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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in FASE 2 (Giorno 8)

Dopo tanto tempo la discussione nazionale non ha più al centro la pandemia da coronavirus.


Assistiamo, nostro malgrado, alle orrende polemiche che ha scatenato la liberazione della cooperante internazionale Silvia Romano.

Ma attenzione, le “armi” di distrazione di massa e i leoni da tastiera non hanno ritenuto indispensabile entrare nella notizia, ma commentare in malo modo solo un evidente dettaglio che in nazioni civili non avrebbe assolutamente fatto scalpore.

Non fa notizia comprendere quali siano i rapporti tra i servizi segreti italiani e quelli turchi che hanno reso possibile la liberazione di Silvia Romano. Tutti gli stati della Comunità Europea fino all’altro ieri avevano palesi difficoltà di cooperazione con il governo di Erdogan. Questa intesa di intelligences italo-turca rappresenta una novità assoluta e quasi una anomalia per le cancellerie di tutto il mondo.

Ovviamente agli italioti non interessa.

Non fa notizia comprendere per quale motivazione, nuovamente, bande armate somale attacchino di nuovo italiani. Nessuno si sta rendendo conto di quanto, nella storia recente, le bande armate del Corno d’Africa , ex colonia italiana, in maniera seriale attentino contro il nostro stato. Non fa notizia il fatto che questi terroristi stranieri siano riusciti a compiere il proprio crimine in un’altra nazione. Hanno rapito una cittadina italiana. Ricordo a tutti che chi osò cercare di comprendere le relazioni tra Repubblica Italiana e la Repubblica Federale di Somalia fu barbaramente ucciso: Ilaria Alpi e Miran Hrovatin del TG3. A nessuno, in Italia, è dato sapere quali relazioni economiche ci siano. Nel 2018 un reporter coreano denunciò un traffico illecito di rifiuti e sostanze radioattive provenienti dall’Italia sulle coste somale. I porti sono controllati dai terroristi-pirati di Al-Shababi, gli stessi che hanno rapito la cooperante milanese. È notizia certa che la criminalità organizzata italiana ha un business sulle immondizie di tutta Europa ( la terra dei Fuochi ne è l’esempio più palese). E se la criminalità organizzata avesse esteso un suo tentacolo con l’organizzazione terroristica Al-Shababi? Se ci fosse stata una crisi tra le due Società a delinquere e Silvia Romano non è altro che una Elena di Troia qualunque?

Ovviamente agli italioti non interessa.

Interessa invece commentare una scelta personale di Silvia Romano. Abbiamo assistito tutti al suo atterraggio. La Romano scende le scale dell’aereo vestita alla maniera somala. Dice che sta bene: fisicamente e psicologicamente. L’abbraccio profondo con la madre e la famiglia passa in secondo piano.

È diventata musulmana: questo è quello che conta e che fa abbaiare gli analfabeti funzionali sui social.

In meno di 24 ore i titolacci de il Giornale e Libero non hanno lesinato apostrofare la Romano come una che è diventata “il nemico”.

Agghiaccianti sono le varie reazioni che gli incontenibili haters sovranisti laureati nell’Università di Facebook hanno vomitato ovunque.

Non voglio assolutamente riportare alcuna di queste aberranti affermazioni e spero che qualcuno prenda provvedimenti contro chi semina odio.


Però vorrei concentrarmi proprio su queste persone.

Meno di una settimana fa gridavano assieme alla CEI che il governo non rispettasse assolutamente il diritto costituzionale della Libertà di Culto.

Mi chiedo se queste persone abbiano ben presente cosa sia la Libertà di Culto in Italia. Mi chiedo se credano che in Italia ci siano solo cattolici. Mi chiedo perché si voglia entrare nel merito di una scelta personalissima. Mi chiedo secondo quale dottrina cristiana sia possibile scagliarsi con tanta acredine contro una ragazza che volontariamente aveva deciso di andare ad aiutare dei bambini in un orfanotrofio in Kenia. E poi addirittura è stata rapita per 18 mesi.

Immagino che tutta questa polemica e i rutti ideologici di questi odiatori seriali da tastiera vadano ad ingrassare chi del populismo ne ha fatto carriera e abbonamento perpetuo agli scranni parlamentari.

Non basta indignarsi contro chi minaccia e offende, anche via web: non c’è assolutamente margine per un dibattito costruttivo.

Servirebbe una legge. Complicatissima da realizzare: sarebbe come arginare il mare con uno scoglio. Dobbiamo auspicarci lo sdoganamento della psicoterapia come cura a queste tendenze violente che ormai sono diventate costume nazionale.

Rimango convinto di quello che diceva Leonardo Sciascia: “Ogni forma di Fascismo si realizza attraverso la collera degli imbecilli!”

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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