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ESSERE E AVERE (2002) fil sul diritto allo studio

Human Rights

DIRITTO ALLO STUDIO _ 3 Film che non sapevi di voler vedere

In occasione dell’iniziativa #10DaysOfHumanRights oggi tratteremo di diritto allo studio (Art. 26 della dichiarazione dei diritti umani) e di quei film che guardano al mondo della scuola.


Il diritto allo studio è il diritto all’accesso e al successo nel percorso formativo di ognuno, a prescindere dalle condizioni socio-economiche di partenza. Grazie a esso è possibile quindi garantire a tutti la possibilità di frequentare la scuola e raggiungere le proprie aspirazioni.

Una scena tratta dal film documentario ESSERE E AVERE (2002)

Partiamo con un titolo cui sono molto affezionato.
ESSERE E AVERE (2002) è un film-documentario del regista Nicolas Philibert.
Ambientato in un piccolo villaggio della Francia segue la vita e il percorso scolastico di una “classe unica” dove i bambini hanno un’età che copre l’intero ciclo scolastico delle elementari. Un maestro prossimo alla pensione segue il percorso formativo dei suoi piccoli alunni. Oltre al sapere, egli cerca di trasmettere ai bambini il rispetto reciproco.
Questo piccolo film documentario è diventato presto un caso mondiale: successo in patria e poi in tutto il mondo.
Merito del regista è stato quello di guardare al piccolo universo scolastico senza quasi mai interferire nella vita dei piccoli (non) attori. Ci sono sì degli eventi o snodi narrativi suggeriti, ma è evidente come tutto sia reale e naturale. La linea narrativa (il trascorrere dell’anno scolastico e quindi la maturazione dei bambini) è interamente costruita a posteriori, in fase di montaggio delle 60 ore di girato. L’autore quindi si limita prevalentemente a osservare.
Il film, il cui titolo fa riferimento ai primi due verbi che si imparano a scuola, venne presentato fuori concorso al 55° Festival di Cannes.

Restiamo in Francia e guardiamo a un’altra opera quasi dallo stile documentaristico che guarda all’universo scolastico.
LA CLASSE (2008) del regista Laurent Cantet racconta l’esperienza di un insegnante e delle difficoltà nell’interagire con una classe di una scuola media superiore.
Il film è tratto da un libro semi autobiografico scritto da François Bégaudeau che interpreta il ruolo dell’insegnante.
Non vi è un vero e proprio intreccio narrativo, ma seguiamo lo sviluppo di alcune situazioni che si creano dentro le mura della scuola (il titolo originale della pellicola è appunto ENTRE LES MURS), più precisamente assistiamo allo svolgimento delle lezioni dove l’insegnante cerca di trovare un approccio e un linguaggio che sia al pari dei suoi ragazzi spesso indisciplinati e sboccati. In tutto questo però egli non perde occasione per coinvolgere i ragazzi e per far capire loro l’importanza della lingua e della letteratura.
Un’opera di non facile fruizione. appesantita dal suo essere girata come un documentario, ma sei si riesce a superare questo è certamente un’esperienza che merita di essere vissuta, sopratutto per chi è genitore o insegnante.
LA CLASSE vinse la Palma d’Oro come Miglior Film al 61° festival di Cannes, cosa che non accadeva da 21 anni per un film francese.

Scena tratta dal film documentario VADO A SCUOLA (2013)

E chiudiamo questa rassegna con un titolo del 2013, certamente tra i più significativi.
VADO A SCUOLA è un film documentario diretto da Pascal Plisson che guarda alla sfide quotidiane che ogni giorno devono affrontare quattro bambini per raggiungere le loro scuole.
Jackson ha 11 anni e ogni giorno percorre 15 chilometri nella savana del Kenya, tra insidie e animali selvatici.
Zahira ha 12 anni ed ella cammina per una giornata intera tra gli aspri paesaggi montagnosi del Marocco.
In Idia Samuel, 13 anni, è in sedia a rotelle e accompagnato da due suoi fratellini deve percorrere 4 chilometri di strade sabbiose, fiumi e mangrovie.
Carlito, 11 anni, attraversa a cavallo le pianure della Patagonia per coprire i 18 chilometri che lo separano dalla scuola.
È quasi commovente guardare alla vita di questi 4 ragazzini che affrontano mille difficoltà pur di raggiungere la loro scuola, simbolo di conoscenza, ma anche speranza di un futuro di possibilità ai più negate.
Sebbene la fotografia e il montaggio ben curati levino una certa naturalezza all’intera opera (così come in certi casi è evidente che i bambini seguano un copione), è un film che merita di essere vissuto e recuperato.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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