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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena -Giorno 46-

Quarantaseiesimo giorno di quarantena


Di contraddizioni e contradditori.

Questa mattina mi sono svegliato presto dopo una notte piena di sogni. Accendendo la TV ho ascoltato passivamente il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio attaccare con orgoglio il titolo del quotidiano tedesco Die Welt che ieri in un articolo scriveva:La mafia aspetta gli aiuti Europei”.

Sinceramente il livore di Gigino Di Maio è stato eccessivo. In Italia siamo tutti consapevoli che dal secondo dopoguerra, ahimé, siamo costretti a vivere e convivere con questo cancro. Uno Stato nello Stato che ogni anno fattura 14 punti di PIL. La mafia italiana negli anni, da organizzazione pastorale, si è evoluta rapidamente ramificando il proprio potere in tutti i tessuti economici italiani.Seguite il flusso dei soldi e troverete la mafia…parola di Giovanni Falcone. Quindi sentirsi offesi dal titolo del quotidiano tedesco è assolutamente eccessivo. Probabilmente Luigi Di Maio, data la sua verginità politica, probabilmente, non ha mai considerato alcuni aspetti inquietanti tra le relazioni dei Finanziamenti Europei e le Mafie Italiane. Probabilmente il buon Gigi non ha mai visto le centinaia di opere incompiute, praticamente in tutte le regioni, finanziate con quei tesoretti europei. Potrebbe essere che il tenero Di Maio abbia avuto problemi di accumulo di cerume quando lo scorso anno i Sindaci di Foggia e San Severo invocavano l’intervento dell’Esercito italiano per contrastare la mafia locale. Probabilmente il Ministro, come Aurora nella favola, dormiva quando centinaia di pastori gridavano a causa delle infiltrazioni mafiose, addirittura sui pascoli di pecore e mucche dagli Appennini alle Madonie. Probabilmente il buon Gigi, toccato dalla Fatina Smemorina, si è dimenticato che da più di 10 anni è in corso un processo per chiarire e punire chi ha creato un equilibrio stabile tra Stato e Mafia.

Probabilmente dovrebbe chiamare Beppe Grillo per rinfrescarsi la memoria.

Il titolo senzazionalista di Die Welt non dovrebbe assolutamente creare scalpore, semmai spingerci a non celare questa enorme contraddizione italiana che ci portiamo avanti da troppo tempo. La cosa che più mi ha stupito, però , è l’irruenza del Ministro nei confronti di un titolo di giornale. Come se un giornale dettasse le regole della cancelliera tedesca Angela Merkel.

Già, se così fosse, allora, cosa dovremmo dire dei titoli petanti di Libero? Ricordiamo tutti che a giornate alterne la sparano grossa su migranti, lgbtiq+ , donne ed anche sulla stessa Angela Merkel. Da Berlino nessuno mai si è lamentato perché è indubbia l’esistenza della libertà di stampa. Ma in Germania, come in altri stati ivi compreso San Marino, quando qualcuno spara buffonate, tendenzialmente viene messo a tacere con il contraddittorio.

Il contraddittorio è una antichissima pratica classica per ostacolare chi, tautologicamente o dogmaticamente, afferma un concetto.

Il contraddittorio è quella essenziale scienza retorica che fa vincere chi porta più tesi e prove circa la veridicità delle sue affermazioni.

Il contraddittorio in Italia è venuto meno negli ultimi quindici anni. L’impossibilita di un mite confronto diretto è stato minato da un lato dai social media che, come chiosava Umberto Ecoha dato libertà di parola a legioni di imbecilli”, ma anche da una spinta nuova: l’avvento dell’uomo qualunque in parlamento. L’”uno vale uno”, per quanto apparente valore democratico, ha indotto sia i politici eletti ma anche legioni di vecchie zie chiacchierone a mettere in discussione addirittura le tesi degli esperti e la veridicità delle fonti.

Ecco, questo enorme guazzabuglio che è l’agone politico contemporaneo ha distorto totalmente la ragione nazionale, deformando per sempre qualunque forma di rispetto dell’altro e qualunque forma di contraddittorio.

Ne è un esempio l’allarmismo dato dal 5G. Personalmente non sono in possesso di dati per comprendere esattamente quali siano benefici o i mali che il 5G possa provocare. Gli studi di fisici ed esperti sono ancora in corso. Mai mi sognerei di affermare che il 5G è il male assoluto o che sia la causa del crollo del ponte tra Liguria e Toscana.


Quando ero piccolo, essendo secondo di tre fratelli maschi, mi sono dovuto autoforgiare al sorgere di, addirittura, due contraddittori qualora venisse fuori qualche problematica. Ovviamente sono pieno di cicatrici e ricordi di scazzottate tra fratelli. L’infanzia dei bambini cresciuti sul finire dello scorso secolo è stata assolutamente una palestra nel comprendere che un contraddittorio è necessario qualunque cosa accada: mettere sempre in discussione la propria parola per arrivare ad una mediazione e alla assoluta certezza che nessuno ha la verità in tasca. I bambini, allora, erano considerati piccole persone e non Principi e Principesse.

Poi ci sono anche le eccezioni….

Luigi Di Maio.

Classe 1986.

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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