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Editoriale

Caso Panigalli – Vespa. Scontro tra voglia di vivere ed indifferenza alla vita.

In questi ultimi due giorni sarà sicuramente capitato a tutti voi di vedere pubblicizzata la notizia dell’intervista, sempre ammesso che possa essere definita così, mandata in onda su RaiUno nel programma Porta a Porta.

A cura di Sara Astorino

In questi ultimi due giorni sarà sicuramente capitato a tutti voi di vedere pubblicizzata la notizia dell’intervista, sempre ammesso che possa essere definita così, mandata in onda su RaiUno nel programma Porta a Porta.

Moltissimi, a giusta ragione, si sono scagliati contro Bruna Vespa chiedendo il deferimento dello stesso all’Ordine dei Giornalisti affinchè fosse avviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare.

Non volendo esprimermi senza avere una adeguata conoscenza dei fatti ho deciso di guardare la presunta intervista che trovate, a partire dal minuto 1.08,65 sul sito Raiplay .

Nel sentire le parole dette, i pensieri che hanno attraversato la mia mente sono stati diversi, molto diversi tra loro.

Da Avvocato sentivo di precisare e puntualizzare alcune cose perchè un’adeguata conoscenza è alla base di un’effettiva tutela dei propri diritti.

Da Donna ho ammirato la Signora Lucia Panigalli per la calma, la pacatezza e la dignità che ha mantenuto.

Da Essere Umano senziente le parole pronunciate, reiteratamente, da Bruno Vespa mi hanno profondamente, scusate il francesismo, SCHIFATO!

Andando con ordine, da Avvocato, ripeto che Legge e Giustizia non sono la stessa cosa, che dal punto di vista umano è normale pensare che alcuni comportamenti dovrebbero essere severamente puniti ma…la Legge non è umana, il piano giuridico è scevro da sentimentalismi, La Legge non si può permettere umanità ed in fondo, dopo anni e tante cose viste, va bene così.

E’ vero non si possono processare le intenzioni e per questa ragione un Aggressore, un violento è stato assolto.

Assolto non significa innocente, ora non voglio fare una lezione di procedura penale, perchè in alcuni casi l’assoluzione è piena, la persona non ha commesso il fatto, in altri semplicemente alla persona non può essere punita perché il fatto non è previsto dalla Legge come reato.

Ebbene questo è quello che è accaduto.

Nessuno ha mai detto che il Fabbri fosse innocente o che la sua condotta non fosse sindacabile o censurabile semplicemente, ed è questa la parte peggiore: in Italia non esiste una norma che, ad oggi, consenta di condannare un uomo che abbia assoldato un terzo per uccidere una donna se poi l’aggressione non viene perpetrata.

Questa circostanza fa paura e da Avvocato mi disturba moltissimo.

Hanno fatto bene, quindi, la Signora Panigalli, il Sindaco del Suo comune ed il Collega a presentare al senato una modifica dell’art. 115 cp.

Una modifica serve, serve disperatamente!

Da Donna ho ammirato tantissimo la Signora Panigalli.

Ho pensato alla sua calma, alla sua pacatezza, alla sua forza, al suo coraggio e alla sua voglia di vivere.

Ho pensato e mi hanno colpitole sue parole “La paura è così grande che non ho sentito alcun dolore”E’ Mauro non può farmi male, è uno scherzo”

Ho pensato che ci vuole un grande coraggio a vivere ad una distanza così ravvicinata dal tuo aggressore, distanza tra i 4-10 Km, ho pensato che io non riuscirei a vivere pensando di dover chiamare un’ora prima di uscire da casa i Carabinieri e di doverlo richiamare un’ora prima di rientrare.

Penso alle orribili parole di Vespa che ha dimostrato di non ascoltare niente, di non aver letto una parola di quanto accaduto alla Signora Panigalli e penso a questa donna che ha perso la propria libertà.

Perchè vivere cosi, vivere sapendo che il tuo aggressore è li vicino a te, vivere senza potersi muovere liberamente non è vita, è sopravvivenza e ci vuole forza, tanta forza, tanto coraggio per non lasciarsi andare, per sorridere, per rimanere calmi.

Infine…penso da essere umano senziente.. a queste frasi, le riporto perchè non sembra possibile che un uomo possa averle pronunciate innanzi ad una donna sopravvissuta ad un aggressione di una ferocia paurosa.

Fortuna perchè sopravvissuta”

E’innocente secondo questo punto di vista (giuridico)”

“ …lei peraltro a differenza di tante altre donne è protetta…”

18 mesi sono un bel flirtino”, “di cosa si era innamorata”,

18 mesi insomma è un anno e mezzo”,

Era così follemente innamorato da non poter vivere senza di lei”

Lei aveva una nuova relazione?”

Però se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe uccisa”

A queste frasi ve ne sono state accompagnate altre, così come vi sono stati gesti inequivocabili e sorrisini

Non mi stupisce che in molti abbiano chiesto l’avvio di un provvedimento disciplinare

Lo spettacolo messo in scena da Vespa è la somma di tutto ciò che non dovrebber mai essere fatto.

Viene contestato e chiesto ad una donna vittima di violenza, la cui vita è ormai sacrificata, di non essersi resa conto di essersi innamorata di uomo sbagliato, di un violento, di non essersi resa conto di chi aveva innanzi, di essere rimasta a suo fianco per 18 mesi, se aveva una nuova relazione.

Come se avere una nuova relazione potesse giustificare l’aggressione, come se si potesse capire sin da subito chi abbiamo di fronte, come se una donna , vista la propria cecità, meritasse di essere aggredita.

E’ stato detto, più volte, ad una donna che non ha più libertà di movimento che è stata fortunata perchè è sopravvissuta ed è protetta.

Sono profondamente SCHIAFATA da questo modo di fare e stufa di vedere questo atteggiamento dove si cerca sempre una giustificazione per l’ingiustificabile!

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Non faccio l'Avvocato ma lo sono. Calabra di nascita e "fiorentina" per adozione.

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