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Sociality

Conte VS le mascherine: ci pensano i Ferragnez

Conte chiama i “Ferragnez” ed è subito polemica.


La prima domanda che sorge spontanea potrebbe essere “quanto poco dai valore alle tue parole per ricorrere a questo tipo di comunicazione?”. Molti si sono indignati, altri si sono complimentati, nel mezzo come al solito sta la realtà dei fatti.

Come in ogni cosa, ci sono pro e contro, come in ogni strategia politica, ci sono scelte condivise o meno, questa solleva diverse tipologie di dibattito. 

Davvero i giovani seguono e ascoltano più Fedez del Presidente del Consiglio? Sanno i giovani chi è il Presidente del Consiglio? Viene rispettato di più il messaggio di un influencer in confronto a quello del Presidente del Consiglio? Ma come siamo messi?
L’Italia, come tutto il mondo, ha affrontato un periodo di chiusura, di blocco delle attività, di interruzione della vita economica. Posti di lavoro persi o messi in sospeso senza soluzione di continuità, incassi azzerati e economia in ginocchio. Ci siamo trovati ad affrontare un virus che, inaspettatamente, ha mietuto tantissime vittime al giorno. Nessuno si sarebbe immaginato l’entità e la gravità della situazione. Ma, se prima la “leggerezza” con cui è stata affrontata la cosa poteva essere dettata dall’ingenuità, dall’impreparazione e dalla totale assenza di informazioni, adesso non è più comprensibile un simile atteggiamento. 

È un dovere dei cittadini indossare la mascherina, per la situazione in cui versiamo non è più una scelta ma un obbligo. Non possiamo scegliere quando e se metterla, bisogna indossarla.

Evidentemente il bombardamento mediatico della situazione degli ospedali, delle famiglie che hanno perso familiari senza nemmeno poterli salutare un’ ultima volta, di medici che hanno dovuto scegliere fra al vita e la morte dei loro pazienti, non sono serviti a niente se ad oggi, per far capire di mettere la mascherina servono i Ferragnez.

Encomiabile il loro impegno, la loro pronta risposta, la loro partecipazione a smuovere gli animi. Fin dal lockdown si sono prodigati a consegnare cibo, hanno promosso l’Italia come meta di vacanza per far riscoprire il territorio, hanno fatto raccolta fondi in favore dell’Ospedale San Raffaele di Milano per il reparto di terapia intensiva.


Adesso rispondo all’appello di Conte per sensibilizzare i più giovani. Ma, se davvero un influencer può cambiare le sorti del nostro paese, mi chiedo, le generazioni future su cosa stanno mettendo le loro basi?

Posso comprendere la scelta “social”, posso comprendere il volersi aggrappare a qualsiasi soluzione per poter far arrivare un messaggio, ma la situazione attuale è storica e se la popolazione, senza che glielo dica un rapper, non capisce l’importanza della prevenzione, la situazione è più grave del previsto.

Inoltre, ci sarebbe anche da sindacare su un altro aspetto: fai un video in cui è importante indossare la mascherina e lo fai senza mascherina?

Ma tralasciamo questi particolari. il contenuto della storia, che tutti sappiamo durare solo 24h, è il seguente “Con un semplice gesto potremmo evitare lo scenario che abbiamo vissuto negli scorsi mesi. Quindi mi raccomando ragazzi, utilizzate la mascherina”. Non mi sembra sia un contenuto ricercato, incomprensibile ad un pubblico adulto o difficile da dire per un Presidente del Consiglio. Quale appiglio maggiore potrebbe avere una frase detta da un rapper sul suo profilo Instagram, rispetto alla medesima detta in diretta da Giuseppe Conte?

Scelta bislacca politicamente ma corretta e strategica se si parla di marketing e comunicazione, visto che i giovani dimostrano maggiore rispetto alle parole di un rapper e di una influencer rispetto a quelle del Presidente del Consiglio.


In un momento così delicato tutti dobbiamo dare il buon esempio, tutti, che siano attori, cantanti, ballerini e tutte le altre categorie che hanno followers e seguaci pronti ad ascoltarli.

Io sono una incallita sostenitrice delle regole che devono essere seguite e se entro in un bar, ristorante, supermercato o qualsiasi attività e vedo qualcuno che non indossa la mascherina, chiedo direttamente alla persona di tirarla su o la segnalo a chi di dovere.

Non va bene fare le cose perché ci vengono imposte, vanno anche capite. Non va vissuta come una imposizione che limita la nostra libertà ma una prevenzione per evitare chiusure di scuole, uffici e, nella peggiore delle ipotesi, ritornare in pieno lockdown. Non si dovrebbe aspettare il Vip che ce lo dice, dovrebbe essere nell’intelligenza delle persone capire che la mascherina DEVE essere messa.

Comunque, se davvero viene riposta in questo ragazzo tanta fiducia e importanza, condividiamo anche noi questo appello nella speranza che tocchi gli animi nel profondo.

Carlotta Cigliana
Scritto da

Non mi descrivo mai perché non sono gentile con me stessa

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