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DUETS! TUTTI CANTANO CRISTINA – La recensione di BL Magazine

C’era grande attesa attorno a DUETS – Tutti cantano Cristina, il primo album di duetti della regina delle sigle dei cartoni tv, Cristina D’Avena, che ha deciso di festeggiare così, con amici e colleghi l’importante traguardo dei 35 anni di carriera.

Trascinato dal singolo OCCHI DI GATTO, cantato con una convincente Loredana Bertè, decisamente a suo agio tra le “tipette esilissime” cleptomani, l’album si presenta oggi al mondo e ai fans nella sua interezza: l’abbiamo ascoltato per voi.

Va fatta una premessa: se siete dei puristi delle sigle dei cartoni in tv, questo cd potrebbe deludervi. Riproporre una versione karaoke dei soliti brani che ascoltiamo da trent’anni, semplicemente con l’accompagnamento di una doppia voce, sarebbe stata invero un’operazione fotocopia della quale avremmo potuto fare a meno.

 

 

DUETS – Tutti cantano Cristina invece, propone una chiave rivisitata di tutti gli arrangiamenti le sigle della tracklist, che attinge a piene mani dai classici più amati di Cristina. Si fa un grande uso di elettronica (spesso in eccedenza rispetto al necessario, va detto), synth, percussioni, ma anche di accostamenti inediti come il nu folk, blues e reggae, e più che cover, alcune canzoni intraprendono un percorso proprio perché stravolte sotto tanti aspetti. Procediamo quindi con ordine e analizziamo cosa ci è piaciuto e cosa non ci è piaciuto, traccia dopo traccia:

POLLON COMBINAGUAI feat J AX – Brutto come Eros non ho fascino e bon ton / ma con le rime sono un Dio faccio il miracolo bonbon . Geniale e sarcastico l’abbinamento J Ax/Pollon, che non delude. Un arrangiamento corposo che nel finale svolta un po’ nel reggae: non è difficile immaginare Cristina su una spiaggia della Giamaica intonare Pollon a suon di bonghi. Voto 8

NANA SUPERGIRL feat Giusy Ferreri – Una delle sigle originali più datate, alla quale davvero non nuoce una rinfrescata nei suoni, forse eccessivamente incardinati negli anni ’80. La nuova Nanà è leggera e l’alternarsi di chitarre acustiche ed elettriche dà il giusto ritmo al rimpallo delle battute tra Cristina e Giusy Ferreri, che nonostante spesso ci si metta d’impegno, non riesce a rovinare un brano simpatico come Nanà. Voto 7+

L’INCANTEVOLE CREAMY feat Francesca Michielin – L’arrangiamento è decisamente incalzante ed efficace. La Michielin fa il compitino con il suo candore post-adolescenziale ma a dare il giusto ritmo alla canzone sono gli archi e il pianoforte delle strofe. La Michielin sarebbe pronta per una riedizione di Dimmi che mi ami teneramente di Creamy. Voto 7,5

OCCHI DI GATTO feat Loredana Bertè – Ne abbiamo già parlato: capolavoro assoluto. Buona la scelta del rock spinto e della voce sporca di Loredana che si sposa benissimo con una Cristina D’Avena decisamente grintosa. La Bertè che urla OCCHIDIGATTOUNALTROCOLPOÈSTATOFATTO merita da sola l’ascolto del brano. Voto 9

KISS ME LICIA feat Baby K – Baby K è abbastanza cospayer da sola da avere la giusta credibilità per cantare Kiss Me Licia, e anche abbastanza tamarra per duettare con i Beehive e venirne fuori indenne. La canzone abbandona i cuoricini e gli xilofoni della versione originale per accogliere sintetizzatori e percussioni di un certo peso che comunque non tolgono alla canzone quell’aura dreampop che tanto ci piace. Voto 8

MAGICA EMI feat Arisa – L’introduzione orchestrale è la vera perla della canzone. Arisa è piuttosto standardizzata in ogni sua esibizione: voce pulita, intonazione perfetta, ma purtroppo personalizza poco la performance per risultare convincente. Manca il guizzo. Voto 6,5

MILA E SHIRO feat Annalisa – Qui ho dovuto ricorrere al Plasil. Da cultore di Mila e Shiro, ho seriamente maldigerito l’introduzione con il coro alla “urliamo tutti siamo gli All Blacks”. Un’operazione di maquillage esagerata e fuori luogo che ha reso la pur brava Annalisa sostituibile con una Carmen di Pietro qualunque (anche non doppiata da Wanda Fisher). Voto 4

JEM feat Emma – La Marrone non ha ricevuto in dono la sobrietà dei costumi e della voce, come tutti sappiamo, e ci ricorda il suo piglio alla sindacalista IVECO anche in JEM. Menzione particolare per il verso “la mia voce è così / tenera e squillante” cantato con l’energia di un muratore al quale hanno pestato il pollicione, che di tenero ha ben poco. Al netto delle esagerazioni di Emma, l’arrangiamento, ripulito dagli stereotipi ’80, è decisamente ben riuscito. Voto 5,5

 

 

I PUFFI SANNO feat Michele Bravi – Due schitarrate di stratocaster e I PUFFI tornano a nuova vita. Puffaffero. Bravi non si è ancora ripreso dal Diario degli Errori e infatti il suo contributo manca un po’ di energia, ma viene conservata una certa armonia che altrove manca. Voto 7-

SIAMO FATTI COSI’ feat Elio – Atmosfere blues: tutto molto carino finché Elio non comincia a “fare” Elio, mandando in vacca l’intera operazione con il suo vocione inutilmente tronfio. Peccato, perché l’arrangiamento era davvero un punto di forza. Voto 4 (a Elio). Voto 7,5 (al brano senza Elio).

È QUASI MAGIA JOHNNY feat la Rua – Per chi non li conoscesse, i La Rua sono un gruppo ascolano che si è fatto notare nelle trasmissioni di Maria de Filippi (Tu sì que vales prima e Amici dopo). La loro cifra stilistica è rappresentata da questo ricorso al nu folk di matrice nordeuropea, ispirato da gruppi come gli Of Monster Of Men e simili. I La Rua riescono a “indossare” Johnny con una naturalezza che diverte e coinvolge. Decisamente una delle migliori dell’intero disco. Voto 9

UNA SPADA PER LADY OSCAR feat Noemi – Beh, la bravura di Noemi è nota a tutti e l’incontro delle due voci è veramente gradevole. Non viene tradita l’apertura del brano al ritornello (decisamente il momento migliore di tutta la canzone), sostenuta con percussioni, archi e pianoforte. Ecco, mi sono emozionato un po’ anch’io. Voto 8,5

CHE CAMPIONI HOLLY E BENJI feat Benji e Fede – Non credo ci sia una ragione valida per la quale la scelta sia ricaduta sui due ventenni metrosexual più amati dalle ragazzine se non un azzardato “ius nominis”. Ad ogni modo, il confronto con “Holly si allena tirando i rigori / Benji si allena parando i rigori” è troppo forte per gli ultratrentenni e la canzone scivola via senza troppi entusiasmi. Voto 6,5

SAILOR MOON feat Chiara – Non sono state tradite le atmosfere “lunari” dell’originale, anzi, la nuova Sailor Moon sembra proprio un’affascinante dark lady. Chiara se la cava nella prova più difficile della sua carriera (diciamolo, Sailor Moon è un po’ l’equivalente de “La cura” di Battiato per tutti gli amanti delle sigle) e ci mette del suo senza scontentare i fans. Voto 7,5

PICCOLI PROBLEMI DI CUORE feat Ermal Meta – Tra tutti i featuring della tracklist, è stato senza dubbio, dall’inizio, quello che mi ha destato più curiosità. Mi chiedevo come, un cantautore impegnato come Ermal Meta, capace di tradurre in note tutte le disgrazie dell’essere umano, potesse riuscire nell’ardua impresa di cantare la sigla di un anime per preadolescenti amorosi. Un Biagio Antonacci, ça va sans dire, si sarebbe sentito probabilmente più a suo agio. Invece Ermal, con un soffio di voce, è il partner perfetto per questo remake che più di tutti richiama l’effetto nostalgia. Ottimo il connubio delle voci. Voto 9,5

ALL’ARREMBAGGIO feat Alessio Bernabei – Con questo brano probabilmente Bernabei si sarebbe risparmiato l’umiliazione dei tre festival flop di fila. C’è comunque da dire che la sigla di ONE PIECE ha una forza intrinseca che sarebbe stato necessaria una catastrofe perché riuscisse male, e la relativa giovinezza della sigla ha fatto sì che non ci fossero stravolgimenti all’impianto musicale. Bernabei qui è davvero a suo agio: potrebbe raccogliere l’eredità di Giorgio Vanni e dedicarsi alle sigle tv, di sicuro la sua carriera ne gioverebbe. Voto 7

E voi? Quali brani vi hanno colpito? Cosa condividete della recensione e cosa no? Diteci la vostra!

Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 33 anni fa. Ormai prossimo alla resurrezione, mi sposto tra la Puglia e la Città Eterna. Respiro e scrivo, come dicono i Baustelle. Dirigo BL Magazine dove mi occupo soprattutto di diritti umani, cultura, tv e spettacolo.

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