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Oscar Innaurato e l'ipocondria

Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena -Giorno 28-

Ventottesimo giorno di quarantena.


La palude.

Per prender sonno ci son volute quasi due ore. Due “Vite al limite” del Dottor Nowzaradan e un mantra continuo “Io devo dormire, io devo dormire, io devo dormire”

Non aver alcuna occupazione aggiuntiva, inoltre, ha provocato dentro di me un’inquietudine ipocondriaca che mai ho provato.

Ma cominciamo per gradi.

Ieri sera attendevo il nuovo decreto di Giuseppe Conte alle 22.30. La trepidante attesa di qualche buona nuova. I minuti scorrono e l’ansia sale.

Poi la diretta.

Apprezzo molto la dialettica del Premier anche se è distante dalle mie vedute politiche. Il suo distacco istituzionale è oggettivamente autorevole. Poi però, come al solito, i suoi discorsi sono come i trailer dei film. Praticamente lancia i temi ma non descrive a fondo le cose essenziali. Ha detto che le attività non necessarie e non indispensabili, anche quelle industriali, devono chiudere. Gli alimentari rimarranno aperti. Anche i trasporti. L’ansia sale. Significa che il tanto desiderato picco epidemiologico non è ancora stato raggiunto.


Giro lo sguardo. Mi guardo allo specchio. Ho la bocca aperta.

Sbigottito e non sazio di informazioni inizio a chattare con la mia grande amica e guru molfettese: Annarita.

In parallelo sta vivendo le mie stesse ansie. Le preoccupazioni sono medesime. Paura per i cari, per gli affetti e la caldaia che potrebbe rompersi. In tutto ciò il meteo ha annunciato una perturbazione artica. Annarita inoltre mi comunica che ha paura del giudizio del suo gatto. Beata lei che ha Ninconanco al suo fianco.

Decidiamo che è meglio scambiarci meme e battute per sdrammatizzare.


Meglio così!

Ad inaugurare questa ennesima domenica di reclusione è stato uno starnuto.

L’angoscia di essermi “incoronato” mi confonde la mente. Girandomi nel cuscino inizio a visualizzare dottori cubani che mi visitano. Infermiere cinesi che mi vogliono costringere a fare dei clisteri. Appare il dottor Nowzaradan che mi dice con tono imperioso: “Ti sei sfondato durante la quarantena… non potremmo sottoporti all’intervento di bypass gastrico!”

Sudo. Mi contorco e starnutisco.

Voglio un termometro. Non lo trovo. Mi rigiro sul cuscino.

Suona la sveglia.

Mi alzo ed apro le finestre.

Il mandorlo è in fiore.

Maledetta allergia.

Maledetta Primavera!

Tutto il resto è antistaminico.

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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