Eurovision 2019

Bentornati all’appuntamento settimanale con #DestinazioneTelAviv. Anche oggi scopriremo 5 brani che faranno parte della competizione in onda i prossimi 14, 16 e 18 maggio in diretta da Tel Aviv e trasmessi in Italia da Rai4 (le semifinali) e da Rai1 (la finale).

Prima di passare alle canzoni di oggi, facciamo un piccolo salto nel passato, nel 1956. Sono passati 63 anni dalla prima edizione dell’Eurovision Song Contest (all’epoca Grand Prix Eurovision de la Chanson), tenutasi a Lugano, in Svizzera. Furono solo 7 le nazioni partecipanti (quest’anno saranno 41), tra cui l’Italia, rappresentata da due canzoni tra cui il brano vincitore del Festival di Sanremo: Aprite le finestre di Franca Raimondi, ad oggi la prima esibizione in assoluto della RAI all’Eurovision. Vi riproponiamo qui l’audio della manifestazione, per celebrare la primavera che è tornata a inondare di luce le nostre giornate.

Detto questo, dopo aver fatto le pulci al nord, cambiamo decisamente destinazione: prendiamo l’aereo e andiamo verso il Mediterraneo. Le nazioni che oggi studieremo saranno Portogallo, Spagna, Malta, Grecia e Cipro, l’Europa del Sud.

Portogallo

Il Portogallo ha conquistato la sua prima vittoria alla sua cinquantesima edizione, il 13 maggio 2017- giorno della Madonna di Fatima – nell’edizione in cui noi italiani partivamo favoritissimi con Francesco Gabbani. Ditemi voi se è possibile.
Prima di allora, la nazione più occidentale d’Europa non si era mai distinta all’Eurovision, pur riuscendo a mantenere una forte identità nazionale per via dei brani cantati sempre in lingua portoghese. E questo è encomiabile.
La selezione nazionale, il Festival da Cançao (considerato dagli eurofans il festival più noioso di tutta Europa), da due anni ha aperto ai giovani autori, e devo ammettere che il livello si è molto alzato. Alcuni ci hanno addirittura preso gusto, come tale Conan Osiris che ha vinto la selezione nazionale quest’anno con “Telemoveis” (telefono cellulare). Il brano parla dell’incomunicabilità e dell’incapacità di ascoltare il proprio cuore quando questo è rotto, come il proprio telefonino. La performance è completamente random, ricorda ritmi tribali e ha influenze arabeggianti, ma anche neomelodiche napoletane a ben vedere (Nino D’Angelo richiede le royalties per i vocalizzi).

Non so come abbia fatto a vincere, ma se va bene ai portoghesi chi siamo noi per contraddirli?

Il Portogallo si esibirà nella prima semifinale.

Spagna

Al contrario di nazioni che cercano di migliorare, la Spagna, bontà sua, combina un disastro dopo l’altro.
Nonostante la convinzione degli eurofans iberici, che ogni anno si esaltano come matti per ogni entry che portano in gara, di solito delle ciofeche cantate da emeriti scappati di casa, la Spagna non vince da 50 anni, e non becca una top 10 dal 2013. Dopo aver toccato il fondo nel 2017, con soli 5 punti e una pernacchia dal Portogallo agli Urali, il metodo di selezione della tv spagnola è cambiato, e la delegazione ha deciso di affidarsi al talent show più forte della sua tv: Operaciòn Triunfo (che ricordiamo essere andato in onda in Italia nel 2002 con Miguel Bosè). L’anno scorso è andata poco meglio: 23° posto per “Tu canciòn” di Alfred e Amaia, una sorta di Albano e Romina melensi e insopportabili. Robaccia, comunque.

Quest’anno, perdere per perdere, la Spagna si è affidata a tale Miki, concorrente del talent show iberico, con “La venda“, tipico tormentone estivo spagnoleggiante che attinge a piene mani dal repertorio di Alvaro Soler, Luis Fonsi e compagnia bella.

Spagna, quando tornerai a proporre canzoni che non siano macchiette stereotipate?

La Spagna, in quanto parte dei BIG 5, si esibirà direttamente in finale e voterà nella prima semi.

Malta

La piccola isola di Malta è un’altra presenza molto apprezzata all’Eurovision, spesso anche sovrastimata rispetto all’effettiva qualità delle canzoni proposte. Mistero della fede. Non ha mai vinto la competizione ma è arrivata due volte seconda (ha invece molto successo nella versione Junior del concorso, che si tiene a novembre e ha vinto anche diverse volte). Gli isolani, tuttavia, ci regalano ogni anno fior di 12 points, pertanto vi vogliamo sempre bene, amici maltesi!

Dopo i risultati deludenti degli ultimi anni, Malta ha abbandonato il MESC (Malta Eurovision Song Contest) e per la prima volta si è affidata ad un talent show: X Factor, il cui vincitore avrebbe rappresentato l’isola all’Eurovision. A spuntarla è stata tale Michela, classe 2001 e maltese doc.

Il brano, Chameleon, è un deciso passo avanti rispetto alla roba stantia e poco interessante che Malta ci ha propinato gli ultimi tempi, ed è una canzone pienamente eurovisiva: fresca, dinamica, coinvolgente. Un pezzo che accompagna piacevolmente l’ascolto per tre minuti e poi si fa dimenticare abbastanza velocemente. Arriverà in finale? Chi può dirlo?

Malta si esibirà nella seconda semifinale, quella in cui l’Italia ha diritto di voto.

Grecia

Kalispera Europa! Ecco la Grecia, culla della civiltà occidentale e grande protagonista delle finali dell’Eurovision. A dispetto dei suoi problemi economici, va dato merito alla Grecia di essere una delle nazioni più amate dagli eurofans della competizione, per le canzoni di facile presa, spesso tra il tamarro e il buzurro andante, anche se talvolta regala beltà (ambosessi) di pura pasta ellenica mica da ridere. Solo due volte la Grecia ha mancato la finale, nel 2016 e nel 2018 (anno in cui si è davvero rischiato di non partecipare) suscitando sdegno da parte di chiunque.
La tv di Stato greca, perennemente con le pezze al culo, ci ha abituati a tutto: dalle selezioni nei centri commerciali a show imbarazzanti, fino alle speculazioni delle case discografiche. Quest’anno la tv ha optato per una scelta interna: Katerine Duska, con Better love. La canzone ha di greco quanto io ho di teutonico, assolutamente nulla, ma gode di un sound internazionale e di un investimento economico che potrebbe essere decisivo (con uno stage valido) per brillare in finale. La Duska ha un po’ di Lady Gaga e qualcosa di Florence and the Machine. Ammettiamolo: non c’è nulla di originale. Ma visti i trascorsi, siamo felici che la Grecia torni ad essere competitiva.

La Grecia si esibirà nella prima semifinale.

Cipro

La piccola isola mediterranea di Cipro è alla sua 37° partecipazione all’Eurovision. Fino all’anno scorso, tuttavia, nella sua lunga carriera aveva raccolto ben poco in termini di risultati 3 quinti posti tra gli anni ‘80 e il 2004. Ci è voluta una bomba sexy chiamata Eleni Foureira, con un fisico vertiginoso e una performance pop praticamente perfetta, “Fuego”, per portare la nazione alla medaglia d’argento.

Trattandosi di una nazione di lingua greca, e quindi vicina alla penisola ellenica culturalmente e socialmente, nella tradizione eurovisiva è consueto lo scambio, vicendevole, dei 12 punti tra Cipro e Grecia. Il momento del voting, inoltre, è stato utilizzato dai portavoce nazionali per denunciare la divisione politica dell’isola e della capitale Nicosia (controllata dal governo nazionale di Cipro e dalle forze militari turche, che si attribuiscono l’occupazione di Cipro del Nord).

La entry cipriota dell’anno è “Replay”, cantata da Tamta. Tamta è andata pi volte vicina a partecipare all’Eurovision, sia per Cipro che per la Grecia, ed è una tamarra di prima scelta che, ne siamo certi, saprà raccogliere il testimone della Foureira e arriverà molto alta in classifica. “Replay” è un’operazione ben congeniata di marketing e pubblicità (neanche troppo) occulta (i Replay sarebbero i jeans) e strizza l’occhio al puttanpop becero che tanto andava forte qualche anno fa all’Eurovision e che oggi è rimasto baluardo di poche, coraggiose nazioni che fanno colore. E spesso colpiscono nel segno.

Cipro si esibirà nella prima semifinale.

Quali sono le vostre preferite di questa tranche?

L’appuntamento è alla settimana prossima!

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