Fresh Food

I diritti umani sono vari e indiscutibili, ma c’è un diritto che è tanto basilare quanto dato per scontato in molti paesi: Il diritto all’alimentazione.

Continua oggi 6 dicembre la grande maratona che sta portando BL Magazine, in collaborazione con i progetti Bearslicious e Dr. Rainbow ad informare, indagare e riflettere attorno a tematiche inerenti ai diritti umani.

La dichiarazione universale dei diritti umani

Parigi, 1948. Al termine della seconda guerra mondiale, venne stipulata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Essa è un documento sui diritti della persona adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Di tutti gli articoli elencati, andiamo ad analizzarne uno in particolare:

Ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficiente ad assicurare la salute e il benessere suo e della sua famiglia, specialmente per quanto concerne l’alimentazione, l’abbigliamento, l’alloggio, le cure mediche e i servizi sociali necessari; ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, di malattia, d’invalidità, di vedovanza, o negli altri casi di perdita dei propri mezzi di sussistenza in seguito a circostanze indipendenti dalla sua volontà;

Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, art. 25

Ho voluto evidenziare la prima parte dell’articolo perché, nello specifico, parla di alimentazione e, di conseguenza, di cibo. Essa si inserisce tra i presupposti essenziali della vita di ogni persona, costituendo la base di un diritto che porta al benessere dell’individuo.

In teoria, ogni nazione dichiara di volerla assicurare ai propri cittadini. Ma solo in teoria.

Parigi, città della Dichiarazione
Parigi, città della Dichiarazione

Diritto umano e diritto fondamentale

Se siamo d’accordo che il diritto all’alimentazione sia un diritto umano, come mai oggigiorno non è rispettato in ogni dove?

In primi, esiste una piccola ma sostanziale differenza tra diritto umano e diritto fondamentale:

-Il diritto fondamentale è riconosciuto da un ordinamento giuridico statale e che compare nei suoi documenti più importanti, come la Costituzione.

-Il diritto umano è quel diritto che spetta alla persona in quanto tale, indipendentemente dall’appartenenza a uno stato, e che sono riconosciuti dall’ordinamento giuridico internazionale.

Di conseguenza, i diritti fondamentali possono essere fatti valere in giudizio per ottenere i riconoscimento a livello nazionale. Quello umano, invece, può avvalersi soltanto dei meccanismi di tutela internazionale.

Infine, un diritto umano può dirsi effettivamente riconosciuto solo quando esso sia garantito da norme giuridiche sia internazionali che nazionali.

Ecco perché si parla molto spesso di aiuti umanitari (come le ONG) dal punto di vista alimentare: molti paesi non hanno degli articoli nella loro costituzione che tutelino la popolazione dalla povertà e, nello specifico, dalla fame.

Mercato e distribuzione

Focalizzare la differenza giuridica del diritto è importante, ma andiamo oltre alle leggi e pensiamo a un altro importante fattore: il mercato e la distribuzione degli alimenti.

Le coltivazioni intensive dei paesi tropicali (e non solo) svolgono due azioni suicide per le popolazioni:

  • Abbattono la biodiversità naturale dei loro stati
  • Obbligano all’acquisto di materie prime e alimenti da altri

Le mono-coltivazioni intensive non sono una novità, esistono ormai da decenni, e sono presenti in tutto il mondo; non parlo solo dei paesi tropicali e delle piantagioni di caffè e banane, ma anche degli stati ricchi, che intensificano le coltivazioni dalla maggior resa (come i cereali) per portare avanti un mercato mal distribuito e che guarda agli interessi degli stessi.

Questi meccanismi creano scarti, mal distribuzione, e influenzano negativamente le abitudini alimentari locali.

Banane, famosa mono-coltivazione
Banane, famosa mono-coltivazione

 

Cultura Alimentare

Logo della FAO
Logo della FAO

Ogni nazione nel mondo ha e conserva la sua storia e le sue tradizioni.

Le influenze esistono da sempre, e queste di solito arricchiscono le culture che si incontrano (ne abbiamo accennato QUA). Ma dopo tutto quello che vi ho detto, oggigiorno si va incontro a un impoverimento.

Il tipo di alimentazione maggiormente distribuito a livello mondiale nasce da un paese che non ha una sua cultura alimentare: gli Stati Uniti. O meglio… ha una cultura legata alla soddisfazione del bisogno primario dell’alimentazione. Ciò rischia di influenzare e (addirittura) far scomparire alcune tradizioni che fanno parte dei vari stati. L’Italia non è esente da questa influenza, ma ha la fortuna di avere una biodiversità alimentare ricca e difesa dalle associazioni di agricoltori, e dalla FAO.

Alimentazione e cibo vogliono dire (anche) cultura, non solo soddisfazione di un bisogno primario.

Il diritto umano sopra citato, se ben applicato, andrebbe a proteggere tutti questi aspetti a cui non pensiamo, o di cui spesso ci dimentichiamo.

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