ddl codice rosso

Questa settimana per la rubrica BL Legalità parleremo del disegno di legge denominato Codice Rosso con il quale, tra gli altri, è stato introdotto l’emendamento che rende, nel nostro ordinamento, il revenge porn un reato.

La particolarità di quest’ultimo emendamento è che in un primo momento è stato bocciato, salvo poi, a distanza di pochissimo (meno di un giorno), essere approvato praticamente all’unanimità.

Occorre, tuttavia, precisare che l’emendamento sul revenge porn è stato approvato ma il disegno di legge in cui è inserito non è ancora stato confermato al Senato.

revenge porn

Camera dei Deputati – ddl su violenza domestica di genere: nella foto approvato l’emendamento sul revenge porn. Foto Roberto Monaldo / LaPresse 02-04-2019

Cos’è il Revenge Porn?

È una fattispecie di reato diversa e distinta rispetto a quella della pedopornografia, e che si interseca con la violazione della privacy. Tale reato si configura ogni qualvolta qualcuno, senza autorizzazione alcuna, diffonda immagini o video privati.

Si distingue dalla mera violazione della privacy perché in questo caso la natura delle foto e dei filmati è caratterizzata da un forte grado di intimità e si distingue dal diverso reato di pedopornografia perchè non ci sono minori ritratti in queste immagini o filmati.

Il Revenge Porn è diffuso?

La pratica è diffusissima poiché capita, molto spesso, che nel corso di una relazione vengano scambiate immagini intime poiché mai si potrebbe immaginare che le stesse potranno essere diffuse per vendette.

Al contempo, l’utilizzo sempre più marcato dei telefonini e dell’abitudine di girare video praticamente in qualunque circostanze fa sì non solo che si riprendano attività intime, ma anche che le stesse vengano diffuse potenzialmente all’infinito.

Abbiamo, tuttavia, sentito parlare di revenge porn, e la spinta affinché questi venisse considerato reato è divenuta più forte dopo il caso Cantone e la presa di coscienza dell’assoluta amoralità di una frangia sin troppo ampia di internauti.

revenge porn
Tiziana Cantone, suicidatasi il 13 settembre 2016

Revenge Porn: cosa prevede l’emendamento?

La reclusione da uno a sei anni, multe da un minimo di cinquemila euro ad un massimo di quindicimila. La pena aumenta se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata sentimentalmente alla persona offesa, e viene aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi a danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o a danno di una donna in stato di gravidanza.

Le stesse pene si applicano anche a chi, avendo ricevuto o acquistato le immagini o il video, che si ribadisce devono avere un contenuto sessuale esplicito, destinate a rimanere private, lo invia, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate con lo scopo di creare alle stesse un danno.

Cosa prevede, inoltre, il decreto legge Codice Rosso?

Si prevede un inasprimento delle pene per il reato di violenza sessuale che salgono a 6 e 12 anni, mentre sino ad oggi la reclusione minima prevista era di cinque anni e la massima di dieci.

La violenza si considera aggravata se compiuta contro i minori degli anni 14 a cui è stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra cosa ritenuta utile. Il richiamo ai vari casi di baby squillo appare più che evidente.

Anche le pene connesse allo stalking sono state aumentate poiché passano da un minimo di sei mesi al massimo di cinque anni ad un minimo di un anno al massimo di sei anni e sei mesi.

Anche i maltrattamenti contro familiari e conviventi passa dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni con la pena aumentata sino alla metà se il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile oppure se l’aggressione è armata.

Ed ancora, viene prevista l’introduzione di un nuovo articolo nel codice penale che va a disciplinare i casi di aggressione che comportano lesioni permanenti al viso tali da deformare l’aspetto. In questo caso il responsabile è punito con la reclusione da otto anni a quattordici. Se dall’aggressione deriva la morte della vittima allora la pena prevista è quella dell’ergastolo.

Anche in questo caso è impossibile non pensare ai casi che hanno visto protagoniste Lucia Annibali o Gessica Notaro, sfregiate con l’acido dai propri ex amanti.

Lucia Annibali
Gessica Notaro e Lucia Annibali, sfregiate con l’acido dai propri ex, oggi si battono contro la violenza sulle donne.

Viene poi introdotto un emendamento che si propone di porre fine alle nozze forzate o unioni civili forzate che si verificando ogni qualvolta vi sia un soggetto che induce un altro a sposarsi o ad unirsi civilmente usando violenza, minacce o approfittando dell’inferiorità psico – fisica o facendo leva su precetti religiosi.

Le pene previste sono da uno a cinque anno che salgono a due – sei anni che è coinvolto un minorenne ed è aggravata dalla metà se danneggia chi ancora non ha compiuto i 14 anni al momento del fatto.

È opportuno specificare, in questa sede, che i predetti reati sono previsti per autori e vittime di entrambi i sessi.

codice rosso
,