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La Ministra della giustizia Marta Cartabia

Legalità

Chi è Marta Cartabia, la nuova Ministra della Giustizia vicina a Comunione e Liberazione

“Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Mario Draghi e i suoi ministri hanno giurato al Quirinale, esattamente a un mese di distanza dall’innescarsi della crisi del governo Conte bis.


13 Febbraio 2021 – ANSA

La politica è una questione femminile

Tra i ventitré ministri scelti da Mario Draghi, sono solamente otto le donne incaricate, nonostante nei giorni precedenti le nomine si parlasse di un esecutivo con una forte partecipazione femminile.

Otto ministre, nessuna di sinistra, nel paese in cui le donne continuano ad essere sottorappresentate ai vertici della politica. Ce lo confermano Fabiana Dadone (M5S) alle Politiche giovanili; Mariastella Gelmini (FI) agli Affari Regionali; Erika Stefani (Lega) alle Disabilità; Mara Carfagna (FI) al Sud.

Eccezione che conferma la regola Elena Bonetti, unica componente di Italia Viva al Governo, già ministra della famiglia con delega alle Pari opportunità. Per concludere la lista, si aggiungono tre nomine tecniche: Luciana Lamorgese confermata al Viminale, Cristina Messa all’Università e Marta Cartabia nominata Ministra della Giustizia, che alcuni vociferavano, settimane fa, potesse essere la prima donna a ricoprire il ruolo di premier in Italia.

Marta Cartabia, la prima donna presidente della Corte Costituzionale e i diritti LGBT+

Marta Cartabia, classe 1963, è nata e cresciuta in Lombardia, tra Milano e Varese. Costituzionalista, giurista ed accademica italiana, esperta in diritto comunitario e diritti fondamentali, è stata la prima donna a diventare presidente della Corte Costituzionale e tra i giudici più giovani nella storia della Repubblica Italiana.

La sua nomina preoccupa molto la comunità lgbt+: in passato, Cartabia, in occasione dell’approvazione del matrimonio egualitario nello Stato di New York nel 2011, in un articolo intitolato “Matrimonio a ogni costo, la pretesa dei falsi diritti“, affermò che la differenziazione tra il matrimonio eterosessuale e quello omosessuale non comportasse, di per sé, una discriminazione, e ricordando la pronuncia della sent. 138/2010 della Corte Costituzionale secondo cui: “la Costituzione Italiana protegge la famiglia, differenziandola da altre forme di convivenze e non permette il matrimonio omosessuale“.

Vicina a Comunione e Liberazione, la giudice ha partecipato alle assemblee dei responsabili e alla scuola di comunità con don Eugenio Nembrini, responsabile romano di CL. Negli anni, la costituzionalista ha manifestato la sua contrarietà all’aborto e all’eutanasia, confermandosi una cattolica tradizionalista.

Come Presidente della Consulta, la Cartabia si è dimostrata al passo con i tempi. Ha deciso di creare un podcast per raccontare le attività della Corte, non troppo conosciuta dagli italiani.


Tra i suoi componenti, ha individuato sette giudici, compresa lei, che girassero l’Italia, andando a conoscere le realtà carcerarie e i suoi abitanti.

La concezione del detenuto

Marta Cartabia è stata relatrice della sentenza che ha permesso alle madri di figli gravemente disabili la possibilità di scontare la pena ai domiciliari, a prescindere dall’età del figlio e dalla durata della pena. «La giustizia deve sempre esprimere un volto umano […] Non è detto che il carcere sia sempre la pena più appropriata» ha espresso la giudice, in più occasioni.

Come nell’ottobre del 2019, periodo in cui era in carica come Vicepresidente della Consulta, di cui sarebbe diventata Presidente neanche due mesi più tardi: la Corte Costituzionale, attraverso una sua sentenza, aprì alla possibilità, per gli ergastolani ostativi, di accedere a permessi premio nel corso della loro detenzione, a seguito della sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani.

L’allora vicepresidente commentò così il giudizio della consulta, condannato dall’antimafia. “La dignità va intesa come incomprimibile possibilità di recupero, di riscatto, qualunque cosa sia accaduta prima, qualunque fatto sia stato commesso: qui è la dignità della persona […] quello che si tende a evitare è avere forme di esecuzione della pena improntate a rigidità, a fissità che non tengono conto di come il tempo della pena sia diverso per ciascun individuo”.


Tra critiche ed elogi, il curriculum della Cartabia potrà fare la differenza all’interno del governo. Governo che alcuni credevano potesse essere guidato da lei. Tanto che qualcuno aveva già approntato la curiosa pagina Instagram Le bimbe di Marta Cartabia.

Scritto da

Marchigiana a Torino. Compro più libri di quanti ne possa leggere.

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