ritardo pagamento affitto

In precedenti articoli della rubrica BL Legalità abbiamo parlato di problemi legati all’abitazione, come le differenze tra spese straordinarie e spese ordinarie nei condomini e consigli utili sulla revisione della caldaia.

Oggi ci concentreremo su un aspetto diverso che è oggetto di diverse vertenze innanzi ai Tribunale: la problematica connessa al ritardo nel pagamento dell’affitto e le conseguenze connessa alla stessa.

Molti pensano, infatti, che un ritardo nel pagamento del canone non potrà portare ad un’azione giudiziaria nei loro confronti. In realtà non è così.

Come fare a capire, quindi, quali sono i rischi che si corrono?

Per prima cosa ricordiamoci che il proprietario non è tenuto ad avvertire della proposizione di eventuali azioni nei confronti dell’inquilino. Ben potrebbe accadere che un giorno, a seguito di un ritardo, ci venga notificata l’intimazione di sfratto.

Cosa fare?

Sanare, soprattutto nel caso di civile abitazione, la morosità immediatamente, ma questo non basta perché, considerato l’avvio di un procedimento, sarà necessario pagare le spese legali maturate e anche verificare che non vi sia stata l’iscrizione della causa presso il Tribunale.

In questo caso, infatti, oltre al pagamento della morosità e delle spese legali occorrerà far preparare e sottoscrivere una rinuncia agli atti e all’azione. Attività che si tradurrà in un ulteriore aggravio di costi!

Verrebbe da chiedersi se questo può accadere anche se si ritarda di qualche giorno… ebbene sì, anche se tutto dipende dal contratto.

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Cosa vuol dire che dipende dal contratto?

Alcuni contratti riconducono la possibilità di ricorrere alla procedura di sfratto solo nel caso in cui non vengano pagati due/ tre canoni in questo caso è molto improbabile che per il ritardato pagamento di una mensilità si arrivi allo sfratto.

Diverso è quando il contratto prevede che anche una sola mensilità può originare la procedura di convalida o quando il termine semplicemente non è indicato, ipotesi molto residuale per non dire scolastica. In questo caso, un ritardo comporta la possibilità di dover pagare il triplo della singola mensilità.

Le spese legali, seguendo le tabelle utilizzate da alcuni Tribunali, sono rilevanti.

Molti eccepiscono che esisterebbe un termine di comporto, esattamente 20 giorni, entro il quale si potrebbe provvedere al pagamento senza incorrere in azioni legali. L’eccezione è esatta, ma purtroppo resistere in giudizio contestando l’improcedibilità dell’azione per questo motivo avrebbe dei costi molto più elevati rispetto a quelli sostenuti pagando sanando la morosità.

In conclusione, per evitare aggravi di costi è sempre meglio pagare puntualmente senza pensare che tanto qualche giorno di ritardo non cambia nulla.

Un inquilino perennemente in ritardo non vedrà mai il rinnovo del contratto e soprattutto sarà oggetto di continue contestazioni!

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