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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena -Giorno 55-

Cinquantacinquesimo giorno di quarantena.


Se nulla fosse accaduto, se non ci fosse stato un consumatore di pangolini o pipistrelli in Cina oggi sarei stato in Liechtenstein.

La legge del caos imperversa nei nostri destini.

Mai come ora è chiara la veridicità dell’affermazione “una farfalla batte le ali a Pechino e in America si scatena un uragano”.

Talvolta diamo per scontate ed insignificanti le nostre azioni, ma va a finire che quelle, in qualche modo, faranno sì che le sorti di altri cambino.

E con questo pensiero filosofico affetto una melanzana per preparare una buona Pasta alla Norma. Chissà a cosa sia connessa la melanzana acquistata al supermercato?

So che è stata raccolta e coltivata in Sicilia. Presto attraverserà e nutrirà il mio corpo. E se mangiandola attiverò inesorabilmente qualche cataclisma a Ouagadougou in Burkina Faso? O se a causa dell’averla tagliata a cubetti a Boise in Idaho uno scuolabus si schianta contro un albero dove aveva fatto il nido l’ultima coppia di aquile pescatrici? Lo scopo dell’ esistenza della melanzana è detonatore di altre vicende mondiali?

L’angoscia di aver commesso un melanzanicidio mi assale!


La quarantena fa male!

Tornando al mio non viaggio nel micro stato tra Svizzera e Austria.

Personalmente viaggio molto da sempre. È un aspetto del mio vivere trasmessomi dai miei genitori. Come Bruce Chatwin ho il desiderio di conoscere il mondo. In 55 giorni di permanenza a casa ho già bruciato due viaggi: Norvegia e, appunto, il Liechtenstein. Per onor di cronaca in Norvegia sarei andato per riabbracciare i miei amici e conoscere il nuovo arrivato che porta addirittura il mio nome; in Liechtenstein sarei andato solo per dire dopo di esserci stato. Non conosco nessuno che abbia visitato la San Marino dei segreti bancari, la Monaco delle Alpi: insomma, la Cacofonica nazione, mancava alla mia lista di viaggi.

Pensandoci bene, in questi 55 giorni, uno dei settori più colpiti è proprio quello del turismo con tutte le interconnessioni di settore. Dagli aerei, ai trasporti su terra; dagli alberghi ai musei. Una moltitudine di persone si sono ritrovate senza lavoro in ogni angolo del globo.


Si stimano perdite molto vicine al 100%.

Probabilmente è il settore più colpito che inevitabilmente subirà ridimensionamenti anche post quarantena.

Milioni di posti di lavoro perduti. Strutture deserte e aerei che non viaggiano.

La globalizzazione ci aveva permesso di poter andare ovunque. L’idea di poter raggiungere ogni angolo del globo era a portata di mano. Siamo ripiombati a secoli fa quando la società era pressoché stanziale. Chi viaggiava magari lo faceva per sempre, magari a piedi, oppure, i più ricchi, potevano concedersi il Grand Tour in Europa.

Tutto questo, ricordiamocelo, è stato causato da qualcuno che aveva l’irrefrenabile voglia di mangiarsi un pangolino o un pipistrello.

Viviamo come mangiamo!

Pangolino

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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