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Editoriale

CORONAVIRUS. Diario di un redattore in quarantena – Giorno 62 –

Sessantaduesimo giorno di quarantena.


La Liberazione. Dentro.

È la prima volta nella mia vita che mi vedo costretto a non manifestare per il venticinque aprile. Già! Sono alla mia personale 36° Liberazione.

Fu il 1984 quando mia madre col carrozzino sfilava assieme ai partigiani della Brigata Majella per le vie del mio paese. Nel carrozzino c’ero io e nella pancia di mia madre mio fratello, ma mia madre non ancora lo sapeva!

Ovviamente allora non sapevo dove fossi , ma i miei genitori si sono sempre premurati, ogni anno e non solo il 25 Aprile, a far partecipare me e i miei fratelli alla Liberazione e alle manifestazioni Partigiane. Crescendo, mia madre voleva ardentemente che ascoltassimo le storie personali di tutti i combattenti della resistenza. Mi ricordo i viaggi in autobus con loro. Manifestazioni in giro per l’Italia per ripercorrere, decorare e soprattutto ricordare quello che fu!

Io sono di Gessopalena. Il mio paese fu distrutto dalle forze naziste. Se andate a visitare il mio paese in Abruzzo, potete comodamente ammirare lo scempio della guerra ancora oggi.

La distruzione che porta tra le persone.

Il Borgo Medioevale di Gessopalena è un enorme monumento, una viva testimonianza della desolazione che l’oppressione totalitaria ha regalato all’umanità.

Anche quando mi trasferii in Australia festeggiai il 25 aprile. Ovviamente in maniera diversa. In Australia e Nuova Zelanda il 25 Aprile è l’Anzac Day. Una giornata della memoria per i soldati che persero la vita in Europa e sui fronti del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. All’epoca il capo del Governo Federale era Giulia Guilard. Non ci crederete, ma pubblicamente, durante la celebrazione intonò “Bella Ciao!”.

Insomma il 25 aprile da sempre per me è una giornata particolare.

È il giorno in cui io, cittadino italiano, posso rivendicare l’enorme regalo che mi è stato fatto: la libertà di vivere in Pace potendo esprimere me stesso come meglio credo.

Quest’anno il mio 25 aprile è ancor più vivo. Per la prima volta nella mia vita ho sperimentato le limitazioni della libertà. Ovvimente non c’è confronto con quella limitazione che si è vissuta in Italia tra gli anni ’30 e ’40 dello scorso secolo, però la voglio considerare una efficace sperimentazione.


Come ogni anno c’è la testa calda che afferma “Il 25 aprile è divisivo!

Si, è vero!

Celebrare la Liberazione dal Nazifascismo è divisivo per i fascisti: questo è chiarissimo.

L’argomento che non riescono assolutamente a tollerare è che il 25 aprile non è un compleanno o un anniversario come gli altri eventi. Quando l’Italia fu dichiarata libera a Milano il 25 Aprile del 1945 lo fu anche nei giorni, nei mesi e negli anni successivi fino ai giorni nostri.

È 25 Aprile tutti i giorni: ricordiamocelo!

Inoltre, altra tesi che rimbalza nei social o nelle ignorantissime dichiarazioni di esponenti di Destra è che sia diventata una celebrazione anacronistica….

Queste persone forse credono che nel 1945 ci siamo liberati dalla forfora o abbiamo estirpato dai nostri giardini le erbacce. No! L’Italia intera si è liberata dell’Odio e di quella orrenda realtà monocolore che è stata la dittatura di Benito Mussolini, della Guerra e di tutti i soprusi che si sono perpetrati in quegli anni!

Poi dobbiamo ricordarci ardentemente di quella “Italia Migliore” che ha composto la resistenza: maestre, contadini, studenti e ragazzini che come minuscole formichine hanno disinfestato la nostra Nazione. Dobbiamo ricordarci di loro, delle loro azioni e del loro essere uguali a noi.

Ricordiamoci che i fascismi sono sempre pronti a tornare.

Ci provano sempre…

Dobbiamo essere pronti a difenderci strenuamente a non essere indifferenti.

Probabilmente il 4 maggio torneremo per le strade e ci renderemo conto di quanto il Mondo sia cambiato. È indubbio che stiamo per vivere una nuova epoca.

La crisi economica globale è il primigenio sintomo.

Tempi bui si prospettano all’orizzonte. Impariamo però a non compiere l’egoistico errore di arroccarci solo sui personali bisogni. Lo spauracchio di una dittatura reale ci sta osservando lentamente pronto a balzare come un felino predatore nel momento migliore!

Rispettando il distanziamento sociale ho aderito al flash mob dell’ANPI. Io e mio cugino ci siamo affacciati sul balcone per cantare “Bella Ciao!”… nessuno nella via si è unito a noi a cantare…

Mi auguro che la “Liberazione” continui a vestire tutti gli italiani e non passi mai di moda!

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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