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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in FASE 2 (Giorno 29)

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, con un Tweet, ha spazzato via 75 anni di storia!


Donald Trump, alle prese con i malumori intestini alla sua nazione dovuti all’assassinio dell’afroamericano George Floyd e alle manifestazioni spontanee in tutte le città, ha ben pensato di spostare nuovamente l’attenzione pubblica mondiale.

Nuovamente.

In prima battuta, ossia quando tutto il mondo ha assistito in diretta Facebook all’efferato omicidio perpetrato da dei poliziotti di Minneapolis, il Tycoon ha ritenuto opportuno occuparsi della libertà di parola sui social Network. Un pallido tentativo di malcelare un fatto orrendo.


Nelle ore successive, nella capitale del Minnesota, la gente è per le strade a protestare. Viene incendiato il distretto di polizia e molte altre città si uniscono a Minneapolis protestando contro l’accanimento delle istituzioni contro gli afroamericani. Trump allora decide di occuparsi di Hong Kong decretandone la fine dell’indipendenza. Mossa avventata dato che si è inimicato ulteriormente il governo di Xi Jinpin e, inconsapevolmente, ha portato alla rassegnazione il movimento degli Ombrelli nella loro protesta.

Accade poi che le manifestazioni dilagano in tutto il territorio degli Stati Uniti. Anche in Alaska e alle Hawaii la gente è in strada. Un ragazzo 19enne muore a Detroit. Gli scontri con la polizia si susseguono da Houston a Boston, da Portland a San Francisco. Vengono fatti sparare gas lacrimogeni sulla folla. La situazione è oggettivamente fuori controllo. I manifestanti di New York si radunano tutti sotto la Trump Tower. A Philadelphia la popolazione si ribella copiosamente alla polizia.

Avrei preferito segnalare che Donald Trump dopo anche questa giornata avesse deciso di pubblicare la ricetta della crostata di arance o del famoso tacchino ripieno.

Invece ha calpestato milioni di persone e la riconoscenza dei paesi alleati con un solo Tweet.

Trump ha inserito il Movimento Antifascista tra le organizzazioni terroristiche.

Avete capito bene: gli Antifascisti sono nemici pubblici degli Stati Uniti d’America!

Negli anni il collettivo internazionale ANTIFAscista è stato un faro per le democrazie. Sicuramente non hanno utilizzato mezze misure contro la propaganda di estrema destra: ma chi di voi si auspicherebbe la resurrezione dei regimi di destra?

Questa mossa mediatica ha abbattuto, finalmente, la maschera di questo dittatore che sta guidando la maggior potenza Mondiale.


Probabilmente Trump non è consapevole che se gli Stati Uniti sono diventati gli Stati Uniti lo devono proprio al movimento antifascista che 75 anni fa ha permesso di disintegrare i Regimi Fascisti europei.

Io sono nipote di una bellissima generazione di Abruzzesi. Sono cresciuto tra i racconti e le manifestazioni della Brigata Majella. Giovanissimi partigiani che aiutarono notevolmente gli angloamericani ha sfondare la linea Gustav. Gli apripista della riconquista democratica della Nostra Nazione.

Senza l’antifascismo col cavolo che gli alleati avrebbero potuto vincere la Seconda Guerra Mondiale!

Mettendo all’indice l’Antifascismo Trump ed il suo Staff hanno commesso il madornale errore sillogistico: solo un fascista può considerare terroristi gli Antifascisti!

A dire il vero questa presa di posizione Trump l’ha sempre sostenuta ma , mai, evidentemente dichiarata, per vantaggio politico con i Paesi della NATO.

Steve Bennon, consigliere personale del tycoon e fondatore di The Movement, una organizzazione di estrema destra ultra cattolica xenofoba con sede a Bruxelles, di cui Lega e FdI fanno parte, ha sempre ritenuto il movimento Antifascista un pericolo per la propaganda conservatrice. Negli anni ha scientemente fatto in modo che Donald Trump, durante la sua campagna elettorale, facesse in modo di inquadrare il movimento ANTIFA come una organizzazione ben precisa alla stregua dell’Isis o di Al qaeda, sorvolando sulla trasversalità e l’intersezionalità che questo movimento negli ultimi anni ha avuto. Addirittura su Wikipedia la definizione del Movimento Antifascista, il collettivo, appare molto di parte e segnalata più volte come controversa.

Gli antifascisti sono ovunque nel mondo, e sono convinto che difenderebbero la libertà proprio come hanno fatto 75 anni fa i nostri partigiani.

Trump, evidentemente, ha fatto i conti senza l’oste.

Ieri si sarebbe dovuto svolgere il G7. Frau Merkel ha dato buca senza preavviso.

Nessun paese Europeo che si rispetti può rimanere indifferente alla messa all’Indice del Movimento Antifascista negli USA. Qualunque nazione della Nato andrebbe contro i valori Costituzionali e non rispetterebbe la memoria e la morte di milioni di persone cadute sotto il dominio del Fascismo e del Nazismo.

In questo momento il pericolo di una deriva totalitaria che arriva dall’altro lato dell’Atlantico è concreta.

Il fascismo si è sempre insinuato qualora la fragilità economica dilagasse.

Col Coronavirus abbiamo imparato a comprendere che saremo tutti più poveri. Nessuno avrà le tasche gonfie. Facciamo in modo di non compensare questa mancanza con l’annebbiamento ideologico e la prova muscolare a cui, il Presidente Trump, sta sottoponendo il mondo intero.

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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