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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in FASE 2 (Giorno 7)

Viva la Mamma!


Oggi, in Fase 2 festeggiamo questa creatura mitologica italiana: La MAMMA!

Anche se, a dire il vero, oggi è la Festa di tutte le Mamme. Al plurale è più corretto, inclusivo e soprattutto, è sempre meglio festeggiare una moltitudine che una singola cosa.

Il peso culturale della “mamma”, in Italia, però stenta ad evolversi.

La pandemia da coronavirus ha fatto emergere palesemente quanto sia ancora vetusto e poco aggiornato questo ruolo sociale.

Ed è un ruolo: ribadiamolo! Non è una condizione imprescindibile dalla singola persona.

Le donne madri, anche con totale abnegazione alla crescita della prole, non devono assolutamente dimenticarsi di sé stesse. Per evitare una esistenza ad appannaggio “mammone” bisogna dividerlo equamente con almeno un’altra figura genitoriale.

La tradizione che vuole perorare la condizione di fattrice delle cittadine italiane cozza assolutamente con quello che la società è diventata.

Sicuramente le mamme italiane in lockdown hanno percepito lo stridere del sistema paese con la genitorialità.

Torniamo sempre alla problematica calda di questi giorni: le scuole chiuse.

In Fase 2 milioni di donne lavoratrici hanno ripreso la loro attività. Il 18 maggio o il 1 giugno, auspicabilmente, tutte torneranno nel loro posto di lavoro.

Ma i cocchi di mamma a chi li lasciamo?


I Nonni sono a rischio contagio. Nulla da fare.

Zii e Zie saranno anche loro irreperibili.

Baby sitter? Neanche per sogno. Bisognerebbe “tamponarle” a giorni alterni.

I Papà? Magari anche loro…ma non sarà possibile perché anche essi sono tornati a lavoro.

Allora cosa accadrà?

Con molta probabilità saranno le Mamme a sacrificare la loro realizzazione professionale. Nel 2020 il divario salariale è ancora una piaga nel nostro paese. Quindi se per accudire i bimbi bisogna, per forza di cose, che qualcuno si metta in aspettativa o abbandoni il lavoro, questo accadrà proprio alle donne!

Festeggeranno quelli del Congresso delle Famiglie, Adinolfi e tutti quei relitti ideologici filo inquisitori: “Il ruolo della donna è fare figli!” Gongoleranno sapendo che si tornerà ad una situazione anni ’50. Mogliettine serve alla mercé dei fanciulli. L’iconografia sessista prenderà di nuovo piede.

Risorgeranno i Capifamiglia. Il rinascimento della famiglia tradizionale.

Mi chiedo, da uomo, fino a quando le donne tollereranno questa continua vessazione sociale?

È possibile che si incazzino ancora in poche?

È possibile che, tra quelle che si incazzano, ciclicamente vengano additate come poco di buono?

È già accaduta una cosa simile nella storia. O meglio è già accaduto che qualcuno in passato liberasse la creatività immaginando una rivolta femminile per piegare le scelte e le volontà dei maschi.

Nel 411 A.C: (duemilaquattrocentotrentuno anni fa!) Aristofane portò in scena ad Atene una commedia che potrebbe, ancora oggi, insegnare molto a uomini e soprattutto alle donne: Lisistrata.

La Trama di questa commedia è molto lineare, pungente ed è assolutamente satirica. Satira intesa come speculazione divertente sulla politica. La protagonista, Lisistrata, donna ateniese, convoca numerose donne di Atene e altre città, tra cui la spartana Lampitò, per discutere un importante problema. A causa della guerra del Peloponneso, infatti, gli uomini delle poleis greche sono perennemente impegnati nell’esercito e non hanno più il tempo di stare con le loro famiglie. Lisistrata propone allora alle altre donne di fare uno sciopero del sesso: finché gli uomini non firmeranno la pace, esse si rifiuteranno di avere rapporti sessuali con loro. Dopo un momento di sbigottimento e di rifiuto, le donne si dicono favorevoli al piano e fanno un giuramento. A quel punto, le donne occupano l’acropoli ateniese, allo scopo di privare gli uomini dei mezzi finanziari per proseguire la guerra.

Vi immaginate cosa accadrebbe in Italia se le donne si mettessero in sciopero come Lisistrata e le altre?

Un lockdown sessuale di tutte le donne permetterebbe di cambiare il corso delle cose volendo.

Comunque: Viva le Mamme che hanno scelto di essere Mamme.

Biologiche. Adottive. Congiunte. Single. Con Compagna. Con Moglie. Viva le mamme tutte!

Io sono fiducioso e penso, come ci ripeteva nostra madre da piccoli a me e i mie fratelli: “Il futuro è femmina, quindi voi pisellini imparate ad abbassare la cresta!”

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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