformano sempre più spesso, nella “rovina” sportiva dei ragazzi” ha tuonato l’Assessore. “Ho concordato con il sindaco di Sovico, Barbara Magni, sulla necessità di intervenire con attività educative mirate all’interno della società sportiva. Un progetto che sicuramente coinvolgerà i calciatori ma soprattutto i genitori” e continuando: “Sicuramente servono provvedimenti seri contro i genitori violenti e aggressivi, senza escludere la possibilità del “Daspo”. In caso di intemperanze verbali, basta anche un solo insulto, una parolaccia, deve scattare l’espulsione dei genitori e nei casi più gravi l’allontanamento di tutto il pubblico presente. Prima di poter mettere piede su una tribuna i genitori, soprattutto quelli che si sono macchiati di atti di bullismo, dovrebbero seguire corsi di Fair Play tenuti dalle associazioni sportive.” ha concluso l’Assessore, che sabato sarà allo stadio di Desio per Aurora-Sovicese della categoria Juniores.


Scritto da

Sono nato in Puglia, terra di ulivi e mare, e oggi mi divido tra la città Eterna e la città Unica che mi ha visto nascere. La scrittura per me è disciplina, bellezza e cultura, per questo nella vita revisiono testi e mi occupo di editing. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare i diritti umani e i diritti lgbt+ nel mondo... e mi distraggo scrivendo di cultura e spettacolo!

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