Pratiful

Questa settimana la rubrica BL legalità si occuperà di un “caso” che da mesi occupa diversi spazi televisivi e ha colpito per la capacità, da parte dei protagonisti, di negare anche di fronte all’evidenza.

Il caso Prati – Caltagirone, o “Pratiful“, com’è stato denominato dai siti di gossip, tuttavia, verrà analizzato in questa sede sotto un profilo diverso. Il suggerimento è nato da quello che è successo una volta che finalmente è stato ammesso quello che ormai tutti sapevamo.

Mark Caltagirone non esiste

Viene da chiedersi, quindi, perché si sia parlato di circonvenzione di incapace, di plagio, di sostituzione di persona etc etc.

A parere di chi scrive, il riferimento ai reati precedentemente indicati è funzionale solo a far parlare ulteriormente della vicenda. Non sussistono al momento, almeno per le notizie diffuse, elementi idonei ad integrare alcuno dei reati precedentemente citati.

Mark Caltagirone
“LIVE – Non è la D’Urso” è una delle trasmissioni Mediaset che più di tutte ha dedicato ore e ore di programmazione al caso Prati-Caltagirone
(foto: MEDIASET)

La circonvenzione di incapace è disciplinata dall’art. 643 cp che espressamente prevede” Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito

In pratica, il reato si verifica ogni volta che un soggetto, per arrecarsi un guadagno, abusa dei bisogni, passioni o dell’inesperienza di persona minore o in stato di infermità o deficienza psichica.

Deve, inoltre, esserci l’assoluta certezza della sussistenza dell’incapacità nel soggetto passivo, in questo caso la Signora Prati, poiché si può arrivare ad un giudizio di colpevolezza solo se si esclude la capacità del circonvenuto di avere cura dei propri interessi.

Partendo da questo presupposto oggettivo occorre chiedersi: la Signora Prati versa in uno stato di infermità o di deficienza psichica? Non è in grado di prendersi cura dei propri interessi?

Ad oggi non sussiste alcuna prova che la Signora Prati soffra di qualche problema idoneo a limitare la capacità cognitiva della stessa, nemmeno i suoi difensori hanno mai rilasciato una dichiarazione del genere, e in verità si è parlato di altre problematiche (debiti di gioco) che, se provate, comunque non potrebbero integrare né lo stato di infermità né la deficienza psichica.

Per quanto riguarda la mancata cura dei propri interessi, alla luce delle interviste televisive e non, rilasciate, salvo che non siano state tutte gratuite, sicuramente vi è stato un guadagno economico e, per un certo periodo, anche un rilancio dell’immagine.

Non dimenticando che è stata la Signora Prati a dichiarare più volte di essere fidanzata, di essere in procinto di sposarsi e di avere due bambini in affido, Sebastian e Penelope.

Appare quanto meno difficile ritenere che non sapesse assolutamente nulla o che pensasse di sposarsi con un uomo che non aveva mai visto e di avere in affido due bambini senza aver attivato alcuna procedura per ottenere l’affido degli stessi.

Pamela Prati è stata plagiata?

Il riferimento al plagio, invece, è destituito da qualsiasi fondamento e rimane da chiedersi chi e come abbia potuto paventare un’ipotesi del genere, posto che il reato di plagio era previsto dall’art. 603 cp, Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni“. Questa norma, tuttavia, è stata dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 96 del 09 Aprile 1981!

pamela prati verissimo
“SONO STATA PLAGIATA”
Pamela Prati si confessa a Silvia Toffanin a Verissimo (foto MEDIASET)

Sostituzione di persona?

Infine si sente far riferimento anche al reato di sostituzione di persona che potrebbe essere l’unico reato effettivamente commesso nella vicenda.

In questo caso la Signora Prati non sarebbe una vittima poiché il reato di sostituzione di persona, previsto dall’art. 494 cp, si concretizza quando ” “Chiunque, al fine di procurare a sé o agli altri un vantaggio o di recare agli altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o agli altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno.”

Appare evidente, anche in virtù di quanto detto in precedenza, che le interviste, le ospitate in tv abbiano generato un guadagno ma, a differenza di quanto potrebbe percepirsi nell’immediato, la sostituzione della persona non vi è realmente stata. Non basta, infatti, dire di chiamarsi Mark Caltagirone o in altro modo ed essere in realtà qualcun’altro per integrare il reato.

Occorre che il nominativo e/o le foto utilizzate appartengano ad una persona che realmente esiste, il cui nome e foto, senza autorizzazione, vengano utilizzati o spesi. Per quanto al momento pare non esista alcun uomo registrato all’anagrafe col nome Marco, Mark o Marck Caltagirone, non sono state diffuse o condivise chiaramente foto o video in cui lo stesso è ritratto.

Alla luce di quanto detto, sembra che questo continuo riferimenti ad ipotesi di reato, ad accuse reciproche sia solo l’evolversi naturale di una situazione che continuerà ad alimentare programmi tv.

prati caltagirone
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