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FREEHELD (2015)

Spettacolo

DONNE CHE AMANO DONNE _ 3 Film che non sapevi di voler vedere

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Anche oggi il nostro appuntamento con la rubrica #3filmchenonsapevidivolervedere guarderà alle tematiche LGBT in concomitanza col mese dell’Orgoglio.
Se vi siete persi l’articolo relativo al cinema transgender di pochi giorni fa, vi invito a cliccare QUI per recuperarlo.


In questa breve rassegna vi segnaleremo 3 film che guardano in particolare all’universo femminile e all’amore che unisce due donne. Ma anche alla difficoltà che esse hanno dovuto subire nel corso del tempo tra pregiudizi e diritti negati.

Nella storia del cinema è stato molto presente l’espediente narrativo che inserisse due donne al centro di un triangolo amoroso per lo più per stuzzicare le fantasie maschili. Basti pensare alle protagoniste di BOUND – Torbido Inganno (1996), primo film delle sorelle Wachowski che è diventato presto un piccolo cult grazie sopratutto alla carica sessuale delle sue protagoniste Gina Gersohon e Jennifer Tilly. Lo stesso anno ecco un altro duo altrettanto letale, quello formato da Sharon Stone e Isabelle Adjani nel remake DIABOLIQUE.
E come non dimenticare le effusioni tra Neve Campbell e Denise Richards nella piscina nell’intricato e per nulla scontato SEX CRIMES (1998)?

Per fortuna nel corso della storia le cose sono cambiate, così anche il desiderio di guardare alla realtà dei fatti e dei cuori di donne che hanno avuto il coraggio di amare altre donne.
Basti pensare alla tenerezza di un film come FUKING ÅMÅL (1998) o MY SUMMER OF LOVE (2004) fino al più recente LA DISEDUCAZIONE DI CAMERON POST (2018) che indaga sulla terribile realtà di centri di conversione ancora esistenti negli Stati Uniti.


Sono davvero tanti i film a tema lesbo che meritano di esser scoperti che scriverei solo di essi (e certamente accadrà di nuovo) E per fortuna oggi abbiamo film tanto realistici e necessari come LA VITA DI ADELE (2013) del regista Abdellatif Kechiche o piccoli gioielli come CAROL (2015) di Todd Haynes con Cate Blachette e Rooney Mara fino al più recente DISOBEDIENCE (2017) con Rachel Weisz e Rachel McAdams.
Perciò non me ne vogliate se qui ne verranno selezionati solo 3 e magari non sono tra i vostri preferiti.

RAGAZZE IN UNIFORME (1931) è tratto dal dramma teatrale Gestern und Heute (ieri e Oggi) di Christa Winsloe

Se questo vuole essere il primo di tanti appuntamenti che guarderanno all’amore saffico credo sia doveroso partire da un titolo che è considerato il primo film a tema lesbico nella storia del cinema. Incredibile ma vero esso risale al 1931.
RAGAZZE IN UNIFORME, per la regia di Léontine Sagan, è un film scritto e diretto da sole donne, audace e coraggioso e in un certo senso tragicamente profetico.
Germania: in un collegio femminile severo e tradizionalista l’alunna Manuela cova segretamente una passione amorosa verso la sua istruttrice. Peccato che poi sotto gli effetti dell’alcool la ragazza si dichiari innamorata della donna. La confessione avrà le sue tragiche conseguenze.
Girato due anni prima che Hitler salisse al potere il film sembra in qualche modo anticipare come il seme del male fosse già ormai insito in un modo di (dis)educare senza guardare all’umanità e dignità del singolo individuo e di un’espressione del potere autoritario e soffocante, così come quella di un militarismo tedesco già viziato.
Il potere di questo film (ancora oggi) è quello di farsi specchio e denuncia di un sistema (quello tedesco) pieno di contraddizioni, ma anche e sopratutto il primo coraggioso esempio di mostrare in maniera pudica e delicata come l’amore è tale, indipendentemente da dove esso nasca e verso chi è rivolto. Il film in America venne proposto con un finale diverso e più tragico, ma più “giusto” e consono alle regole del codice Hays (la nota censura americana dell’epoca) che vietava di parlare esplicitamente di omosessualità per entrambi i sessi.

Nella foto Chloe Sevigny e Michelle Williams in un episodio di WOMEN (2000). Il film, il cui vero titolo è IF THESE WALLS COULD TALK 2 è il sequel di TRE VITE ALLO SPECCHIO (1996)

E passiamo a parlare di un altro film altrettanto importante prodotto dalla HBO per la televisione, ma divenuto ben presto un piccolo e prezioso cult nella comunità LGBT che vedeva l’impegno di tante attrici unite a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà sociali e giuridiche della comunità lesbo nel corso del tempo, ma anche uno sguardo sulle conquiste fatte.
WOMEN (2000) segue tre storie in 3 epoche diverse, ma ambientate nella stessa abitazione. La prima e più toccante. ambientata nel 1961, vede protagonista una stupenda Vanessa Redgrave che perde la compagna di una vita. Oltre all’inaspettato lutto ella dovrà affrontare l’ottusità dei parenti della sua amata,leggitimi eredi della casa in cui le due donne innamorate hanno trascorso una vita intera. La seconda è invece ambientata nel 1972 e guarda alle discrepanze e ai pregiudizi che spesso sono presenti nella comunità LGBT stessa. Qui Linda (Michelle Williams), giovane femminista, si innamora di Amy (Chloe Sevigny) e decide di presentarla alle compagne del suo gruppo, ma queste hanno difficoltà ad accettare l’aspetto molto maschile di Amy. Il terzo episodio ambientato negli anni 2000 è certamente quello dai toni più leggeri e positivi e guarda a una coppia affiata, composta da Sharon Stone e Ellen Degeneres, che decidono di avere un figlio con l’inseminazione artificiale.
Sebbene nel complesso il prodotto ha un che di didascalico, ha il valore di guardare con la giusta sensibilità e un oggettivo senso critico alla realtà della comunità lesbo nel corso della storia e nel privato delle relazioni amorose. Ottime tutte le attrici chiamate in causa.

Nella foto Julianne Moore e Ellen Page in una scena di FREEHELD

E chiudiamo con un film uscito pochi anni fa e ispirato a una storia vera.
FREEHELD (2015) diretto da Peter Sollett e scritto dallo sceneggiatore Ron Nyswaner (candidato alla Migliore Sceneggiatura per PHILADELPHIA, 1993) guarda alla vita di Laurel Hester, detective di polizia nello stato di New Jersey. Apprezzata dai colleghi, Laurel è riservata sulla sua vita sentimentale almeno finché non conosce e si innamora di Stacie (Ellen Page). Le due donne prendono una casa, un cane e si certificano coppia di fatto. Quando però Laurel scopre di avere il cancro ai polmoni chiede che la sua pensione venga destinata a Stacie per garantirle una sicurezza nel futuro. La richiesta verrà rifiutata, ma Laurel non si arrenderà e lotterà per i diritti a loro negati. Un film impegnato che vuole essere manifesto di una lotta di una donna che rappresenta mille donne e noi tutti, il cui unico desiderio è quello di poter accedere a dei diritti che di fatto dovrebbero appartenere a tutti. Il film diviso tra dramma sentimentale e civile non riesce però a mettere a fuoco i suoi personaggi, nonostante la bravura delle due attrici.
Julianne Moore (Clicca QUI per scoprire alcuni dei suoi ruoli più belli) con naturalezza riesce a incendiare gli occhi dei suoi personaggi, ma il personaggio iconico di Laurel Hester, la prima donna americana a lottare e ottenere l’apertura sui diritti delle coppie di fatto, necessitava di maggiore passione che viene a mancare sia nella regia didascalica che in una sceneggiatura scritta bene, ma priva di un cuore pulsante. Peccato, perché poteva essere un grande film.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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