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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena. – Giorno 10 –

Ph. Orlando Innaurato

Oggi è il decimo giorno di quarantena.


Seduto comodo sulla poltrona mi godo i libri che ho accumulato negli ultimi mesi. Questa strana parentesi muterà indelebilmente il corso delle cose. Non guardo la TV per non influenzarmi ulteriormente. Ho deciso di farmi un giro sul web per connettermi col mondo.

Le bizzarrie che ci fascoprire internet quotidianamente sono talmente tante che, in una situazione come questa, rendono ulteriormente surreale e goffa ogni singola riflessione.

Ho deciso di catalogare le più assurde decisioni prese dai singoli stati nei confronti del Bel Paese, ma anche le “simpaticherie” riservateci da qualche bontempone straniero.

Ecco a voi la classifica delle cose più assurde accadute all’Italia e agli italiani nell’epoca del coronavirus in giro per il mondo.

La Grecia e il Parmigiano.

La penisola ellenica avrebbe richiesto ai consorsi di granapadano e parmigiano-reggiano una certificazione “coronavirus-free” sulle partite di formaggi in arrivo negli scali mercantili greci.

Bhè certo, la scorsa settimana mi è capitato di aprire il frigorifero e sentire i colpi di tosse secca della forma di grana.

Ei Granino, come butta?” gli chiesi.

Avrei bisogno di uno sciroppo” mi disse il malconcio pezzo di cacio dallo scompartimento.

Se vuoi ho dell’aceto di Modena… una mano santa!

Presi il formaggio e me lo sbocconcellai alla faccia della Feta.

Il Coronavirus si trasmette da animale a uomo o da essere umano ad essere umano. La conditio sine qua non per ammalarsi è avere i polmoni. Greci state tranquilli e mangiatevi grana e parmigiano tutto d’un fiato: non vi farà male!


Grana ed Aceto Balsamico

Il Turkmenistan si è blindato. Nessuno può entrare soprattutto se Italiano.

Il Molise dell’Asia Centrale doveva dire qualcosa. Non poteva rimanere relegato nell’oblio.

Il governo di Aşgabat , ecco: ora sapete anche come si chiama la capitale, è stato uno dei primi ad embargare l’Italia.

Apprendiamo inoltre che le Autorità Sanitarie Turkmene hanno dato il via alla sanificazione dell’intero stato con un metodo infallibile: stanno incendiando tutte le piante d’acacia erioloba. Il Presidente Turkmeno Gurbaguly Berdymukhammedov ha ammesso, in conferenza stampa, che questo rimedio naturale e tradizionale di esalare nell’aria i fumi dell’acacia, salverà il Turkmenistan dal coronavirus, dal Leviatano , dall’Apocalisse Giudaico-Cristiana e dalla brunetta dei Ricchi e Poveri.

Attualmente non esiste ancora un vaccino contro il coronavirus. L’OMS consiglia vivamente, come profilassi, di lavarsi accuratamente le mani e di tossire nei gomiti.

Acacia Erioloba nel deserto turkmeno.

Nuova Zelanda: una maestra abolisce il corsivo.

In una scuola elementare di Orari, a sud di Christchurch, una mia ex collega maestra mi riferisce che una sua collega, venerdì scorso, sia entrata in classe chiedendo agli alunni di non scrivere più in corsivo perché poteva essere causa del contagio del Covid-19.

I bambini basiti hanno eseguito l’ordine non capendo il nesso.

Probabilmente anche voi vi chiederete che nesso ci sia…. provate a tradurre “corsivo” in “inglese”…. clicca qui!

La mia ex collega mi ha inoltre riferito che alla Maestra sono stati dati due giorni di ferie, spiegandole che non esiste alcun nesso tra grafema e virus e tra grafema e l’Italia.

il corsivo

Francia: servono “pizza coronavirus” in un programma TV.

Ammetto che l’umorismo francese sia, come dire, comprensibile solo dai francesi. Questa volta però non ha fatto ridere neanche i francesi stessi. Nella trasmissione satirica “Groland Le Zapoi” per circa venti secondi si vede un pizzaiolo che elenca gli ingredienti di questa nuova pizza: pomodoro, mozzarella, olive, basilico, conclude l’operazione aggiungendo il nuovo ingrediente starnutendoci sopra.

L’incauta trasmissione di Canal+ non ha valutato la cosa. Dovete sapere che la Francia è il primo consumatore al mondo di pizza. Molti telespettatori francesi hanno mandato mail di protesta per l’infausto teatrino facendo in modo che il canale cancellasse dai palinsesti il siparietto.

Poi è arrivato Di Maio a lamentarsi.

Lettonia: niente licenza per gli italiani.

Da Riga i nostri 166 connazionali non possono tornare in via precauzionale. La notizia di per sé non ha nulla di eclatante se non fosse che i 166 italiani in Lettonia sono militari

Chi di voi sapeva che l’esercito italiano è coinvolto in una operazione internazionale sul confine russo chiamato Baltic Guardian?

Non solo loro, ma anche tutti gli altri commilitoni in altre operazioni internazionali possono né andare né tornare. Clicca qui per approfondire.

E menomale che ripudiavamo la guerra!

Riga

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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