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Human Rights

Dopo il Belgio, anche i Paesi Bassi legalizzano l’eutanasia infantile

Il Ministro olandese della salute, welfare e dello sport Hugo de Jonge, principale sostenitore della legge sull'eutanasia infantile. (credit: EPA)


Il governo dei Paesi Bassi consentirà ai medici di praticare l’eutanasia verso i bambini di età compresa tra uno e 12 anni aventi patologie in fase terminale, dopo mesi di aspro dibattito all’interno della coalizione di governo.


Il principale sostenitore della legge, il ministro della Sanità olandese Hugo de Jonge, ha manifestato la necessità di un cambiamento nelle normative per aiutare “un piccolo gruppo di bambini malati terminali che agonizzano senza speranza e tra sofferenze insopportabili“.

Il governo stima che le nuove regole interesseranno dai cinque ai dieci bambini all’anno che non hanno alcuna speranza di miglioramento delle loro condizioni.

L’intervento per porre fine a una vita è già legale nei Paesi Bassi anche per i ragazzi di età superiore ai 12 anni, se il paziente e i suoi genitori danno il consenso. L’eutanasia è prevista anche come uno strumento per alleviare le sofferenze dei bambini di età inferiore ad un anno in condizioni di salute irreversibili, con il consenso dei genitori.

Al gruppo di bambini cui fa riferimento il regolamento pianificato possono attualmente essere fornite solo cure palliative o lo stop all’alimentazione: ogni altra azione o iniziativa da parte dei medici per porre fine a una vita è del tutto preclusa. Un divario nelle disposizioni per i bambini di età compresa tra 1 e 12 anni, descritto dai medici come una “zona grigia” con un vuoto normativo.

I Paesi Bassi saranno il secondo paese europeo a legalizzare l’eutanasia infantile dopo il Belgio, che ha introdotto questa pratica nel 2014 per consentire l’eutanasia nei casi in cui il giovane paziente era malato terminale e in forte sofferenza. Due bambini belgi di 9 e 11 anni sono stati i primi a essere sottoposti a eutanasia nel 2016 e nel 2017.

Il dibattito all’interno della coalizione di governo

La questione dell’eutanasia infantile è stata causa di un dibattito piuttosto acceso all’interno della coalizione di governo, che conta quattro partiti e una diversa sensibilità su temi bioetici: tra i detrattori del testo figura l’opposizione di entrambi i partiti cristiani, tra cui il più conservatore ChristenUnie.

In un un recente rapporto delle Università di Groningen, Rotterdam e Amsterdam presentato da De Jonge al Parlamento, si è mostrato un sostegno schiacciante per un cambiamento nella legge tra i medici. Lo studio ha dimostrato la necessità di “una cessazione attiva della vita tra medici e genitori di bambini incurabilmente malati, che stanno soffrendo disperatamente e in modo insopportabile e moriranno nel prossimo futuro“. Per attivare la procedura, oltre al consenso dei genitori, servirà l’accordo di due esperti medici.

Eutanasia nei Paesi Bassi

Il Parlamento di Amsterdam è stato il primo al mondo a legalizzare l’eutanasia per i maggiori di 18 anni nel 2002, a fronte di “una richiesta volontaria e ben ponderata, nel contesto di una sofferenza insopportabile da cui non vi è alcuna prospettiva di miglioramento o rimedio alternativo“.

Secondo il Guardian, l’anno scorso sono stati 6.361 i casi di eutanasia nel paese, poco più del 4% delle morti totali. Di questi, il 91% era per condizioni mediche terminali mentre il resto dei casi riguarda soggetti affetti da gravi malattie psichiatriche.

Fonte: Europa Today

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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