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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena. -Giorno 1-

Ph. Orlando Innaurato

A meno di ventiquattro ore dal’inizio della “quarantena preventiva” della regione Lombardia, colgo l’occasione per raccontarvi come si vive all’interno di una psicosi collettiva che ha dinamiche del tutto inaspettate e spettacolari.


Oggi non sono potuto andare a lavoro a causa della direttiva del Governatore della regione Attilio Fontana: tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse.

Ho deciso di andare a fare un po’ di spesa.

Sciagurato me….

Per trovare parcheggio ho dovuto fare una coda che procedeva a passo d’uomo, manco fosse la processione del Venerdì Santo a Chieti. Accanto alla mia macchina passano due distinte signore munite di immancabile mascherina e di una sobria mise estiva leopardata che lasciava percepire agrumata epidermide e pantagruelici solchi cammellati. Una gridava all’altra “Amma accattà l’acqua… non sia mai staccano l’acqua!” con tipico accento brianzolo- vesuviano. Perplesso continuo la coda e, con l’ingenuità del cerbiatto Bambi, finalmente entro nel negozio.

Non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione del genere. Ho deciso di osservare con discrezione quanto stava accadendo.

L’ansia era palpabile come i grandi glutei sobbalzanti di Elettra Lamborghini nel video Pem Pem. Un’atmosfera da pre-guerra atomica circonfondeva gli acquirenti.

Orde di anziane a caccia dell’ultima melanzana. Una signora con la pelliccia reclamava a gran voce, da dietro la mascherina, l’appropiazione dell’ortaggio nei confronti di una signora sudamericana. Manco fosse stato il santo Graal in Indiana Jones.

Ottuagenari arzilli si fiondavano sugli scompartimenti dei legumi. I banchi frigo presi di mira e svuotati. Anche le tristissime coppe Malù e la sottomarca delle sottilette erano sparite. Che dire poi della pasta. Non v’era una penna, uno spaghetto o una mezza manica.

Nella follia generale mi sono ricordato una delle cose fondamentali che dovevo comprare: il sale.

Banalmente avevo ultimato il sale in casa.

Ecco, qui ho capito materialmente quanto sia grave quello che sta accadendo in Lombardia. Il sale era stato preso d’assalto. Neanche un granello. Sparito. Sparito anche quello rosa dell’Himalaya e quello nero a sette euro.


Robe da pazzi.

In meno di 24 ore i negozi svuotati. In quel tumulto ove gli ultimi articoli di famigerato scarso interesse commerciale venivano depredati è accadudo un fattaccio. Un cliente dai tratti somatici asiatici è entrato nel negozio. Senza mascherina! Un mormorio fragoroso inizia a spandersi tra il banco salumi e la panetteria. Poi un silenzio gelido…

In meno di due secondi le sciure si dirigono verso le casse.

Le cassiere con terrore assistono a quella cavalcata di valchirie grige prese dal panico.

Il negozio inizia a svuotarsi ed io finalmente riesco a fare la spesa.

Questo è quanto mi è accaduto questa mattina.

Credo fortemente che la situazione abbia preso una piega a dir poco catastrofica dove, di catastrofi, non ce ne sono. In queste ore di martellanti preoccupazioni mediatiche ho scoperto quanto segue:

la mortalità a causa del coronavirus è molto bassa: solo lo 0,2% dei contagiati muore. Insomma è più facile morire a causa di un attacco di ippopotami che di questo virus.

Bisogna lavarsi le mani. Come se fino all’altro ieri fosse scosigliato….

Areare i locali prima di soggiornarvi. Lo sapevamo almeno dagli anni ’80.

Non frequantare luoghi affollati. Finalmente una regola decente per noi agorafobici.

In caso di sintomi quali tosse, bronchite, raffreddore e febbre chiamare il 1500 e NON recarsi al pronto soccorso. Non è detto che siate stati colpiti dal Coronavirus, ma se così fosse sarebbe auspicabile che non contagiate nessun altro ivi compreso il portantino della misericordia che potrebbe essere mio cugino…

Evitare di soggiornare in Cina, a Casalpusterlengo e Codogno. Ammetto che ho sempre voluto percorrere la Grande Muraglia, viaggio rinviabile, ma mi chiedo: perché mai dovrei andare nella bassa lodigiana a febbraio?

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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