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Ph. Orlando Innaurato

Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena. – Giorno 6 –

Premessa d’obbligo. Personalmente sono molto legato al Veneto che da sempre è stato come una seconda casa, anche perché, per tanto tempo, mio fratello ha vissuto a Treviso e possiede un’abitazione nel capoluogo del radicchio. Inoltre, una delle mie migliore amiche è veneta. Non nutro alcuna dietrologia sudista, anzi, mi piacerebbe abitarci in Veneto!


Oggi siamo al 6° giorno. Ho trasformato la mia routine quotidiana. Ho perso il calcolo dei giorni della settimana: è sabato e non me ne sono reso conto!

Con la calma placida del Lord inglese faccio colazione e leggo il giornale.

Rimango stupito dall’apprendere che in una intervista ad Antenna 3 il sempre pomatato Governatore del Veneto, Luca Zaia, abbia realmente affermato quanto segue:

“Sapete perché una settimana noi abbiamo 116 casi positivi, di cui 63 non hanno sintomi e stanno bene e ne abbiamo solo 28 in ospedale? tutti noi abbiamo visto i cinesi mangiare i topi vivi.L’igiene che ha il nostro popolo, i veneti e i cittadini italiani, la formazione culturale che abbiamo, è quella di farsi la doccia, di lavarsi, di lavarsi spesso le mani, di un regime di pulizia personale particolare. Anche l’alimentazione, le norme identiche, il frigorifero, le date di scadenza degli alimenti… Cosa c’entra? C’entra perché è un fatto culturale. La Cina ha pagato un grande conto di questa epidemia perché comunque li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi o questo genere di cose…”

Ovviamente si sono succedute diverse reazioni. Primo fra tutti l’ambasciatore Cinese Li Junhuache ha riportato il commento del Governo della Repubblica Popolare:

Offese gratuite che ci lasciano basiti. In un momento cruciale come questo, in cui Cina e Italia si trovano fianco a fianco ad affrontare l’epidemia, un politico italiano non ha risparmiato calunnie sul popolo cinese” – ha detto il portavoce senza mai citare direttamente Zaia -. “Si tratta di offese gratuite che ci lasciano basiti. Ci consola il fatto che moltissimi amici italiani non sono d’accordo con tali affermazioni e, anzi, le criticano fermamente. Siamo convinti che quelle parole non rappresentino assolutamente il sentire comune del popolo italiano …”

Mi piace immaginare che prima dell’intervista ad Antenna 3 il buon Governatore sia passato da un giro di degustazione alcolica a Bassano del Grappa.


Luca Zaia Governatore del Veneto

Non sono minimamente bastate le scuse e il patetico “mi avete frainteso” dato in conferenza stampa. -Zaia, quelle frasi tu le hai dette sul serio!-

Ormai la frittata è fatta. Personalmente credo che sia da incoscienti e un po’ da razzisti pensare che tutti i cinesi siano mangiatori di roditori o che abbiano condizioni igieniche al limite dell’umano.

Spero vivamente che non accadano embarghi cinesi. Attualmente la Cina è l’acquirente numero uno dei prodotti veneti. Migliaia di ettolitri di prosecco ogni anno arrivano nello stato del Dragone Rosso. Tonnellate di forme di Asiago vengono consumate nelle tavole delle famiglie cinesi. Poi visto che si prospetta una grande Recessione Globale quantomeno, caro Luca Zaia, avresti potuto pensare che “mal comune mezzo gaudio” piuttosto che ridicolizzare i presunti costumi alimentari cinesi. Inoltre questo è l’anno del Topo

Comunque, ad onor del vero, bisogna ricordare al Governatore il proverbiale manicaretto vicentino. La fama del “vicentin magna gatt” è famosa in tutto il mondo anche se sappiamo che probabilmente è una burla veneziana. Nel dubbio mia madre nei ristoranti vicentini non ha mai ordinato coniglio. Non sia mai.


Stereotipi a parte.

Credo sia necessario ricordare al Governatore che qualche anno fa, un assessore alla provincia di Treviso, Mirko Lorenzon, brevettò un intero menù a base di nutrie.

Io non mi intendo di carne, dato che sono vegetariano dal 2009, ma a conti fatti anche in Veneto è comprovato che qualcuno si delizi nel degustare prelibati piatti a base di roditori. Clicca qui per l’articolo completo.

Immediatamente ho avuto una epifania. Ho immaginato che tra qualche anno, in qualche programma televisivo di cucina “tradizionale”, come Il polpo alla Luciana venga presentato il “Topone mantecato alla Zaia”

Ingredienti per 3 persone

4 Pantegane del Canal Grande Docg

3 cipollotti

una carota

250gr di burro

sale q.b.

Vino bianco per rosolare

Procedimento

Far rosolare in una padella il burro con la carota tagliata a dadini e le cipolle ad anelli. Far imbiondire la cipolla solo in quel momento adagiare le Pantegane. Sfumare con vino bianco, condire con un po’ di sale e coprire con il coperchio. Fate procedere la cottura a fiamma bassa per trenta minuti. Ancora calde potete servirle ai commensali, ma ricordatevi di mordervi la lingua otto volte in memoria di Luca Zaia che nel 2020 ha clamorosamente sparato minchiate internazionali.

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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