Gay Happiness Index

Pubblicati i risultati dell’indagine promossa da PlanetRomeo per stabilire l’indice di felicità degli omosessuali di tutto il mondo. Nord Europa al vertice, l’Italia si pone in un poco onorevole quarantesimo posto.

È l‘Islanda la nazione in cui i gay sono più “gay”. Lo si evince dalla classifica stilata da PlanetRomeo, composta grazie ai contributi degli utenti della popolare app per incontri in tutto il mondo. Proprio per questo, a causa dell’esiguo numero di volontari che si sono sottoposti al test in alcune aree del mondo ( anche per la pericolosità stessa dell’utilizzo dell’app), la classifica è fortemente viziata da campioni statistici differenti (almeno rispetto al numero di abitanti), ma che comunque è significativa delle molteplici realtà in cui gli omosessuali (maschi) vivono in tutto il mondo.

Coppia di sposi islandesi (credits: boredpanda.com)

Perché l’Islanda è prima?

L’indice parziale più alto, che fa schizzare il GHI (Gay Happiness Index) della nazione nordica più in alto rispetto agli altri (79) è quello legato all’opinione pubblica: un incredibile 87/100, che distanzia anche di molto le altre nazioni sul podio.

Si può dedurre che l’esiguo numero di abitanti (circa 300.000) e la concentrazione della popolazione in pochi centri urbani favorisce la maggiore conoscenza e integrazione della comunità lgbt nel tessuto sociale, ma non dimentichiamo che l’Islanda, per ben quattro anni, è stata governata da una premier dichiaratamente lesbica, Jóhanna Sigurðardóttir.

Paesi scandinavi al top

A seguire l’Islanda c’è la quasi totalità delle nazioni scandinave: Norvegia (2°), Danimarca (3°) e Svezia (4°). Proprio Norvegia e Danimarca, oltretutto, condividono il punteggio più alto per il livello di soddisfazione: 78/100. In queste nazioni le coppie omosessuali hanno accesso al matrimonio egualitario e all’adozione.

In coda, rispetto alle sorelle maggiori, c’è la Finlandia, solo dodicesima (GHI pari a 69). Effettivamente, il governo di Helsinki è stato uno degli ultimi ad adeguarsi alle politiche lgbt rispetto ai regni scandinavi. Spicca però una ragguardevole percentuale (71%, tra le più alte in Europa) di gay che ammettono di aver migliorato la propria condizione nell’ultimo anno. Questo è facilmente spiegabile: nel 2017, infatti, oltre al matrimonio egualitario, la legge finlandese ha introdotto la stepchild adoption e l’adozione congiunta.

Bandiera finlandese rainbow
La fusione tra la bandiera finlandese e quella arcobaleno.

Mentre il livello di soddisfazione si attesta nella media rispetto a Svezia, Danimarca e Norvegia, il punteggio più basso si ha nell’opinione pubblica: 67/100 (in media, le altre nazioni hanno una decina di punti in più).

America: Uruguay e Canada al vertice

Prima delle due nazioni americane presenti in top 10, l’Uruguay, al quinto posto,si presenta con un altissimo indice di soddisfazione (80/100, superiore anche all’Islanda) e un ottimo 74/100 per comportamento in pubblico. I gay uruguayani si definiscono orgogliosamente liberi e appagati delle politiche dello Stato.

Anche qui c’è una spiegazione: già dal 2007 che le unioni civili sono ammesse in Uruguay, dal 2009 è concesso adottare (primo paese in America Latina) mentre il matrimonio è stato introdotto nel 2013. Vige anche una severa legge contro omofobia e transfobia sin dal 2003. Il 72% degli intervistati ha dichiarato un miglioramento della propria condizione nell’ultimo anno.

lgbt uruguay
Coppia di attivisti in Uruguay per un convegno LGBT (fonte: attitude.co.uk)

Il Canada, sesto, conferma il trend dei paesi nordici, con una leggera flessione alla voce “comportamento in pubblico”.

Chi chiude la top 10?

Israele si pone al settimo posto, come prima nazione asiatica e un importante 71/1000 alla voce “Comportamento in pubblico“: immaginiamo che la presenza di Tel Aviv con la sua effervescente movida rainbow contribuisca a stabilire il punteggio molto alto.

Israel gay
Due ragazzi a Tel Aviv

A chiudere la top 10, altre tre nazioni europee: Paesi Bassi, Svizzera e Lussemburgo, che regalano alcuni dati interessanti. Mentre il Lussemburgo segna un significativo 66% di miglioramento della propria situazione nell’ultimo anno (non dimentichiamo che Xavier Bettel, attuale primo ministro dichiaratamente gay, si è mostrato in pubblico più volte con suo marito, il belga Gauthier Destenay), i Paesi Bassi, da sempre baluardo di diritti e libertà in ambito lgbt (il matrimonio egualitario è stato introdotto addirittura dal 2001), segnano un peggioramento significativo pari al 15%. Cercando la causa attraverso una rapida ricerca su internet, si può notare un anomalo incremento di atti o manifestazioni a contenuto omofobico negli ultimi anni, anche nella stessa Amsterdam (ad esempio qui o qui). Potrebbe essere questa la ragione della percezione di un peggioramento della propria situazione personale degli olandesi.

L’Italia solo 40°

Il Belpaese si pone solo al quarantesimo posto, addirittura dietro nazioni non proprio famose per essere mete rainbow come Cambogia e Colombia. A penalizzare notevolmente il GHI, che è pari a 51, è l’opinione pubblica, solo 27/100, mentre Comportamento in Pubblico e Livello di Soddisfazione si attestano sugli stessi livelli delle altre nazioni d’Europa.

Italy rainbow flag
Bandiera Italiana e bandiera arcobaleno

Solo il 27% degli intervistati ha inoltre ammesso di avere percepito un miglioramento della propria condizione, mentre il 12% ha registrato un peggioramento.

Ciò che pesa è sicuramente la mancanza di una legge contro l’omofobia e una generalizzata preoccupazione nei confronti di un governo a stampo conservatore.

Africa maglia nera della felicità gay

Il continente africano, purtroppo, registra i dati peggiori. Oltre al Sudafrica, che è la prima nazione africana che incontriamo in classifica (22° posto e 63 di GHI), bisogna scendere fino al 50° posto per incontrare il Gibuti. Nel piccolo paese incastonato nel Corno d’Africa, per quanto non vi sia alcun riconoscimento legale per le coppie gay, non si registrano casi di violenza sociale o discriminazione basata sull’orientamento sessuale, e l’omosessualità è da sempre legale (fonte: Dipartimento di Stato degli Stati Uniti). Resta però un argomento tabù nei dibattiti pubblici.

Africa GAY

A chiudere la classifica vi sono Etiopia, Sudan e Uganda. I pochissimi soggetti che si sono sottoposti al test (poche decine in realtà) non hanno registrato o percepito alcun miglioramento significativo: per contro, i due terzi di loro ammettono di vedere peggiorata la propria situazione. Si tratta di nazioni in cui l’omosessualità è perlopiù illegale e punita con la reclusione e torture.

QUI per vedere la classifica completa.

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