costa rica gay rights

Dopo la sentenza della Corte Suprema di novembre 2018, con la quale è stata abbattuto il divieto al matrimonio egualitario, il presidente Alvarado ha garantito che un nuovo disegno di legge sarà approvato entro la deadline di maggio 2020.

Ottime notizie dal Centro America. Costa Rica, piccola repubblica famosa per essere, secondo le ultime classifiche ufficiali, uno dei popoli più felici del mondo, potrebbe adottare il matrimonio omosessuale egualitario ben prima della data di scadenza prevista dalla Corte Suprema a maggio 2020, oltrepassata la quale sarà costituzionalmente legittimo, per tutti i soggetti lgbt, contrarre matrimonio anche in assenza di una legge specifica.

San Josè, Gay Pride 2013 (Photo by Fotogenia/LatinContent/Getty Images)

L’intervento della Corte Suprema

Tra agosto e novembre 2018, la Corte Suprema di Costa Rica ha affrontato, nell’ambito del diritto di famiglia, il tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso, stabilendo che le norme del Codice atte a vietare ai cittadini gay di sposarsi fossero contrarie ai principi costituzionali, affermando che “atti di aperta discriminazione […] espressi o impliciti, non possono essere giustificati in alcun modo in una società democratica che rispetti i diritti fondamentali“, e aggiungendo che se il legislatore non fosse intervenuto per colmare il vuoto legislativo, il divieto sarebbe decaduto in ogni caso.

Noi, come governo, facciamo tutto ciò che è rispettato come diritto“, ha affermato Carlos Alvarado Quesada, presidente eletto nel 2018 tra le fila del Partito di Azione Cittadina (centro sinistra) con il 60% dei voti.

gay pride costa rica
Militanti lgbt in Costa Rica

Un’ondata di diritti

Nell’attesa della legge che consentirà il matrimonio egualitario, in fase di scrittura (la stessa è stata definita “molto complessa da scrivere” da parte del presidente della Corte Costituzionale Castillo), la camera costaricana ha approvato un pacchetto di leggi favorevoli alla minoranza lgbt, come il diritto a ricevere un’indennità per l’alloggio per le coppie di fatto, il riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero e l’estensione del riconoscimento dell’identità di genere ai migranti. Oltre a questo, nel 2018 una legge ha consentito agli individui trans la registrazione anagrafica secondo il genere assegnato.

Laura e Jasmin, spose “per errore”

In Costa Rica c’è già una coppia lesbica che ha contratto matrimonio, a dire il vero. È il caso di Laura Flórez-Estrada e Jasmin Elizondo, il cui matrimonio è stato trascritto nel Registro Civile a causa di un errore materiale: una delle due donne, Jasmin, è stata registrata come uomo.

Laura Flórez-Estrada e Jasmin Elizondo /Photo Marcela Bertozzi

L’errore è stato scoperto solo lo scorso novembre, e lo Stato ha citato in giudizio le due coniugi, il notaio che ha registrato il matrimonio e i due testimoni, per il reato di “falsità ideologica a danno della famiglia“.

In virtù della sentenza della Corte Suprema, lo scorso 5 febbraio il caso della Flórez-Estrada e la Elizondo è stato archiviato, con l’accusa che ha rimesso al tribunale la decisione sulle due donne, le quali rischiavano fino a sei anni di carcere per matrimonio illegale.

L’accusa ha modificato i suoi criteri alla luce di un parere consultivo emesso nel gennaio 2017 dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani, la quale affermava che le coppie non eterosessuali devono godere degli stessi sessualmente diverse hanno gli stessi diritti matrimoniali di quelle etero, vincolando così la sentenza all’interno del paese e ribaltando il divieto previsto dal codice di famiglia.

fonte: gaystarnews

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