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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena -Giorno 30-

Trentesimo giorno dalle restrizioni.


È passato un mese. Un mese intero per il sottoscritto e gli abitanti della Lombardia.

Sembra ieri che il delirio causato da questo invisibile nemico sia cominciato. Un mese intero in casa, distante da amici ed affetti e da qualunque pratica di libertà.

Nessuno ci darà indietro Marzo 2020.


Ho ricevuto diversi messaggi da alcuni lettori per chiedere il mio parere su questo o quell’argomento. Sta accadendo quotidianamente, ma spesso non sono in grado di poter rispondere: non sono un virologo, né un dottore, né tantomeno uno psicoterapeuta. Rispondo sempre in maniera garbata e cerco ostinatamente di suggerire canali corretti ed autorevoli alle mille domande che mi arrivano.

Oggi tutti i consigli convergevano sulle notizie pubblicate da siti internet che titolavano a caratteri cubitali che Polonia e Repubblica Ceca hanno bloccato l’ingresso di mascherine in Italia. Sempre sugli stessi siti si mostravano i percorsi di alcuni aerei dei russi che, pare, non abbiano ricevuto concessioni e permessi per sorvolare la Comunità Europea. È bastato pochissimo per capire che quelle erano totali illazioni e notizie tendenziose. Praticamente erano vere come il fatto che io abbia un fluente caschetto nero anni ’60!

Esiste un sito internet, bufale.net , che, da quando è stato aperto, controlla chirurgicamente le notizie di questo sottobosco dell’informazione.

Comunque volevo esortarvi e rendervi autonomi nel comprendere se una notizia sia falsa o meno.

Innanzitutto controllate chi sia l’autore del pezzo. Dubitate se il sedicente informatore utilizzi un nick name. In Italia, per quanto talvolta sia difficile crederlo, è una nazione in cui il diritto di informare è ancora garantito. L’Italia non è la Corea del Nord e quindi non v’è ragione alcuna per creare uno pseudonimo per divulgare informazioni corrette.

Tendenzialmente, se un articolo è vero, riporta fonti, nomi e cognomi di chi è coinvolto nei fatti.

Attenetevi alla regola delle 5 w: Chi? Cosa? Come? Dove? E Perchè?

Se l’articolo non risponde a solo una delle domande è lecito ammettere che l’informazione sia manchevole, non approfondita e formalmente falsa.

Spesso vengono riportati studi di ricerca da parte di Università dal nome altisonante: controllate se esse esistano e se sia stato pubblicato realmente uno studio. Potrei cintare anche io L’Università di Bundeberg in Queensland, la Trinity University del Massacciusetz (scritto proprio così) o il Centro di Ricerca Filosofica “Domenica Meladai” di Ruginello in Brianza: esistono solo nella mente dell’autore del pezzo…


Cercate sempre di vedere anche chi abbia scattato la foto e quando. Se trascinate sulla barra di un motore di ricerca qualunque una immagine riuscite a capire se la stessa è stata scattata entro le 24 ore o se è una immagine di repertorio.

È cosa buona e giusta, inoltre , capire se la presunta testata interagisca con i propri lettori. Andate sulle loro pagine social ed osservate con quanta frequenza rispondono agli utenti.

Altra strategia che potete usare è copiare le prime due frasi dell’articolo ed incollarle su un motore di ricerca. Spesso le pseudo notizie sono un “copia- incolla” di articoli di altre testate , magari anche autorevoli, e nel tritacarne complottista vengono rimaneggiate ad hoc per scatenare il panico, reazioni rabbiose.

Anche blmagazine è stata spesso copiata e rimaneggiata da diversi siti internet o da pagine facebook. Fortunatamente noi in redazione abbiamo il braccio armato della legge: la nostra avvocatessa e condirettrice Sara Astorino spesso e volentieri deve intervenire per interrompere la divulgazione delle mezze verità di questi loschi figuri.

Questo periodo storico emergenziale sta mettendo alla prova ognuno di noi, le nostre famiglie, le nostre comunità e la nostra nazione. Questo è l’humus preferito dei seminatori di zizzania che per un motivo o per un altro cercano di adescare ed innescare il processo di rabbia della popolazione.

Credo che dietro tutto questo possa esserci un oscuro macchinatore unico e, senza complottismi, si arricchisce con i click su questi innumerevoli siti o blog.

Bisogna stare attenti e soprattutto ricordarci di appartenere ad uno Stato di Diritto che non può essere messo a soqquadro da vili e millantatori.

Concludo dedicando il periodo ai miei alunni di prima elementare: finalmente sono riuscito ad utilizzare l’unica parola italiana che contiene due Q.

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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