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Editoriale

Caso Teresa Bellanova: esempio perfetto della critica distruttiva

Il nuovo governo non ha ancora avuto il tempo di esporre le proprie idee che iniziano a piovere commenti e critiche. Normale, verrebbe da dire.

In fondo, chi di noi non ha espresso il proprio giudizio su quel ministro o su di un altro? Il problema è che le maggiori critiche in quest’occasione sono rivolte tutte alla stessa persona: Teresa Bellanova, Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

La sua colpa? Avere la terza media, non assomigliare ad una Barbie o più semplicemente, per evocare il tribunale del web, alla Carfagna.

L’utilità di queste critiche? Pari allo zero assoluto e per trovare un senso di profondità o intelligenza bisogna cominciare a scavare nella speranza di trovare qualcosa.

Un Ministro non laureato? Abominio! Scandalo!

Spiacente, vorrei ricordare che nella nostra storia abbiamo avuto personalità politiche come un cavallo – senatore di Caligola – circostanza confermata da fonte storica accertata; Cicciolina, al secolo Ilona Staller, che divenne deputata alla fine degli anni’80 e molto più recentemente il Senatore Antonio Razzi.

A ben vedere, se si volesse fare una carrellata di tutte le persone che sono passate per il Parlamento, a vario titolo e in diversi periodi, verrebbe fuori un elenco tutto da ridere.

Precisato che prima di scandalizzarsi di oggi e perdersi in invettive contorte occorrerebbe avere un briciolo di memoria mi sorgono spontanee alcune domande.

È forse questo il primo Ministro che abbiamo che non ha raggiunto il traguardo della Laurea? Se ve ne sono stati o vi sono attualmente degli altri Ministri perchè si sono accaniti tutti su di lei?

Essere laureati è comunque garanzia di certezza e risultato?

Da un’indagine pubblicata da Eurostat è emerso che il nostro Parlamento ha una percentuale di politici laureati pari al 31%, una media bassissima se confrontata con quella degli altri Parlamenti.

Andando poi a fare una verifica sul sito ufficiale della Camera è emerso che il 69% dei deputati sono laureati, il 29 % ha il diploma superiore ed il 2% la licenza media.

Vorrei ricordare anche il Senatore Mario Pittoni, in quota Lega, che pur avendo la licenzia media è stato nominato capo della Commissione Istruzione di Palazzo Madama.

Posto, quindi, che esistono altri ministri, e ne esisteranno, che hanno la licenzia media, perché le critiche sono rivolte solo al Ministro Bellanova? In fondo anche Luigi Di Maio, per sua stessa ammissione e curriculum, non ha poi chissà quale esperienza lavorativa eppure è stato nominato prima Ministro del lavoro ed ora Ministro agli Esteri.

Quale è la risposta alla mia domanda?

Temo che tutto dipenda dal fatto che ci si trovi innanzi ad una donna che non rappresenta i canoni di bellezza attualmente in uso, che dipenda dalla consapevolezza di poter dire tutto ciò che passa per la mente senza incorrere in conseguenze.

Tutto questo da il via all’ennesimo body shaming, e nuovamente tornare calzante l’oggetto della campagna #odiareticosta.

Ministro Bellanova agricoltura
Teresa Bellanova, Ministra delle Politiche Agricole, al Quirinale per il giuramento.

Mi assale, da donna laureata, una profonda tristezza per la pochezza che si evince dai commenti presenti sul web da cui emerge una correlazione tra essere belli, snelli, praticamente perfetti sotto ogni punto di vista, (cit. Mary Poppins), e l’essere competenti, bravi, capaci e a conoscenza degli argomenti di cui si parla.

Mi spiace smentire questa idea ma il trovarsi innanzi ad una persona laureata non equivale a portare a casa il risultato. Nel mio lavoro, per forza di cose, siamo tutti laureati quindi dovremmo essere tutti bravi, eppure ho visto cose inenarrabili fatte da miei colleghi ed anche dai Giudici, pensate alle sentenze lunatiche. Quello che conta è l’intelligenza, la buona volontà e la voglia di lavorare ed impegnarsi.

Questa Ministra, bene che si sappia, è stata una bracciante agricola ed aveva solo vent’anni quando ha cominciato un lavoro di una difficoltà, anche fisica, enorme. Ha lavorato, maturando grande esperienza, nel sindacato dei braccianti, e per questo conosce da vicino la piaga del caporalato e dello sfruttamento. A ciò si aggiunga che si è impegnata nella lotta alla disparità di genere in questo settore.

Non è nemmeno nuova alla politica poiché è stata viceministro nello stesso ambito sia nel Governo Renzi e sia in quello Gentiloni.

Con questo non voglio beatificare una donna Ministro, dico solo che, se deve essere criticata aspramente, che lo sia per l’operato che farà e non per il titolo conseguito o perché non corrisponde ai canoni di bellezza.

E per amore di verità vi dico che neanche a me il vestito blu è piaciuto, non mi è piaciuto nemmeno l’abbinamento con le scarpe nere, oppure le balze (anche se apprezzato da Enzo Miccio). Il vestito, ripeto il vestito, a mio avviso era terrificante e non le donava. Va bene criticare il capo, i gusti sono diversi, ma mai mai criticare chi lo indossa, questa è solo cattiveria gratuita.

Anche l’obiettivo di una critica deve essere atto a costruire, e non distruggere.

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Non faccio l'Avvocato ma lo sono. Calabra di nascita e "fiorentina" per adozione.

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