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Cuccarini sovranista

Editoriale

Di Lorella Cuccarini e altri demoni.

“Qual è la prima cosa che ti viene in mente se ti dico “Lorella Cuccarini”?”

Se mi avessero fatto questa domanda dieci anni fa, avrei risposto con i lucciconi agli occhi, senza esitare in alcun modo “La notte vola“, peraltro cominciando a muovere vorticosamente le mani come imparato a fare guardandola in tv per tutta la mia infanzia.

Provate a pensarci anche voi. Un #10YearsChallenge insolito fatto con la mente. Tornate indietro di dieci anni e scavate nella memoria pensando a Lorella Cuccarini. Dieci anni fa, per me Lorella era una delle showgirl del varietà più talentuose mai esistite. L’avrei associata a Pippo Baudo, a Sugar Sugar, a Tutto Matto, a Liberi liberi di Buona Domenica..

Un’icona bionda, leggiadra, simbolo di grinta, determinazione e amore.

Ma la strada qual è
Che la voglio fare insieme a te!

(Liberi Liberi, 1992)

Sul mio personale Olimpo delle Icone, al cui vertice campeggia (e campeggerà sempre) Raffaella Carrà, vi erano Lorella ed Heather Parisi. Nemicheamiche come Red e Toby, biondissime entrambe ma caratterialmente l’una in antitesi all’altra. Spumeggiante e imprevedibile Heather, energica e rassicurante Lorella. Scegliere tra loro sarebbe stato più difficile di rispondere alla domanda “vuoi più bene a mamma o a papà?“. Lorella era un’icona inscalfibile, una pietra angolare, un simbolo eletto.

Poi, nel 2009, sulle pagine patinate di Vanity Fair accadde l’impensabile.

D: Lei è un’icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?
R: Contraria. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre.

Parole che pesarono come macigni e che ricordo bene. Lorella, la più amata dagli italiani, la bionda ballerina che per tutta la vita ci aveva iniziati alla spensierata gaiezza del mondo camp, dei lustrini e delle paillette, adesso come affamata Medea faceva un sol boccone del cuore dei suoi piccoli fans. Fu la rottura di un sacro equilibrio arcobaleno nell’immaginario di migliaia di ragazzi omosessuali, incluso il mio. Una crudeltà evitabile, quella di mostrarsi così distante dal suo pubblico di riferimento, che se anche non fosse giusto o intellettualmente onesto compiacere, avrebbe potuto perlomeno rispettare.

Qualche mese dopo, Lorella fu invitata al Muccassassina per presentare il suo spettacolo teatrale nuovo di zecca, “Il pianeta proibito”. Un’occasione per ricucire l’inatteso strappo con la comunità lgbt, dopotutto, e magari mostrarsi più morbida nei toni del proprio azionista di riferimento.

Purtroppo andò ancora peggio.

“Io ho espresso un legittimo punto di vista. Sono cattolica, non è un mistero! Ho ribadito quello che penso: ci possono essere delle leggi ma mai il matrimonio, mai l’adozione!”

“Lo ripeto! No al matrimonio! No alle adozioni gay!”

“Siete veramente intolleranti! Non sapete ascoltare una persona che la pensa in modo diverso! Parlate di accettazione, ma siete i primi a non tollerare niente!”

Lorella Cuccarini, Muccassassina 2010

Non occorre commentare.

Fu il divorzio definitivo tra la Cuccarini e il pubblico gay, umiliato addirittura in casa propria.

Ciò non evitò alla ex Dama delle Cucine Scavolini di continuare di far parlare di sé, assurgendo a paladina della “famiglia tradizionale” e delle posizioni pro family day, poi inglobate nell’orrida propaganda oscurantista dei Pro Vita. Ne è conseguita la solita tiritera su aborto e maternità surrogata, fino all’insensata crociata contro la stepchild adoption nelle fasi più concitate dell’iter legislativo della Legge Cirinnà. Per non parlare dell’assurda polemica contro Nostra Signora del Tuca Tuca, Raffaella Carrà, per la mancata partecipazione al talent “Forte forte forte”.

Cuccarini polemica

Venne poi “Nemicamatissima”, varietà-evento che segnò il ritorno in prima serata con Heather Parisi, la sua storica rivale sul palco. Il programma fu un buon successo e la Cuccarini si mostrò al massimo della forma, danzando come se non fossero passati trent’anni dal suo debutto. Gli strali con la Parisi, però, furono tali da rendere le Nemichematissime delle vere e proprie erinni armate di tweet al vetriolo. Fu lo scisma definitivo tra le due. Heather conquistò il pubblico più anticonformista e autodeterminato e Lorella quello più tradizionalista e moralista.

Si giunge quindi ai giorni nostri. Qualche giorno fa, sulle pagine di Oggi, la Cucca è stata un fiume in piena e per onorare i suoi cinquant’anni si è calata con tutte le scarpe nei panni dell’utente medio sovranista italiano, compiendo un’escalation da vera professionista del qualunquismo. Blocco dei migranti, governo del popolo, Europa matrigna, non esiste né destra né sinistra, il pensiero unico, il Papa buonista. Sì, da cattolica ne ha avute anche per Papa Francesco, colpevole di aver dichiarato “meglio atei e buoni, che cristiani e odiatori“. Le solite storie, insomma. Nulla di nuovo sotto il Sole, un copione trito e ritrito che piace ad una certa politica intenta più a far emergere problemi che a cercare soluzioni.
Non si è fatta mancare ovviamente la risposta, a stretto giro, di Heather Parisi, che ha apostrofato prontamente la Cuccarini “ballerina sovranista“. Per poi correggersi e togliere anche “ballerina”. Ihihi.

Ad ogni modo, con tutte le riserve possibili, proprio non si riesce a trovare una ragione all’arrendevolezza antifemminista della Cuccarini che, in aggiunta al monologo sovranista, ha tenuto a precisare questo:

Io sono un’azienda, decido quando e come lavorare. Altrove e in politica, servono una determinazione e una “cattiveria” che impongono anche di rinunciare ad alcune caratteristiche femminili. Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi, seppur complementari. Se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti.

Ecco, questo è veramente troppo, Lorella.

Legittimare lo strapotere maschile basandosi su questioni genetiche, eugenetiche o attitudinali è il primo passo per riconoscere il disvalore delle diversità. Non esistono caratteristiche femminili o maschili in assoluto, ma personalità più o meno forti, più o meno determinate. Il retaggio machista, che oggi fa sì che gli uomini eterosessuali decidano o meno se per una donna sia lecito abortire, se per una coppia gay sia giusto adottare dei figli, se una lavoratrice possa avere una gravidanza senza il rischio di essere licenziata da un momento all’altro, si fonda proprio su quel riconoscimento universale di quella “diversità” che oggi nega i diritti alle persone. E una società che galoppa verso un futuro senza discriminazioni non può accettarlo.

Pertanto “Qual è la prima cosa che ti viene in mente se ti dico “Lorella Cuccarini”?

“… quanto era più brava Heather?”

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Sono nato a Monopoli (BA) 33 anni fa. Ormai prossimo alla resurrezione, mi sposto tra la Puglia e la Città Eterna. Respiro e scrivo, come dicono i Baustelle. Dirigo BL Magazine dove mi occupo soprattutto di diritti umani, cultura, tv e spettacolo.

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