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Brothers & Sisters: NemiciAmici

Questa settimana vi voglio parlare di fratelli, o almeno di una parte di essi; qualcuno famoso, qualcuno che vorrebbe esserlo stato, chi si è sentito abbandonato e chi vive in armoniosa simbiosi.


Come mi è venuto in mente di trattare di questo argomento?

Lo devo ad una serie tv che sto seguendo da qualche giorno, Hill House, una produzione che nasce come horror ma che mi ha incuriosito soprattutto per le dinamiche interne ad una famiglia composta da padre, madre e cinque figli.

Serie Netflix Hill House

Una scena della serie Hill House (Netflix)

Questi, crescendo in una situazione di forte stress e drammi normali e paranormali, si ritrovano a dover gestire i loro problemi personali misti alle relazioni reciproche.

La tensione è sempre più alta ad ogni puntata, poiché ognuno di questi fratelli sembra avere qualcosa da recriminare all’altro, seppure il filo che li leghi sembra essere composto più d’amore che d’odio.

Mi sono subito domandato come fosse possibile poter passare da essere compagni di giochi, riparo nelle notti di temporale a specchio delle proprie nevrosi e carico di responsabilità che grava sulle spalle.

Parlando con amici e conoscenti, spesso viene fuori un legame controverso tra fratelli e sorelle: chi litiga perché si sente investito dell’onere di dover badare ai genitori anziani mentre l’altro è sempre più concentrato sulla propria vita, chi è geloso per essere stato trascurato in modo da favorire l’egocentrismo del maggiore e poi c’è chi recrimina per la libertà di cui ha maggiormente goduto l’ultimo arrivato.

Potrei andare avanti per molto con questi esempi, ma quello che davvero mi affascina e che anche cose accadute magari vent’anni prima gravino ancora sul rapporto in essere e che anche da molto-più-che-adulti, ci si continui a far guerra per ottenere una pace tardiva su questioni che nel presente non esistono più.

Abbiamo casi famosissimi di fratelli che hanno cercato di colmare il loro disappunto sull’altro portando cestini di vimini colmi di muffin all’arsenico.

Madonna e Cristopher Ciccone

La popstar Madonna e suo fratello Cristopher, autore di “Life with my sister Madonna”

Uno di questi potrebbe essere quello dei Ciccone’s Brothers. Madonna ha sei fratelli, e alcuni di loro non hanno fatto lesinare commenti malevoli sulla celebre Star, screditandone l’immagine a più riprese e accusandola di essere fredda, prepotente, taccagna, meschina.

Uno di loro in particolare, Cristopher, che ha lavorato con lei per quasi vent’anni come assistente personale, ha scritto un libro, Life with My Sister Madonna, dove illustra i retroscena sul loro rapporto e sulla vita personale della cantate. Ovviamente i rapporti si sono deteriorati con quest’ultimo fino ad esaurirsi del tutto.

Anche Megan Markle, duchessa di Sussex, neomoglie del Principe Harry, ha avuto la sua bella tazza di latte e chiodi da dover mandare giù . Sia un fratello che una sorella hanno rilasciato interviste scomode in cui la dipingevano come una persona arida e arrivista, anafettiva sia nei loro confronti che in quelli del padre, cercando di boicottarne l’allora matrimonio col bell’Harry.


La principessa di Sussex Meghan Markle e sua sorella

La principessa di Sussex Meghan Markle e sua sorella

Tutti questi piccoli dispettucci, questi vividi conflitti, mi fanno sempre pensare che in fondo in fondo ci sia una richiesta di riconoscimento che il congiunto debba saldare per riparare a torti, veri o presunti, talvolta commessi dai genitori e magari in buona fede.

È pur vero che esistono altrettanti esempi di persone che hanno con i fratelli dei rapporti meravigliosi e si sostengono e si amano mettendo in risalto la più bella caratteristica di questo legame: la complicità!

Potremmo dire che la coalizione sia il primo rapporto sociale che si instaura tra due bambini che crescono insieme, e nel caso specifico si fa fronte comune per mitigare l’ingerenza dei genitori, difendersi dai primi bulletti o si fa squadra quando si vogliono realizzare i sogni nel cassetto, facendo leva sulla fiducia che si innesca tra due o più individui che hanno condiviso praticamente tutto.

Forse è per questo che ai nostri fratelli chiediamo sempre un po’ di più e ci fa male scoprire che sono fallibili come chiunque altro, avvertendo la loro indipendenza da noi come un tradimento.

Loro sono stati i nostri primi compagni d’armi e ad un tratto ci rendiamo conto che ognuno gioca la propria partita; forse non si è mai trovato il punto d’incontro e permane quella sensazione di “qualcosa da colmare“, simile al rimpianto per non aver potuto ottenere di più dal primo vero rapporto intimo con qualcuno che non siano i genitori.

Quando chiamiamo un amico fraterno gli conferiamo quel valore in più che sappiamo essere attributo di conforto e comprensione assoluta e indissolubile; è come se dicessimo che nemmeno il conflitto più acceso potrà spazzare via la profondità di quella connessione.

Talvolta tanto più grande è l’amore tanto più esasperata è la risposta, ma solo perché non siamo stati in grado di dipanare quel che era superfluo e ostruiva la nostra visuale.

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Nato a Enna il 27/06/1977, ho studiato Scienze del Servizio Sociale alla facoltà di Scienze Politiche, non conseguendo la laurea. Ho lavorato come educatore presso strutture di neuropsichiatria infantile, e ad oggi  lavoro in ambito ferroviario. Amo dipingere,creare con diversi materiali, leggere i movimenti sociali. vivo nella splendida Bologna da 15 anni.

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