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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena. -Giorno 3-

Ph. Orlando Innaurato

Oggi mi sono concesso un giro dove non ero mai stato: Piazza Affari. In quella piazza, oltre che la Borsa, c’è anche una delle più conturbanti statue contemporanee: L.O.V.E. di Maurizio Cattelan.


Uno degli effetti catastrofici di questa “pseudo-pandemia” è proprio sul settore finanziario.

Sede della Borsa Italiana. In primo piano l’opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan.

Con mia grande sorpresa, però, ho notato che il centro di Milano è quasi del tutto vuoto. Personalmente credo di non aver mai visto Milano di mattina così tranquilla. Da «città che sale» a «città che scende» è un attimo.

Giunto a Piazza Affari, dove ha sede la Borsa Italiana, mi rendo conto che a parte gli uscieri e qualche netturbino con la mascherina che ha sempre portato, praticamente non c’è nessuno.

Un usciere simpaticone di nome Alfredo mi fa sapere che molti stanno lavorando da casa e che quindi il tumulto quotidiano della Borsa si è trasformato in ecumenico silenzio di uno dei palazzi più importanti d’Italia.

Sempre Alfredo mi fa sapere che le cose stanno andando malissimo e con la calma socratica mi spiega che ogni qualvolta accade qualcosa, che sia un terremoto a largo delle isole Cocos o la visione in pubblico del capezzolo sinistro di Angela Merkel, la borsa tracolla.


Forse dovrebbero scriverci un trattato di psicologia sulle ansie degli investitori. Sembra quasi uno di quei video-game on-line in role-play, dove gli avatar dei giocatori si fiondano su tesori o accorrono numerosi ad ammazzare il drago di turno.[che frase super-nerd ho scritto! Ndr]

Insomma le tendenze borsistiche hanno le stesse dinamiche delle greggi di pecore declamate da Gabriele D’Annunzio in “Settembre”.

Dovremmo analizzare al meglio i dati in negativo delle borse mondiali. Stanno cadendo tutte… inesorabilmente. In 3 giorni Milano ha perso 6 punti sui guadagni. Inomma ci stiamo impoverendo. Le perdite ad ora non sono tangibili ma ben presto i prezzi lieviteranno, mi fa sapere Alfredo.

Mi dirigo in piazza Duomo dove i piccioni sono diventati gli unici frequentatori del luogo. Non hanno nemmeno un mozzicone da mangiucchiare. In edicola compro il Sole 24 ore e leggo in un trafiletto sull’allarme di Moody’s (l’agenzia di rating che osserva gli andamenti del mercato):

Se il coronavirus dovesse tramutarsi in una pandemia globale, sarebbe «Recessione Globale», le probabilità che ciò accada sono verosimilmente alte e aumentano con il crescere dei contagi in Italia e Sud Corea. Secondo il report odierno l’economia globale rallenterà di 0,4 punti fino al 2,4% nel 2020”.

Che tradotto in Italiano potabile è: “Se non si arresta il coronavirus diminuiranno posti di lavoro e stipendi. Sarete tutti più poveri e l’amuchina a 100€ sarà la norma”.

E sarebbe il primo crack economico Globale che coinvolgerebbe da Pechino a Città del Capo, da Bitonto a Rio de Janeiro, da Milano fino a Bankok, passando per Londra: un tormentone estivo che ammutolirebbe tutti, ivi compreso Giusy Ferreri e Baby K. L’umanità non ha mai vissuto una roba del genere, neanche quando la siccità spinse gli Unni, capeggiati da Attila, verso la florida Europa. Forse dovremmo chiedere supporto psicologico agli Argentini dato che a cicli alterni vanno in bancarotta.

Oggi non mi sento molto sardonico nell’apprendere questo.

Chiamo mia madre per sentire come stà:

“Wué, milanese! Che combini?”

“Tutto ok. Giro per Milano!”

“Io sto facendo la cicerchiata! Non avevo mai notato che la forma classica che facciamo della cicerchiata assomiglia un po’ al coronavirus….La fanno a Milano la cicerchiata?”

“No, ovviamente non la fanno…. sono stato in Borsa, a Piazza Affari: lo sai che l’economia sta crollando?”

“Crolla sempre l’economia, ma poi si rialza. Mal che va, se diventi disoccupato puoi tornare qui in Abruzzo: una zappa lucida inaugurerà la tua stagione di vita bucolica. Puoi sempre fare l’intellettuale delle pataNe: sono convinta che saresti il primo e ti riuscirebbe benissimo!”

“Grazie Mamma!” ridiamo.

“Senti , ma via posta posso spedirti la cicerchiata?”

“Mamma ti ringrazio, facciamo che sono a dieta!”

“La tua ultima affermazione è credibile come la verginità di Cicciolina. Oscar:mangia che ti sciupi! Che se poi arriva la «Recessione Globale» non mangerai più nulla…”

La Cicerchiata Abruzzese: dolce tipico del Carnevale

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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