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Caso Julian Assange: l’oblio e l’indifferenza che uccidono

Per mesi abbiamo sentito parlare di WikiLeaks e ci siamo interrogati sugli effetti delle rilevazioni fornite da Chelsea Manning che riguardavano diversi diari di guerra, come quella in Afghanistan, ed in Iraq e tantissimi altri argomenti ancora.


La portata della diffusione di quelle notizie fu così ampia che scosse dal profondo non soltanto il Governo degli Stati Uniti d’America ma anche molti altri.

Al centro di questo scandalo vi era Julian Assange che, in verità, già in passato aveva avuto problemi per la sua attività di hacker tanto che nel 1991 fu accusato di essersi infiltrato in vari computer appartenenti ad un’università australiana, nonché nel sistema del Dipartimento della difesa americano.

Così, nel 1992, gli furono rivolti ventiquattro capi d’accusa per reati legati alla pirateria informatica.


Il 28 Novembre 2010 WikiLeaks rese di pubblico dominio documenti diplomatici statunitensi. Molti di questi erano indicati come confidenziali o segreti.

Il giorno dopo la pubblicazione, sia il governo australiano che quello americano dichiararono di voler investigare non solo su Wikileaks ma anche e soprattutto su Julian Assange.

Da quel momento, la vita di Assange ha subito uno sconvolgimento profondo, e lo stesso vive al centro di moltissimi eventi, alcuni dei quali degni della sceneggiatura di un film.

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Julian Assange

Le vicende di Julian Assange

Nel Novembre 2010, la Svezia ha emesso un mandato di arresto contro lo stesso con l’accusa di aver commesso molteplici aggressioni sessuali. Le accuse sono state sempre negate da Assange, il quale ha sempre dichiarato che si trattava di un modo per estradarlo dalla Svezia agli Stati Uniti.

A Giugno 2012 chiede diritto di asilo in Ecuador e nell’Agosto dello stesso anno ottiene il suddetto diritto con la motivazione che la concessione dello stesso era necessario per evitare la persecuzione politica e l’estradizione negli Stati Uniti.

Assage rimane per quasi sette anni rinchiuso nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ma in data 11 Aprile 2019, dopo essere rimasto coinvolto nello scandalo legato alle presidenziali americane cui concorreva anche Hillary Clinton, il diritto di asilo concesso ad Assange viene revocato.

Dall’Aprile 2019 la vita di uomo che era stata messa sotto i riflettori in ogni singolo aspetto e la figura di un uomo che aveva tenuto vivi centinaia di dibattiti venne completamente dimenticata.

Il 1 Maggio 2019 Assange viene condannato a 50 settimane di prigione nel Regno Unito e quello stesso giorno venne accusato, dal Governo Americano, di aver effettuato un’intrusione informatica.


Il 23 Maggio 2019 Assange è accusato, sempre dagli Stati Uniti, di aver violato l’Espionage act, testo risalente al 1917 e nello stesso mese, a seguito del ritiro del diritto di asilo, i pubblici ministeri svedesi riaprono le indagini connesse allo stupro.

Dal Maggio del 2019 Assange è incarcerato nella HM Prison Belmarsh e questa situazione ha generato tantissime perplessità soprattutto per l’ONU.

Dubbi sull’estradizione

Nils Melzer, rappresentante ONU per la tortura e i trattamenti inumani, ha sin da subito manifestato le proprie perplessità riguardo all’estradizione di Assange negli Stati Uniti d’America temendo che non gli verrebbe garantito un giusto processo.

Il reato di spionaggio, di cui Assange è accusato, secondo alcuni autori americani, può essere punito con la pena di morte mentre per altri potrebbe essere sufficiente una condanna a 175 anni di carcere. Unico dato certo è che il Regno Unito, prima di procedere all’estradizione, vuole ricevere rassicurazioni sul fatto che non verrà applicata la pena di morte.

Ma… tutte queste preoccupazioni risultano alquanto ridicole se si tiene conto del fatto che ormai da 5 mesi Assange, nonostante abbia scontato la pena inflitta dal Regno Unito nel 2012, sia ancora in cella.

Non in un carcere qualsiasi, ma in un carcere di massima sicurezza senza possibilità che possa essere rilasciato, fintanto che non si deciderà sull’estradizione, in virtù della sua richiesta di asilo. Le condizioni di detenzione sono durissime, la sorveglianza e l’isolamento sono estremi tanto che si parla di un’esposizione prolungata alla tortura psicologica almeno secondo le dichiarazioni di Nils Melzer.

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L’opinione

Non entro nel merito delle accuse che sono state rivolte ad Assange dalla Svezia anche se trovo illogico chiudere un caso per poi riaprirlo. Un tale comportamento mi fa riflettere e mi induce preoccupazione.

Occorre avere la consapevolezza che se si sbaglia si sarà puniti, ma trovo vergognoso ipotizzare che si potrà essere perseguiti per tutta la vita. Non lo trovo accettabile soprattutto se si è accusati di determinati reati.

Se Assange è colpevole allora che subisca il processo e venga condannato, ma tenerlo in un carcere in attesa che vari governi decidano sul da farsi è, a mio parere, ingiusto e veramente indegno e lesivo dei suoi diritti umani

Diversa è la mia considerazione sul caso WikiLeaks.

Sono consapevole che la divulgazione di alcuni file abbia messo a rischio la vita di numerosi agenti e concordo con la necessità di punire tali atteggiamenti, m davvero.Assange viene perseguito solo per questo?

Chi la deve indicare la pena da applicare ? Chi la decide?

Soprattutto perchè in tutta questa vicenda, scomparsa dalla cronaca proprio nel momento in cui si parlava di diritti umani, non si tiene conto del fatto che nei file divulgati vi erano anche le prove dei crimini di guerra e altri vari illeciti commessi in zone come Iraq o Afghanistan?

Assange va punito? Sicuramente s.

Si deve parlare di quanto sta accadendo? Sicuramente si ma di fatto nessuno ne parla se non Roger Waters, autore del famossisimo album The Wall e della celeberrima Another Brick in the Wall, da sempre schierato contro gli abusi nei confronti degli individui da parte degli Stati, e Nils Melzer.

I media, invece, sembra che ignorino cosa stia accadendo eppure, indipendentemente dal soggetto, si parla di diritti umani e di una vicenda processuale che di certo non si può definire chiara e limpida.

Va, tuttavia, punito dopo un giusto processo dove la politica deve rimanere fuori e deve essere condannato per gli errori commessi e non per aver scoperchiato il vaso di Pandora.

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Non faccio l'Avvocato ma lo sono. Calabra di nascita e "fiorentina" per adozione.

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