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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena -Giorno 44-

Quarantaquattresimo giorno di quarantena.


La Confusione.

Oggi ho ripreso il mio tandem linguistico italo cinese. Spiegare ad un asiatico il gruppo fonetico “GLI” mi ha riportato alla memoria le burle che facevo ad una mia passata amante partenopea incapace di pronunciarlo. La merce di scambio linguistica odierna, da entrambi i lati, strisciava su una lama di difficoltà reciproche. Oggi ho appreso che dicendo “SU” in cinese praticamente può significare albero, zio, topo e libro. Solo degli impercettibili effimeri cambiamenti glottologici di cui, a fine lezione, non ho percepito assoluta differenza, ne cambiano il significato.

La confusione mi assale… e non sono l’unico a quanto pare….

Ammetto di essere stato negli anni incapace di seguire appassionatamente gli andamenti social e la neo vox populi virtuale che ha stratificato miliardi di terabyte nei server di tutto il mondo. Ammetto, mio malgrado, di aver sempre prediletto la vita all’aria aperta, i bar, le belle chiacchierate in piazza non sapendo esattamente cosa fosse una “Storia” su instagram e quale sproporzione avesse un commento di un post o uno status su twitter. Un uomo di Terra. Ora con la necessaria reclusione da contagio, inevitabilmente, anche io ho polarizzato le mie attenzioni al mondo esterno utilizzando i social network e ampliando di tanto il tempo la mia posizione di fruizione catodica.

Comprendo che l’esigenza di interagire col mondo sia di primissima necessità in quanto siamo tutti animali sociali. Non comprendo assolutamente per quale ingrata motivazione le persone, spesso e senza cognizione di causa, diventino ignari veicoli di confusione sociale.

E non è un problema della sola base!

Ieri, ad esempio, il Premier Conte, illustrando le ultime direttive ed augurando buona pasqua a tutti gli italiani, ha commesso un errore clamoroso. Tentando di fare una esegesi sincretica sulla parola “Pasqua” ha detto che “ significa passaggio” ed ha continuato “ come il passaggio dalla schiavitù all’Egitto”.

Personalmente sono rimasto basito per non aver afferrato il riferimento a Mosè e all’Esodo Biblico. Poi, riflettendoci, quando un politico italiano parla di Egitto notoriamente si confonde.

Si confuse Berlusconi scambiando Ruby Rubacuori per la nipote di Mubarak, l’allora primo ministro egiziano.

Si confusero gli ultimi tre governi nel chiedere all’Egitto di collaborare per dare degna giustizia all’assasinio di Giulio Regeni.

Si è confuso l’attuale Ministro degli Esteri Luigi di Maio nel richiedere la scarcerazione di Zaky, lo studente bolognese messo in carcere in Egitto.


Insomma, come un’antichissima maledizione faraonica, se un politico italiano nomina l’Egitto va in confusione.

E non è da meno anche la sfera intellettuale italiana.

Michela Murgia, dio solo sa quanto sia grato di averla conosciuta e di leggere continuamente i suoi libri, ieri si è confusa , forse dolosamente, nel mettere a paragone Mozart e Da Ponte con Battiato. Andando a risentire lo streaming, in quel contesto specifico, l’affermazione di Murgia “Battiato scrive solo minchiate” ha sicuramente senso se il cantautore siciliano lo si paragona a due mostri sacri dell’opera. Anche lo stesso Battiato ammetterebbe i propri limiti confrontandosi con compositore e librettista settecenteschi. L’errore di Murgia, che forse avrebbe dovuto calcolare, è che avendo un seguito grandioso e un ancor più grandioso stuolo di oppositori, la sua affermazione avrebbe sicuramente scatenato proteste. Ma forse è stata voluta come cosa…. o forse no. Sta di fatto che in molti non hanno gradito l’affermazione di Murgia. Mi chiedo: quanti dei suoi detrattori, invece, sapevano chi fosse Da Ponte? Ora, forse moltissimi.

Credo e spero che l’operazione di Murgia sia stata molto simile a quella che applicò il mio compianto docente di drammaturgia Paolo Villaggio che ad un suo personaggio iconico, il ragionier Ugo Fantozzi, fece urlare: “Per me La Corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca!” per rendere quel gioiello della prima cinematografia mondiale, nonché suo film preferito, nazionalpopolare!

In effetti le bacheche degli utenti erano piene di musichetta pop: Dua Lipa, Baby K et similia fino all’altro ieri. Ora vedo, splendenti, migliaia di condivisioni di brani di Franco Battiato.

Per quanto possa sorprenderci la confusione ed ostacolare i nostri pensieri dobbiamo ricordarci che “tutto l’universo obbedisce all’amore”….

Battiato we love you!

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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