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COVID: torna l’uomo e anche i suoi rifiuti

Sono bastati pochi giorni e il ritorno dell’essere umano si è fatto già notare.


Pochi giorni in cui la popolazione è tornata a vivere le strade e già in terra ci sono segni di una incivile civiltà. Camminando per strada ti accorgi di quanto poco rispettiamo il nostro pianeta e quanto poco interessi il fatto che senza l’essere umano, le cose stavano migliorando.

Escludendo la disattenzione nei confronti del prossimo, l’egoismo e la poca premura nel rispettare poche leggi, cosa che ci ha da sempre caratterizzato e che in questi giorni è ancora più evidente e significativa, ho notato proprio la mancanza di amor proprio. Sì, perché se non indossi la mascherina il primo torto lo fai a te stesso. Se la porti sotto il mento non sei un figo, sei uno poco furbo. Se invece di attraversare cammini vicino alle persone e non hai la mascherina dimostri solo un QI non elevato.

Ma tralasciando questi atteggiamenti che denotano la poca evoluzione dell’essere umano, la tristezza è che non c’è rispetto del pianeta. Qualche ora di libera uscita e già si trovano cartacce, scontrini, fazzoletti e ciò che è più orribile guanti e mascherine. Come è possibile non avere cuore così da uscire da un negozio e gettare a terra i guanti?! Possono cadere, anche le mascherine possono rompersi e cadere, ma a raccoglierle ci si mette una manciata di secondi.


Segni di inciviltà all’uscita di un supermercato

Le mascherine e i guanti sono un materiale potenzialmente infetto, quindi gettarle a terra, fuori dai supermercati, nei giardini non è un gesto sano per il pianeta e per il prossimo. Il luogo dove gettare guanti e mascherine è l’indifferenziata. Al momento, dall’inizio dell’emergenza COVID-19 sono state consumate e andranno smaltite circa 4 milioni (al giorno) di mascherine e si parla del consumo limitato a ambienti medici e sanitari. Ora che piano piano, si spera, si ricomincerà a uscire e l’utilizzo delle mascherine sarà obbligatorio, è stimato, secondo uno studio del Politecnico di Torino, nella fase 2 dell’emergenza, un utilizzo di 1 miliardo di mascherine al mese solo in Italia, che saranno destinate a diventare rifiuti Covid-19.

L’attenzione alla raccolta differenziata, la limitazione del consumo di plastica (una comune bottiglia d’acqua ci può mettere 450 anni a decomporsi nell’ambiente), erano tutte pratiche che stavano piano piano prendendo piede. Le persone avevano accettato di comprare le borracce di alluminio e non consumare più le bottiglie di plastica. La raccolta differenziata dei rifiuti è oramai abitudine per tutti (almeno nelle zone e nelle città in cui hanno messo i cassonetti e le persone la possono fare). Ora invece, dopo un periodo di stop in cui il pianeta aveva tirato un sospiro di sollievo, è bastato un attimo per tornare indietro nel tempo e trovare nuovamente rifiuti gettati per terra. 

Mi domando come sia possibile arrivare a tanto, non pensare assolutamente al gesto che si sta facendo. Come sia possibile non amare così il pianeta dove si vive. Come si può mancare di rispetto al nostro prossimo che poi dovrà avere a che fare con la raccolta di tali rifiuti. La maleducazione regna sovrana come sempre e a pagarne le conseguenze non siamo solo noi.

Forse, oltre a tutte le attenzioni che i supermercati stanno mettendo per evitare nuovi contagi e poter stare aperti al pubblico, manca un piccolo passettino in più. Basterebbe forse un cassonetto dell’immondizia fuori appositamente per i guanti così da evitare l’inciviltà delle persone. Ma neanche quello fermerebbe la “distrazione” umana. Basterebbe che ognuno pensasse a quello che sta facendo, sempre, solo così si eviterebbe inquinamento stupido e evitabile.

Aiutiamo il prossimo a essere meno egoista, insegniamogli che il guanto non si getta a terra. Sono piccole regole che non fanno altro che bene al nostro pianeta. Milano, Imperia, Civitavecchia, l’Aquila e tantissime altre città si stanno lamentando dell’inciviltà umana, dei rifiuti gettati a terra in special modo di guanti e mascherine.

C’è poco da fare, ogni nuovo oggetto messo a disposizione dell’uomo si trasforma direttamente in nuovo rifiuto che il pianeta si troverà a gestire a a smaltire in milioni di anni. 

Carlotta Cigliana
Scritto da

Non mi descrivo mai perché non sono gentile con me stessa

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