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Storie e Culture

“D’AMORE E BACCALA’ “di Alessio Romano (EDT)

Uno degli appuntamenti in programma al Festival John Fante 2018 è stato l’incontro con l’autore Alessio Romano.


Riprendiamo la nostra rubrica proprio dal libro scritto dall’autore pescarese.

Prima di arrivare alla descrizione del libro è opportuno raccontarvi anche quanto sia accaduto prima: prima del festival, prima della lettura, prima che io tornassi in Italia, prima che traslocassi dalla Lombardia. Insomma questa recensione ha un succulento prequel…

Ero a Gessate (Mi) a casa della mia amica Cristina. Immancabilmente ci siamo ritrovati a parlare di viaggi: di quelli che avevamo fatto insieme e di quelli futuri.

Immagina, potremmo andare in Portogallo!” mi disse entusiasta Cristina.

Figo Cristy, e magari utilizzare come guida “Viaggio in Portogallo” di Saramago

Chissà se mai qualcuno ha viaggiato utilizzando libri come guida turistica?

Ecco, non si fa in tempo ad immaginare qualcosa di nuovo che qualcuno, probabilmente, lo sta già facendo in Cina o in Giappone!

Né io né Cristina avremmo mai immaginato che a farlo fosse stato un Italiano, pescarese per giunta!

E’ il caso di Alessio Romano con il suo “D’Amore e baccalà”.

 

LA TRAMA

Alessio cammina per le strade di Lisbona circonfuso da quell’aura di sognatore errante. E’ lì per scrivere un libro che tratta di cucina portoghese. Accade che decide di prendere il tram numero 28. Strapieno, ed anche un po’ datato. Con la delicatezza di un tricheco spiaggiato, il buon Alessio cade rovinosamente e da qui il romanzo si dirama in una situazione onirico-allucinogena.

Infatti Alessio crede di risvegliarsi nella casa di Amália Rodrigues, una delle più famose cantanti di Fado. La Rodrigues ci ha lasciati nel 1999. Ergo il risveglio di Alessio non può che essere un sogno o una allucinazione bella e buona.


Poco dopo Alessio è in una cucina di un ristorante e fa capolino un’adendula cuoca e con lei, pare, la più bella cameriera di Lisbona: Beatriz. Dopo aver mangiato il bacalhau , il nostro Alessio, marpione italico, decide di conoscere Beatriz, ma lei scompare nel nulla.

Qui comincia una sorta di caccia al tesoro nelle anguste vie di Lisbona intervallate casualmente dall’incontro con nuovi personaggi : Pessoa, Camões, Chiado e una notte, sceso dal taxi, incontra persino Antonio Tabucchi. Questi scrittori autorevoli lo condurranno a scoprire la “magia” della capitale portoghese, un po’ come gli Spiriti del tempo con Ebenezer Scrooge nel “Canto di Natale” di Charles Dickens .

 

LA RECENSIONE

Il Libro è molto agile, veloce da leggere e sicuramente leggero.

E’ encomiabile questo nuovo filone editoriale che EDT ha messo in campo. Già perché EDT è la casa editrice delle celeberrime guide Lonely Planet. Alessio Romano ci ha raccontato che la casa editrice lo ha spedito per un mese reale a Lisbona. L’espediente iniziale del romanzo, quindi, è del tutto vero!

Alessio Romano, classe 1978, debuttata nel 2006 con Paradise for All (Fazi e poi nel 2015 riedito in una nuova edizione tascabile per Bompiani), un giallo ambientato alla Scuola Holden dove ha studiato Tecniche della Narrazione e oggi insegna. È autore di Solo sigari quando è festa (Bompiani, 2015) e curatore dell’antologia di racconti Gli Stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione delle cannabis (NEO). Il suo ultimo libro è D’amore e baccalà (EDT).

Si percepisce l’amore che Romano vuole trasmettere al lettore pensando a Lisbona.

Il confine, non ben delineato tra sogno e realtà, rende piacevole la lettura. Inoltre sono assolutamente gustosi i riferimenti alla cucina lusitana e ai letterati incontrati. Personalmente mi ha fatto molto emozionare la lettura dell’incontro fortuito con Antonio Tabucchi: scrittore e compianto amico che personalmente vorrei,almeno  per una volta ancora,riabbracciare.

Sicuramente è un libro consigliatissimo per chi è stato o sta per andare a Lisbona.

Se avete in programma mete come Zanzibar, Boston, Sri Jayawardenapura Kótte, Stoccolma o Cernusco sul Naviglio, “D’amore e baccalà” potrà sembrare solo un romanzo che parla di Lisbona, inutile per il vostro viaggio.

A Cristina continuo a consigliare José Saramago.

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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