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Legalità

DPCM illegittimi secondo il Giudice di Pace? Una rondine non fa primavera

Questa settimana torneremo su una sentenza emessa circa un mese fa che ha generato una valanga di reazioni nonché innumerevoli post su tutti i social network.


Le motivazioni di questa sentenza hanno suscitato commenti, tra di loro completamente opposti, sia tra gli esperti del settore sia da parte di chi col mondo del diritto non ha dimestichezza alcuna.

Stiamo parlando della sentenza emessa dal Giudice di Pace di Frosinone, Avv. Emilio Manganiello, per cui lo Stato di emergenza dichiarato per l’emergenza sanitaria Covid19 è illegittimo per le seguenti ragioni che vanno a costituire la motivazione della sentenza stessa.

Il dlgs n. 1/2018 contenente il Codice della Protezione Civile all’art. 7 qualifica come eventi emergenziali quelli legati a eventi calamitosi naturali o derivanti dall’attività dell’uomo, senza che vengano menzionati fenomeni di natura sanitari.

Sulla base della Costituzione il Governo può esercitare poteri peculiari solo in stato di guerra.

La dichiarazione dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei Ministri il 31 Gennaio 2020 quindi è illegittima perché esercitata in assenza di una legittimazione legale o costituzionale.

Stante l’illegittimità del Dpcm iniziale, che è un atto di Alta Amministrazione e quindi non un atto legislativo, devono considerarsi illegittimi tutti gli atti amministrativi conseguenti emanati nei mesi successivi, con conseguente disapplicazione da parte del Giudice di Pace. Si segnale inoltre come i Dpcm sono illegittimi perché emanati in assenza di una preventiva delega, come accade invece per i decreti legislativi.

Sarebbe naturale chiedersi: perché parlare ora di questa sentenza?

Le risposte a questa domanda sono molteplici ed hanno diverse basi.

Il primo motivo che induce a ritornare sull’argomento è sicuramente connesso ai nuovi obblighi fissati dal governo in ragione dell’aumento del contagio. Si parla dell’obbligo di indossare la mascherina delle 18 sino alle 6 anche all’aperto nei luoghi affollati.

Il secondo motivo è connesso alla modalità con cui questa sentenza è stata spiegata.

Il terzo motivo, che deriva dai due motivi precedenti, è che NON deve passare il messaggio che, essendo i DPCM illegittimi, allora si può evitare di indossare la mascherina poiché l’eventuale multa sarebbe annullata stante l’illegittimità della stessa.


Una tale convinzione non solo è completamente errata ma è anche lesiva della salute.

Una sentenza del giudice di pace non ha rilevanza nazionale

Precisato quanto sopra, andiamo ad analizzare cosa effettivamente deriva da questa sentenza e sfatiamo i falsi miti che circolano intorno alla stessa. Partiamo col dire che si tratta di una sentenza emessa da un Giudice di Pace. Può sembrare, a chi non è del mestiere, un dettaglio irrilevante ma, in realtà, si tratta di un particolare importantissimo.

Spiegandola al netto dei tecnicismi ed esemplificando al massimo, in una scala o in una piramide, la sentenza emessa dal Giudice di Pace ha lo stesso valore del gradino più basso e vincola, se non appellata, le parti nei confronti di cui è stata emessa ma, a livello nazionale, la sua influenza in un futuro giudizio è praticamente nulla.

Da più parti è stato affermato che i DPCM sarebbero incostituzionali sulla base di questa sentenza ma, come chiaramente evincibile dalla lettura della motivazione, il Giudice di Pace ha affermato che sono illegittimi e non incostituzionali. Il Giudice di pace poteva solo affermare l’illegittimità, poiché nessun Giudice può affermare che una Legge o un DPCM sia incostituzionale: questa è una prerogativa della Corte Costituzionale, il solo organo che, tramite il giudizio di legittimità, può affermare l’incostituzionalità di una norma.

Appare evidente che, avendo le giuste informazioni, non è consigliabile né impugnare eventuali multe utilizzando le predette argomentazioni né tanto meno agire nella convinzione che non si può essere condannati al pagamento della multa stessa.

Come espresso nel titolo del presente articolo: una rondine non fa primavera.

In conclusione è doveroso precisare che questa sentenza rappresenta comunque il pensiero di molti e che non è possibile escludere che anche altri giudici decidano di annullare le multe elevate in caso di violazione del DPCM.

Alcune delle argomentazioni utilizzate meriterebbero un approfondimento.

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Non faccio l'Avvocato ma lo sono. Calabra di nascita e "fiorentina" per adozione.

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