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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in FASE 2 (Giorno 13)

Questo sabato pigro di FASE 2 rende un po’ tutti metereopatici.


Un grigiore infausto evita di far filtrare i raggi di sole nelle nostre case. Quasi quasi la plumbea atmosfera potrebbe suggerirci di dedicarci del tempo per leggere.

Qualcuno, invece, ha avuto un’idea diversa.

In via del corso a Roma la polizia ha interrotto e fatto sgomberare una manifestazione organizzata malamente sui social.


Non si tratta dei ragazzi di Fridays For Future o delle Sardine.

A sfilare nella via principale della capitale sono state persone dalla testa rasata e un outfit luttuoso: si sono auto appellati “movimento delle mascherine tricolore”.

Tutti insieme al grido di “in piazza per il nostro lavoro e il nostro futuro” e qualche braccio teso al cielo per ricordare la “romanità” di quel luogo.

Quella che potrebbe sembrare a tratti una libera marcia, in realtà si è dimostrata un cavallo di troia gigantesco.

Dietro le mascherine tricolore, affiliati della tartaruga con la freccia.

Casa Pound cerca di nuovo di insinuarsi nel malcontento di una fascia specifica di persone per strumentalizzare politicamente qualunque voce di piazza.

Accadde anche quando Salvini organizzò la manifestazione in Piazza del Popolo e riaccadrà, a detta degli esponenti di Casa Pound, nella manifestazione del 2 giugno organizzata da Lega e FdI. Ammesso che la facciano davvero.

La strumentalizzazione del malcontento è un intramontabile strumento di propaganda da tempi antichissimi.


(Non ultimi i pastori sardi ed il prezzo del latte…)

Pensare che alla tartaruga frecciata interessi davvero la causa di persone con Partite Iva ed esercenti senza avere un tornaconto personale sarebbe da ingenui.

Con il lockdown e la pandemia da coronavirus, tutti i governi hanno dovuto affrontare l’indebolimento democratico delle proprie nazioni. Qualunque restrizione delle libertà personali, qualunque esso sia il fine, è in antitesi nel rispetto dell’individualità e della libertà.

Non è affatto una bella posizione governare una nazione in questo periodo: qualunque azione promulgata genererà mal di pancia.

In Italia ci siamo lamentati moltissimo delle misure intraprese, ma anche in Svezia la popolazione non ha reagito bene all’assenza di lockdown. Che dire poi degli Ungheresi che nel bel mezzo della pandemia hanno assistito ai pieni poteri di Orban che ha pontificato leggi contro le persone Transessuali?

Pensate poi alla Cina, de facto uno stato totalitario, che ha letteralmente militarizzato città imponendo coprifuoco e uno stato d’assedio rigidissimo.

Immaginate adesso cosa sarebbe accaduto se in Italia avessimo avuto qualcuno a comandarci nel pieno di deliri di onnipotenza che quotidianamente banalizza qualunque informazione.

Immaginate che putiferio sarebbe stato.

Le ferite che il sistema paese ha da sanare non sono solo di stampo economico o sanitario. Una ferita profonda è stata lasciata proprio al concetto di democrazia. Bisognerà purificare con del buon disinfettante questa lesione traumatica della Repubblica per evitare che agenti patogeni fascistoidi inoculino il loro germe nel paese.

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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